Costretti a volare
"In Romania i soli a non lamentarsi della mancanza di autostrade e treni veloci sono i piloti d'aereo", scrive Gândul. In un paese di 238mila chilometri quadrati che possiede solo tre autostrade propriamente dette e nessuna linea ferroviaria ad alta velocità, il traffico aereo fiorisce. "I 17 aeroporti del paese hanno registrato un traffico di 9,1 milioni di passeggeri, per un giro d'affari di oltre 600 milioni di euro", riferisce il quotidiano di Bucarest. "Migliori infrastrutture stradali e ferroviarie significherebbero uno sviluppo minore del settore aereo", afferma il direttore del dipartimento dell'aviazione civile del ministero dei trasporti, Catalin Radu. "I 6/7 anni che mancano al completamento delle infrastrutture terrestri sono una grande opportunità per gli aeroporti".
A diciotto anni dal massacro di 800mila tutsi, nell'ex potenza coloniale la polemica sulle responsabilità di Parigi è ancora infuocata. E altre ombre, dall'Indocina all'Algeria, pesano sulle coscienze.
Per scongiurare il rischio di uscire dall'euro, il governo greco ha approvato nuove misure d'austerity alla vigilia della riunione dell'Eurogruppo. La classe politica del paese è ormai con le spalle al muro.
Lo sfruttamento commerciale dei siti archeologici annunciato dal governo greco ha provocato uno scandalo. Ma in Europa è una pratica ormai diffusa.