L'epidemia cala, il panico cresce
Se in Francia le autorità hanno dichiarato conclusa l'epidemia di influenza A, in Romania le polemiche legate al virus fanno ancora notizia, come su România Liberă. Dopo essere rimasti per settimane indifferenti alla minaccia dell'epidemia, i romeni sono stati presi dal panico, provocando il caos negli ospedali e nei centri di vaccinazione. I medici invitano la popolazione a mangiare "cibi che rafforzano il sistema immunitario, come salsicce piccanti, aglio e brandy". Finora il virus ha provocato un centinaio di vittime, ma una di esse, il trenatsettenne attore Toni Tecuceanu, ha fatto scalpore per la sua fama. Il quotidiano riferisce anche che "numerose associazioni presenteranno denunce contro il sistema sanitario", sotto accusa per aver minacciato di licenziare i medici che si rifiutano di vaccinarsi e per aver reso obbligatoria la vaccinazione dei bambini, decisione che aveva fatto infuriare i genitori contrari alla profilassi.
Di fronte alla crisi e alla disoccupazione, i giovani lituani fanno come i loro antenati: emigrano. In decine di migliaia hanno già abbandonato il paese per stabilirsi in Gran Bretagna e Scandinavia.
La réunion de l’Eurogroupe n'a pas La riunione dell’Eurogruppo non ha messo fine all’incubo del debito greco. L’inefficienza di Atene pesa, ma i messaggi contraddittori e la mancanza di una strategia chiara da parte dell’Ue ha contribuito a rendere la matassa inestricabile.
A diciotto anni dal massacro di 800mila tutsi, nell'ex potenza coloniale la polemica sulle responsabilità di Parigi è ancora infuocata. E altre ombre, dall'Indocina all'Algeria, pesano sulle coscienze.