Zagabria e Ankara, sei meno meno
Il 14 ottobre la Commissione europea ha pubblicato il rapporto annuale sull'allargamento dell'Unione, nel quale fa un bilancio della situazione di ogni paese candidato. Il quotidiano sloveno Delo commenta il rapporto scrivendo che “se vuole aderire entro il 2012”, la Croazia deve prima fare uno sforzo “per sradicare la corruzione, rappresentata dall'Unione Democratica al potere e dai suoi amici”. La Macedonia “è pronta a iniziare i negoziati di adesione, e si ritroverebbe sullo stesso piano di Croazia e Turchia”.
In merito alla Turchia, la Commissione ancora ritiene che Ankara non garantisca il rispetto dei diritti dell'uomo, e per la prima volta, come nota EUobserver, ha denunciato le minacce alla libertà di stampa, come la multa di 2,2 milioni di euro a carico del gruppo editoriale Dogan Yayin. Tuttavia, spiega il quotidiano turco Zaman, “La Commissione appoggia l'azione di Ankara nel processo Ergenekon – una rete clandestina accusata di voler rovesciare il governo. Inoltre incoraggia il governo turco a “proseguire nel processo di democratizzazione, in particolare con 'l'iniziativa curda', che mira a risolvere stabilmente la questione di questa minoranza”.
Di fronte alla crisi e alla disoccupazione, i giovani lituani fanno come i loro antenati: emigrano. In decine di migliaia hanno già abbandonato il paese per stabilirsi in Gran Bretagna e Scandinavia.
La réunion de l’Eurogroupe n'a pas La riunione dell’Eurogruppo non ha messo fine all’incubo del debito greco. L’inefficienza di Atene pesa, ma i messaggi contraddittori e la mancanza di una strategia chiara da parte dell’Ue ha contribuito a rendere la matassa inestricabile.
A diciotto anni dal massacro di 800mila tutsi, nell'ex potenza coloniale la polemica sulle responsabilità di Parigi è ancora infuocata. E altre ombre, dall'Indocina all'Algeria, pesano sulle coscienze.