L'Ue preferisce la Russia all'Ucraina
La Russia è più vicina dell'Ucraina all'adesione all'Unione europea, nonostante Kiev rientri nel Partenariato orientale. È la sintesi di un articolo di Polska, volutamente esagerato. In risposta alla questione dei visti per i cittadini ucraini avanzata da un europarlamentare polacco, la Commissione ha escluso la "liberalizzazione completa" nel futuro prossimo. Questo nonostante per entrare nell'area Schengen i russi non avranno più bisogno di visti, uno dei risultati del vertice Ue-Russia del 18 novembre. Gli esperti polacchi, indignati, si chiedono perché l'Unione elimini i visti per i serbi ma non per gli ucraini, dato che uno degli obiettivi dichiarati del Partenariato è il rilassamento dei controlli alle frontiere. Polska spiega che è "il caos che regna nella politica ucraina" a insospettire l'Unione. "Nel triangolo Bruxelles-Mosca-Kiev c'è stato un deciso riallineamento in favore del Cremlino", conclude il quotidiano.
Di fronte alla crisi e alla disoccupazione, i giovani lituani fanno come i loro antenati: emigrano. In decine di migliaia hanno già abbandonato il paese per stabilirsi in Gran Bretagna e Scandinavia.
La réunion de l’Eurogroupe n'a pas La riunione dell’Eurogruppo non ha messo fine all’incubo del debito greco. L’inefficienza di Atene pesa, ma i messaggi contraddittori e la mancanza di una strategia chiara da parte dell’Ue ha contribuito a rendere la matassa inestricabile.
A diciotto anni dal massacro di 800mila tutsi, nell'ex potenza coloniale la polemica sulle responsabilità di Parigi è ancora infuocata. E altre ombre, dall'Indocina all'Algeria, pesano sulle coscienze.