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Editoriale

Controllare i mercati

12 marzo 2010
Presseurop

In Europa è il momento del rigore. L'8 marzo il primo ministro portoghese José Socrates ha presentato un “programma di crescita e di stabilità”, che si traduce soprattutto in una riduzione drastica delle spese pubbliche. Il 10 la Grecia è rimasta paralizzata da uno sciopero generale contro il piano di tagli elaborato dal governo di Georges Papandreou sotto la pressione dei suoi partner e dei mercati finanziari. Paesi come l'Irlanda, la Spagna o l'Ungheria sono sottoposti a simili regimi di austerità, mentre Gran Bretagna e Francia non sono completamente al riparo da crisi del genere.

Membri della zona euro o meno, di tradizione socialdemocratica o liberale, “non tutti soccombono, ma tutti sono colpiti”, come scriveva Jean Lafontaine. E tutti devono ridefinire il modello sociale europeo, un modello che cerca un equilibrio tra competitività e giustizia sociale. Un'esigenza ancora più pressante visto che i popoli dei vari paesi non accetteranno questo rigore senza contropartite.

Non è quindi un caso se l'Europa va all’attacco degli speculatori. In una lettera comune, Nicolas Sarkozy, Angela Merkel, Jean-Claude Junker (il presidente dell'Eurogruppo) e Georges Papandreou hanno chiesto alla Commissione europea di aprire un'inchiesta sull'impatto della speculazione. Nel frattempo il Parlamento europeo e gli stati membri discutono sulle modalità per disciplinare in modo più rigido l'azione dei fondi speculativi in Europa.

La Süddeutsche Zeitung parla di “stretto sentiero tra il bene e il male”: la necessità di regolare i mercati senza mettere in pericolo la capacità degli stati di finanziare la ripresa economica. Ma il sentiero è stretto anche tra il necessario risanamento delle economie e la consapevolezza delle crescenti difficoltà di gran parte della popolazione europea. Quando l'attività dei fondi speculativi destabilizza gli stati e i loro eccessi alimentano un risentimento che i partiti estremisti possono facilmente strumentalizzare, è giusto che i governi si associno per difendere l'equilibrio delle loro società. (adr

Eric Maurice