Jyllands-Posten ancora nel mirino
La Danimarca è impegnata in una “intensa lotta contro il terrorismo” titola il Jyllands-Posten. Secondo l’Fbi e l’intelligence danese, due uomini legati ad al Qaeda arrestati a Chicago avevano pianificato di colpire ad Aarhus e Copenaghen le sedi del quotidiano che nel 2005 aveva pubblicato le controverse vignette di Maometto. Nel complotto i due avevano previsto anche un piano alternativo: uccidere Kurt Westergaard, autore della vignetta rappresentante il Profeta con una bomba nascosta nel turbante, e Flemming Rose, responsabile delle pagine della cultura e delle opinioni del quotidiano.
“Il terrore, le minacce e l’intimidazione sono armi utilizzate per indurre cambiamenti nella gente, per costringerla ad agire come vogliono i terroristi”, recita l'editoriale del Jyllands-Posten. “Il fondamentalismo dell’offesa costituisce la peggiore minaccia contro la libertà d’espressione, presuppone che quando si è offesi si abbia un diritto speciale a reagire con la violenza. Ma è giunta l’ora di dire basta!”.
Di fronte alla crisi e alla disoccupazione, i giovani lituani fanno come i loro antenati: emigrano. In decine di migliaia hanno già abbandonato il paese per stabilirsi in Gran Bretagna e Scandinavia.
La réunion de l’Eurogroupe n'a pas La riunione dell’Eurogruppo non ha messo fine all’incubo del debito greco. L’inefficienza di Atene pesa, ma i messaggi contraddittori e la mancanza di una strategia chiara da parte dell’Ue ha contribuito a rendere la matassa inestricabile.
A diciotto anni dal massacro di 800mila tutsi, nell'ex potenza coloniale la polemica sulle responsabilità di Parigi è ancora infuocata. E altre ombre, dall'Indocina all'Algeria, pesano sulle coscienze.