Un miliardo per gli studenti
Il movimento è arrivato alla sua terza settimana di vita. Il 6 novembre gli studenti austriaci sono nuovamente scesi in strada per protestare contro le pessime condizioni del sistema e la riforma dovuta al processo di Bologna. Ma le autorità sono hanno cominciato la “caccia al miliardo per le università”, titola Die Presse con un fotomontaggio dei principali interessati, nel quale compaiono il rettore dell’università, il cancelliere Werner Faymann e i ministri della ricerca, delle finanze e dell’economia. Il budget delle università – spiega Die Presse – era stato l’unico ad aumentare nel 2009 e il cancelliere socialdemocratico ha promesso più fondi, ma per il 2020. Se il conflitto si protrarrà, avverte il quotidiano, le simpatie dell’opinione pubblica per il movimento studentesco potrebbero trasformarsi in un movimento sociale.
A diciotto anni dal massacro di 800mila tutsi, nell'ex potenza coloniale la polemica sulle responsabilità di Parigi è ancora infuocata. E altre ombre, dall'Indocina all'Algeria, pesano sulle coscienze.
Per scongiurare il rischio di uscire dall'euro, il governo greco ha approvato nuove misure d'austerity alla vigilia della riunione dell'Eurogruppo. La classe politica del paese è ormai con le spalle al muro.
Lo sfruttamento commerciale dei siti archeologici annunciato dal governo greco ha provocato uno scandalo. Ma in Europa è una pratica ormai diffusa.