L'influenza alle porte
È questione di giorni, forse solo di ore: l'influenza H1n1 arriverà presto anche in Polonia. Lo sostiene il quotidiano Polska. L'epidemia ha già colpito la vicina Ucraina, dove ci sono state 53 vittime e 200mila casi di contagio. Il primo ministro ucraino Yulia Tymoshenko ha ordinato la chiusura delle scuole e dei cinema, e l'Oms ha inviato nel paese i suoi ispettori. “L'influenza non conosce confini; non si può pensare che la Polonia resti l'unica area immune in Europa”, ha detto il prof. Paweł Grzesiowski dell'Istituto Nazionale di Salute Pubblica. Il governo polacco ha invitato la popolazione a restare calma, ma le provincie al confine con l'Ucraina hanno già preso misure preventive: gli ospedali hanno preparato centinaia di letti, e lungo le frontiere si eseguono controlli sanitari. Il governo ucraino ha chiesto aiuto a quello polacco. In risposta, ieri Varsavia ha inviato nella città di Lviv un respiratore, maschere protettive e medicinali.
Di fronte alla crisi e alla disoccupazione, i giovani lituani fanno come i loro antenati: emigrano. In decine di migliaia hanno già abbandonato il paese per stabilirsi in Gran Bretagna e Scandinavia.
La réunion de l’Eurogroupe n'a pas La riunione dell’Eurogruppo non ha messo fine all’incubo del debito greco. L’inefficienza di Atene pesa, ma i messaggi contraddittori e la mancanza di una strategia chiara da parte dell’Ue ha contribuito a rendere la matassa inestricabile.
A diciotto anni dal massacro di 800mila tutsi, nell'ex potenza coloniale la polemica sulle responsabilità di Parigi è ancora infuocata. E altre ombre, dall'Indocina all'Algeria, pesano sulle coscienze.