L’Europa mette il vento in comune
Nove ministri europei dell’energia hanno sottoscritto una dichiarazione comune per creare una rete che colleghi le centrali eoliche presenti e future del Mare del Nord, annuncia De Morgen. In un articolo intitolato “accordo storico", il quotidiano fiammingo spiega che i paesi interessati (Belgio, Francia, Paesi Bassi, Germania, Lussemburgo, Gran Bretagna, Irlanda, Svezia e Danimarca) avranno così la garanzia di essere riforniti di energia anche nei giorni in cui il vento non dovesse soffiare sul loro territorio nazionale. La Norvegia fornirà energia idroelettrica, precisa il quotidiano. Da qui al 2020 l’Unione Europea conta di generare 150 gigawatt di energia eolica (contro gli attuali 7), e questo comporta la realizzazione in tempi molto brevi delle turbine. Bart Bode, direttore dell’Organizzazione per le energie rinnovabili (Ode), spera che il progetto faccia scuola: “Perché non creare nei paesi del Mediterraneo una rete per l’energia solare?”
Di fronte alla crisi e alla disoccupazione, i giovani lituani fanno come i loro antenati: emigrano. In decine di migliaia hanno già abbandonato il paese per stabilirsi in Gran Bretagna e Scandinavia.
La réunion de l’Eurogroupe n'a pas La riunione dell’Eurogruppo non ha messo fine all’incubo del debito greco. L’inefficienza di Atene pesa, ma i messaggi contraddittori e la mancanza di una strategia chiara da parte dell’Ue ha contribuito a rendere la matassa inestricabile.
A diciotto anni dal massacro di 800mila tutsi, nell'ex potenza coloniale la polemica sulle responsabilità di Parigi è ancora infuocata. E altre ombre, dall'Indocina all'Algeria, pesano sulle coscienze.