L'Ue sottovaluta il riscaldamento globale
La proposte europee che saranno presentate alla conferenza di Copenhagen sul clima (Cop15) si basano su cifre obsolete: a lanciare l’allarme è De Morgen. Il quotidiano fiammingo spiega che l’obiettivo di limitare a soli 2 gradi il riscaldamento globale, “diventato ormai un mantra”, è antiquato. Secondo l’ecologista Jean-Pascal van Ypersele, “nuovi rilevamenti aggiornati dimostrano che sarebbe necessario puntare a un aumento massimo di soli 1,5 gradi centigradi, se si vogliono evitare i rischi legati al riscaldamento”. Ma c’è di più: l’affermazione dell’Ue che i suoi testi si basano sulle cifre del gruppo di esperti dell’Onu è falsa; nel suo ultimo rapporto l’Ipcc (il gruppo di studio intergovernativo per il cambiamento climatico) avverte che il picco di emissioni di biossido di carbonio dovrebbe essere fissato non più tardi del 2015 e non nel 2020 come prevedono i paesi europei. Fonti vicine al governo belga spiegano tuttavia che “non sarebbe stato intelligente cambiare senza preavviso testi che da anni sono parte integrante di un accordo concertato”.
A diciotto anni dal massacro di 800mila tutsi, nell'ex potenza coloniale la polemica sulle responsabilità di Parigi è ancora infuocata. E altre ombre, dall'Indocina all'Algeria, pesano sulle coscienze.
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