Il nuovo tandem dell'economia europea
Secondo Dziennik Gazeta Prawna, la Polonia e la Slovacchia saranno le economie Ue che cresceranno più rapidamente nel 2010. Stando alle stime della Commissione, il Pil dei due paesi dovrebbe aumentare rispettivamente dell'1,8 e 1,9 per cento, ben oltre la media europea dello 0,7 per cento. "Il sistema bancario polacco è uscito indenne dalla crisi, contribuendo a sostenere i consumi privati" spiega Mark Allen, responsabile dell'ufficio dell'Fmi in Polonia. Secondo Allen le esportazioni e i consumi potrebbero spingere l'aumento del Pil oltre il 2 per cento. I Polacchi dovranno però affrontare i problemi dovuti a un deficit che dovrebbe raggiungere il 7,5 per cento del Pil e a una disoccupazione che potrebbe passare dall'attuale 7,5 al 9,9 per cento della popolazione attiva.
In Slovacchia la crescita innescata dall'adozione dell'euro non ha provocato un aumento dell'inflazione, scrive Respekt. Ciò contribuisce a spiegare la passione degli slovacchi per la nuova valuta: un sondaggio citato dal settimanale ceco mostra infatti che tre quarti dei cittadini sono soddisfatti dall'adozione della moneta unica.
Di fronte alla crisi e alla disoccupazione, i giovani lituani fanno come i loro antenati: emigrano. In decine di migliaia hanno già abbandonato il paese per stabilirsi in Gran Bretagna e Scandinavia.
La réunion de l’Eurogroupe n'a pas La riunione dell’Eurogruppo non ha messo fine all’incubo del debito greco. L’inefficienza di Atene pesa, ma i messaggi contraddittori e la mancanza di una strategia chiara da parte dell’Ue ha contribuito a rendere la matassa inestricabile.
A diciotto anni dal massacro di 800mila tutsi, nell'ex potenza coloniale la polemica sulle responsabilità di Parigi è ancora infuocata. E altre ombre, dall'Indocina all'Algeria, pesano sulle coscienze.