Speciali
Berlino e l’Ue, una relazione complicata
Angela Merkel, l'inevitabile
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Idee: L’“Impero latino” contro l’egemonia tedesca
26 marzo 20133224 491 Libération Parigi -
Grecia: La stupidità degli anti-Merkel
10 ottobre 2012261 120 Coulisses de Bruxelles Bruxelles -
Grecia-Germania: Troppo tardi, Angela
10 ottobre 2012137 22 Frankfurter Allgemeine Zeitung Francoforte -
Crisi del debito: La fine del metodo Merkel
3 luglio 2012156 38 Frankfurter Allgemeine Zeitung Francoforte -
Editoriale: La brutta nottata di Angela Merkel
29 giugno 2012124 116Presseurop -
Eurozona: Presto, signora Merkel!
12 giugno 201249 35PresseuropIl Sole-24 Ore, Financial Times -
Germania: Usque tandem, Angela?
10 maggio 2012140 5PresseuropDie Zeit -
Unione europea: Cinque referendum su Angela Merkel
3 maggio 2012193 64 Die Zeit Amburgo -
Germania-Italia: Merkel abbraccia Monti e la crescita
26 aprile 2012159 7PresseuropLa Stampa -
Chi ha paura della Germania? / 4: Il Nein che affonda l’Europa
24 novembre 2011260 16 Die Tageszeitung Berlino -
Rassegna stampa: Angela, padrona incontrastata
24 ottobre 2011121 7Presseurop -
Germania: Kohl bacchetta Angela Merkel
26 agosto 201183 2Presseurop -
Crisi dell'euro: Merkel e Sarkozy, siate all’altezza
21 luglio 201171 4 Le Monde Parigi -
Germania: Kohl: Merkel distrugge la mia Europa
18 luglio 201189 5PresseuropDer Spiegel -
Germania: Due anni di governo ombra
28 marzo 201146 2 Der Spiegel Amburgo -
Vertice dell'eurozona: La chiave è Angela Merkel
11 marzo 201167 2 The Economist Londra -
Crisi del debito: Angela tira dritto
3 marzo 201120PresseuropPresseurop -
Crisi dell'euro: Merkel non è Marshall
19 novembre 20101PresseuropHandelsblatt -
Germania: Comandare senza farsi notare
27 ottobre 201052 2 Süddeutsche Zeitung Monaco -
Patto di stabilità: L’Europa unita contro Merkel
26 ottobre 2010PresseuropFinancial Times Deutschland, Financial Times Deutschland -
Zona euro: La scelta di Angela
25 marzo 201019 Süddeutsche Zeitung Monaco -
Germania: Merkel, leader riluttante
8 marzo 2010PresseuropNewsweek
Un’Europa in salsa tedesca
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Germania: Il denaro del diavolo
14 dicembre 2012606 160 The Irish Times Dublino -
Consiglio europeo: Il federalismo non mangia il panettone
13 dicembre 2012232 20 Libération Parigi -
Germania: La riunificazione è il peccato originale
3 ottobre 2012603 153 Der Spiegel Amburgo -
Eurozona: La corte di Karlsruhe gioca sul sicuro
12 settembre 201254 56PresseuropSüddeutsche Zeitung, Frankfurter Rundschau, Die Tageszeitung -
Crisi della zona euro: Berlino torna alla realpolitik
23 agosto 201284 373 Il Sole-24 Ore Milano -
Eurozona: Il giorno della verità
1 agosto 2012115 114 La Vanguardia Barcellona -
Germania: Karlsruhe, la corte che potrebbe seppellire l’euro
10 luglio 2012258 50 Der Spiegel Amburgo -
Eurozona: Tutto dipende da Berlino
26 giugno 2012195 202 Süddeutsche Zeitung Monaco -
Unione europea: La fine dell’Europa tedesca
21 giugno 2012294 165 Gazeta Wyborcza Varsavia -
Eurozona: La Germania contromano
19 giugno 2012622 252 Der Spiegel Amburgo -
Eurozona: Ferguson e Roubini avvertono la Germania
11 giugno 2012115 36PresseuropDer Spiegel, Financial Times -
Unione europea: Le incognite dell’unione politica
8 giugno 2012117 28PresseuropFinancial Times Deutschland, Financial Times Deutschland, Le Figaro -
Eurozona: Merkel vuole un’Europa più tedesca
28 maggio 2012176 44PresseuropDer Spiegel -
Eurozona: La fine dell’egemonia tedesca
24 maggio 2012260 91 To Vima Atene -
Eurozona: Non isoliamo la Germania
22 maggio 2012145 237 The Independent Londra -
Eurozona: Basta con il feticismo dell’austerity
26 aprile 2012503 108 El País Madrid -
Unione europea: Lasciamo fare alla Germania
26 aprile 2012148 71 De Volkskrant Amsterdam -
Eurozona: Il fronte del rigore perde pezzi
24 aprile 2012564 44 The Guardian Londra -
Germania: E va bene, siamo nazisti
3 febbraio 2012436 304 Die Zeit Amburgo -
Consiglio europeo: L’autogol di Angela Merkel
31 gennaio 201280 15PresseuropDer Tagesspiegel -
Germania-Italia: Rilassatevi, tedeschi
30 gennaio 2012244 23 Die Zeit Amburgo -
Eurozona: La Germania occupa il bilancio
30 gennaio 2012101 61PresseuropPúblico, Le Monde, Ta Nea & altri 2 -
Eurozona: Salviamo l’euro, cacciamo la Germania
27 gennaio 2012686 120 The Times Londra -
Chi ha paura della Germania? / 5: Un affare di famiglia
25 novembre 2011259 19 Die Zeit Amburgo -
Chi ha paura della Germania? / 3: I tecnocrati che leggono Goethe
23 novembre 2011206 15 Der Spiegel Amburgo -
Chi ha paura della Germania? / 2: Qui si parla tedesco
22 novembre 2011227 10 Berliner Zeitung Berlino -
Eurozona: Alla mercé della Germania
27 ottobre 2011271 22 Eleftherotypia Atene -
Eurozona: La fine del mito della stabilità
12 settembre 2011141 3 Frankfurter Allgemeine Zeitung Francoforte -
Germania: L’ultimo sì
7 settembre 201193 3 Süddeutsche Zeitung Monaco -
Germania: Il dominatore riluttante
5 settembre 201165 4 Die Zeit Amburgo -
Grecia-Germania: Sbatti il greco in prima pagina
20 giugno 2011143 23 To Vima Atene -
Unione europea: La Germania, spettatrice scettica
27 aprile 201137 5PresseuropHandelsblatt -
Germania: Il salvatore riluttante
15 marzo 201199 2 The Guardian Londra -
Eurozona: La Germania da tesoriera a vigilante
14 marzo 201115PresseuropPresseurop -
Crisi del debito: Un’Unione made in Germania
3 febbraio 2011142 13 Die Zeit Amburgo -
Unione monetaria: La tentazione del marco
14 dicembre 2010214 4 Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung Francoforte -
Crisi dell'euro: La Germania cerca alleati responsabili
13 dicembre 20101PresseuropLidové noviny -
Crisi: La Germania ha un problema con l’Europa
19 maggio 201036 2 Gazeta Wyborcza Varsavia -
Istituzioni: La Germania ridisegna il futuro dell'Unione
14 luglio 200912 1 Financial Times Londra
Francia-Germania, la strana coppia
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Francia-Germania: “Euro forte, nuovo disaccordo tra Hollande e Merkel”
7 febbraio 201340PresseuropLe Figaro -
Francia-Germania: A Sedan non si festeggia
22 gennaio 2013139 22 Frankfurter Rundschau Francoforte -
Francia-Germania: “Parigi e Berlino celebrano i cinquant'anni di un'amicizia turbolenta ”
22 gennaio 201317PresseuropLes Echos -
Francia-Germania: “Deciso e sigillato”
22 gennaio 201325 2PresseuropSüddeutsche Zeitung -
Francia-Germania: Nozze d’oro per una coppia in crisi
21 gennaio 2013178 63 Le Monde Parigi -
Francia-Germania: Berlino cerca una cura per la sindrome francese
12 novembre 2012199 144 Les Echos Parigi -
Idee: La grande coalizione europea
16 maggio 2012159 15 Süddeutsche Zeitung Monaco -
Francia-Germania: Hollande e Merkel condannati all’intesa
15 maggio 201246 3PresseuropLe Figaro, La Croix, Süddeutsche Zeitung -
Francia-Germania: Cresce l’attesa per la nuova coppia
8 maggio 201265 17PresseuropLe Figaro, Die Tageszeitung -
Germania-Francia: La fine di Merkozy
17 aprile 2012221 52 La Tribune Parigi -
Germania-Francia: Merkel vuole salvare la coppia
7 febbraio 201277PresseuropLibération, Le Figaro, Le Monde & altri 2 -
Francia: Sarkozy si appoggia al modello tedesco
2 febbraio 2012108 15PresseuropLe Monde, Le Figaro, La Croix, Libération -
Portogallo: Anche Cavaco Silva contro la coppia reale
13 ottobre 20111PresseuropPúblico -
Politica: Sulle spalle dei nani
10 ottobre 2011102 2 De Volkskrant Amsterdam -
Integrazione europea: Berlino sbaglia i suoi conti
9 febbraio 201155 2 The Times Londra -
Crisi del debito: L’asse Berlino-Parigi torna a girare
4 febbraio 201156 1 Le Monde Parigi -
Francia-Germania: L’asse serra i ranghi
10 dicembre 20101PresseuropLe Figaro -
Consiglio europeo: L’ossessione dei trattati
28 ottobre 201045 1 El País Madrid -
Patto di stabilità: La Bce contro l’accordo Merkel-Sarkozy
22 ottobre 2010PresseuropLa Tribune -
Patto di stabilità: Il golpe Merkel-Sarkozy
20 ottobre 2010190 The Guardian Londra -
Francia-Germania: Coppia in crisi, famiglia allo sbando
21 giugno 201018 Die Zeit Amburgo -
Istituzioni: Parigi e Berlino tornano a parlarsi
15 giugno 2010PresseuropLe Figaro
Editoriale
A volte è difficile essere il primo della classe. Membro fondatore, paese più popoloso e principale potenza economica dell'Unione europea, la Germania si trova all'incrocio tra gli europei del nord, del sud, dell'est e dell'ovest. Grazie alla crisi economica e alle paure sul futuro dell'euro Berlino è inoltre diventata il pilastro dell'Ue, senza il quale niente si decide, senza il cui denaro nessun paese può essere aiutato.
Tuttavia l'idea secondo cui la Germania ha un problema con l'Europa è sempre più diffusa. A Berlino si rimprovera la mancanza di solidarietà verso i paesi in difficoltà, le esitazioni, la volontà di imporre agli altri un modello di rigore che in apparenza ha avuto successo.
Una donna incarna la gran parte delle critiche rivolte alla Germania: la cancelliera Angela Merkel. Forza a volte troppo tranquilla, indecisa ma inflessibile, dominante ma limitata da un sistema politico complesso, Merkel simbolizza ciò che la Germania è oggi in Europa. Senza dimenticare il suo rapporto ambiguo con il presidente francese Nicolas Sarkozy, che riflette lo stato di una relazione necessaria per l'Europa, ma non più sufficiente.
L'accusa rivolta spesso alla Germania di voler dominare l'Europa rinvia a una visione della storia ormai superata, e gli articoli raccolti in questo dossier spiegano perché Berlino è oggi il leader a volte reticente di un'Europa dove l'idealismo ha lasciato il posto al pragmatismo.
Nell'immediato dopoguerra il filosofo francese Alexandre Kojève aveva suggerito la creazione di un’unione dei paesi mediterranei accomunati da cultura e interessi. Alla luce della problematica ascesa della Germania come potenza continentale, questa idea potrebbe tornare attuale.
La cancelliera in visita ad Atene è stata violentemente contestata e accostata a Hitler. Una reazione puerile che conferma l’irresponsabilità di una parte dei greci.
Datemi fiducia e lasciatemi fare, il metodo di Angela Merkel trova i suoi limiti nella crisi che colpisce l’Europa. La cancelliera, se vuole essere seguita nella sua politica, dovrà rivolgersi ai cittadini dell’intera Unione.
La prossima serie di consultazioni in Germania, Grecia, Francia e Paesi Bassi dimostrerà se l’Europa è ancora disposta ad accettare la linea del rigore della cancelliera, che rischia nonostante la sua popolarità.
Sola contro tutti, Angela Merkel ha detto no all'estensione del ruolo della Bce e alla creazione di titoli garantiti dall'intera eurozona. Ma anche in Germania sono sempre di più gli esperti che mettono in guardia sull'ossessione tedesca per la disciplina e l'ubbidienza che potrebbe far precipitare l'eurozona nel caos.
La stampa europea è unanime: durante il vertice di Bruxelles del 23 ottobre è stata la cancelliera tedesca a dettare le condizioni ai partner - Francia compresa - per far uscire l'euro e i paesi più indebitati dalla crisi.
Risolvere la crisi greca e assicurare il futuro della moneta unica: la posta in gioco del summit dell'eurozona è alta. È ora che la cancelliera tedesca e il presidente francese si assumano finalmente le loro responsabilità, scrive il direttore di Le Monde.
Le elezioni nei Lander tedeschi hanno sancito la vittoria dei Verdi e la disfatta della coalizione guidata da Angela Merkel. La cancelliera è in balia degli eventi e non ha una linea politica, ma in mancanza di sfidanti credibili è destinata a rimanere al potere almeno fino al 2013.
Il vertice straordinario della zona euro è un precedente pericoloso: rischia di dare vita a un club ristretto che potrebbe rinnegare il liberalismo economico. La cancelliera è l'unica che può evitarlo.
Angela Merkel è riuscita a convincere la Francia a sostenere la modifica del trattato di Lisbona. Ma la sempre più evidente egemonia politica ed economica della Germania comincia a preoccupare i paesi periferici. Per rassicurarli la cancelliera deve imparare a dissimulare il suo potere.
Nonostante i pianti e lamenti dei paesi in crisi, Angela Merkel ha imposto la disciplina fiscale all'Europa col pugno di ferro. La posta in gioco era troppo alta: il risultato del lavoro politico di generazioni di europei.
La seconda parte del Faust di Goethe è una metafora dei rischi dello stampare moneta e dei prestiti, e spiega perché molti tedeschi vedono la nuova politica della Bce come un altro "patto scellerato".
Francia e Germania si sono accordate per insabbiare il dibattito sulla proposta di integrazione di Herman Van Rompuy. La riforma dell'unione economica e monetaria dovrà attendere almeno fino al 2014.
Il verdetto non ha sorpreso nessuno: la corte costituzionale tedesca ha dato il via libera al Meccanismo europeo di stabilità, garantendo la sopravvivenza dell’euro. A condizione che qualsiasi aumento del fondo salvastati sia sottoposto all’approvazione di Berlino. Le prime reazioni della stampa tedesca.
Dopo un’estate bollente, si profila un autunno più tranquillo per la zona euro: i paesi del nord Europa, a cominciare dalla Germania, stanno diventando più pragmatici. Hanno capito che la fine dell’euro provocherebbe un sisma dentro e fuori dall’Ue, ma ciò non significa che allenteranno la morsa, perché la soluzione della crisi è ancora lontana.
La riunione della Banca centrale europea del 2 agosto si annuncia come cruciale per la Spagna e l’Italia che aspettano un aiuto. E soprattutto sarà il momento in cui si capirà chi, tra la cancelliera Merkel o il presidente della Bundesbank, deciderà la posizione tedesca nei confronti della crisi.
Mentre la Corte costituzionale di Karlsruhe è riunita per esaminare il controverso fiscal compact, Berlino teme che possa decidere di far naufragare il salvataggio dell’intera zona euro. Ma ciò non riguarda soltanto l’Europa, scrive Der Spiegel: tra il ramo esecutivo e quello giudiziario è in corso una vera e propria guerra di potere.
Per il futuro dell’euro si avvicina il momento fatidico: da adesso al Consiglio europeo del 28 e 29 giugno Angela Merkel dovrà decidere se e in quale misura la Germania ha veramente intenzione di salvare la moneta unica.
Sembra inevitabile che Berlino imponga la sua visione politica ed economica al resto dell'Unione. In realtà il suo modello è già avviato al declino.
Mentre la stampa e i politici tedeschi, a cominciare da Angela Merkel, ripetono con insistenza che tutto il mondo vuole il loro denaro, è giunto il momento che la Germania si renda conto che questo discorso è non solo falso, ma pericoloso per l’Europa e la democrazia.
Angela Merkel vorrebbe un aumento di federalismo ed evoca un’Europa a due velocità. Ma l’idea presenta difficoltà giuridiche in Germania e scava un fossato con la Francia di François Hollande.
All’ultimo summit europeo François Hollande ha sfidato apertamente l’autorità di Angela Merkel. Per la Grecia potrebbe essere la fine dell’incubo dell’austerity a ogni costo.
Tutti pressano Angela Merkel per convincerla a usare i soldi dei tedeschi per risolvere la crisi dell’euro. Ma i suoi elettori sono stanchi di dover rimediare ai danni dell’irresponsabilità altrui, ed è difficile dargli torto.
Nonostante il fallimento delle politiche di rigore a oltranza sia ormai evidente, la Germania continua a imporle. È ora di opporre dei contrappesi al suo strapotere.
I progetti di integrazione federalista rischiano di coinvolgere nel processo decisionale i paesi più arretrati e instabili. Meglio fidarsi dei governi più capaci, soprattutto quello tedesco.
Con la probabile sconfitta di Nicola Sarkozy e la caduta del governo olandese, la Germania ha perso due alleati chiave. Il dogma dell’austerity imposto da Berlino comincia a traballare.
L'ascesa del paese al ruolo di superpotenza continentale sta risvegliando antiche paure nel resto d'Europa, e i riferimenti alle macchie nel suo passato si moltiplicano. I tedeschi devono reagire con maturità.
Gli italiani hanno sempre preso in giro il rigore dei tedeschi, ma anche rispettato la loro serietà. Con l'arrivo del serissimo Mario Monti, questo rapporto potrebbe cambiare.
I 130 miliardi del secondo piano di salvataggio per la Grecia in cambio del controllo da parte del commissario europeo al bilancio: secondo la stampa europea la proposta di Berlino, rivelata alla vigilia del Consiglio europeo del 30 gennaio, è l'ennesimo attentato alla sovranità nazionale.
La vera minaccia alla sopravvivenza dell'unione monetaria non sono i debiti dei paesi mediterranei, ma l'intransigenza di Berlino. Il resto d'Europa dovrebbe allearsi per sbarazzarsene.
Decenni di integrazione hanno trasformato i paesi europei in altrettanti parenti, che nonostante le ruggini non possono abbandonare le pecore nere o i cugini in difficoltà.
Si sente dire sempre più spesso che la Germania sta imponendo la sua visione all'Europa, ma nemmeno i tedeschi sanno bene quale sia la loro vera identità. A parte i vecchi cliché folkloristici, cosa resta dell'anima teutonica?
“L'Europa parla tedesco!", ha esultato il deputato tedesco Volker Kauder durante il congresso della CDU. Eppure, mette in guardia la Berliner Zeitung, Berlino deve stare attenta a non farsi prendere la mano, perché non è così che si costruirà una federazione di libere democrazie.
I leader dell'eurozona hanno ridotto il debito greco e aumentato gli aiuti ai paesi in difficoltà. Tuttavia, per il quotidiano greco Eleftherotypia che in prima pagina parla dell'effetto dei "panzer tedeschi" sul piano di salvataggio, questa decisione sottomette non solo i greci, ma tutti gli europei, a Berlino.
La Corte costituzionale di Karlsruhe non ha annullato la partecipazione tedesca al bailout dei paesi dell'eurozona come si era temuto. Ma ha avvertito: d'ora in poi per avere più Europa bisognerà modificare la legge fondamentale.
Alle prese con un crollo di consensi e le difficoltà degli alleati, il governo di Angela Merkel naviga a vista in un contesto internazionale sempre più delicato. Ma l'Europa non può permettersi a lungo questa incertezza.
La copertina dello Spiegel con la bara dell'euro coperta dalla bandiera greca non è solo di pessimo gusto, ma anche la prova delle ambizioni egemoniche della Germania sull'Europa.
Dopo un ventesimo secolo turbolento, la Germania si è affermata come la potenza egemone d'Europa. La crisi economica ha accelerato la sua ascesa, gravandola di preoccupanti responsabilità.
Per salvare l'euro fate come la Germania. Ripetuto all'infinito da Angela Merkel, questo mantra sta facendo presa sugli altri paesi dell'eurozona. È il prezzo da pagare, se si vuole uscire dalla crisi che colpisce l'Europa, sostiene la Zeit.
Abbandonare l'euro per tornare alla vecchia, solida moneta: sempre più tedeschi sono convinti che sarebbe questa la soluzione migliore alla crisi. Uno scenario che presenterebbe indubbi vantaggi, ma anche enormi incognite.
La crisi della Grecia è la più grave che l’Unione Europea abbia mai dovuto affrontare. È anche un banco di prova per la Germania, che dopo il collasso dell'influenza del modello tedesco deve capire che cosa significhi per essa l’Europa.
Il 14 luglio gli eurodeputati danno inizio alla nuova legislatura con la speranza di accrescere la loro influenza sul funzionamento dell'Unione. Ma il recente verdetto della Corte costituzionale tedesca, che rimette in causa la loro legittimità, potrebbe cambiare la natura dell'integrazione europea, avverte Wolfgang Münchau sul Financial Times.
Mentre Parigi e Berlino celebrano i cinquant’anni della loro alleanza, nella cittadina delle Ardenne è ancora vivo il ricordo delle terribili battaglie contro i tedeschi. Ma a pesare sulla riconciliazione sono soprattutto le difficoltà economiche del presente.
Parigi e Berlino celebrano il cinquantesimo anniversario del trattato dell'Eliseo che ha sancito la loro alleanza. Ma i francesi sono sempre più preoccupati che il successo dei loro vicini finisca per metterli in ombra.
Finora ai vertici dell’Ue non c’è stato confronto sul piano delle idee politiche. L’arrivo del socialista Hollande potrebbe riaccendere il dibattito e l’interesse dei cittadini.
Durante la campagna per le presidenziali Nicolas Sarkozy ha promesso di modificare il ruolo della Bce. Ma così facendo ha perso il sostegno della sua alleata Angela Merkel, per la quale l’indipendenza dell’istituto è intoccabile.
A ottanta giorni dal primo turno delle presidenziali francesi, la cancelliera tedesca ha aperto la sua campagna elettorale in favore di Nicolas Sarkozy, suo prezioso alleato in Europa. Una scelta che la stampa sulle due sponde del Reno giudica pericolosa.
In vista della sua probabile candidatura alla rielezione, il presidente francese ha dichiarato di voler importare alcuni elementi dalle politiche di Berlino. L'obiettivo è avvicinarsi all'immagine di successo della superpotenza europea.
I leader europei di oggi sono spesso sottoposti a paragoni inclementi con i loro predecessori. Ma sono i tempi a essere cambiati: la politica conta meno e lo spazio di manovra è azzerato dalle divisioni.
Il patto di competitività proposto da Angela Merkel sembra un tentativo di Berlino di imporre le sue regole a tutta l'Europa. In realtà le sue conseguenze saranno l'avanzamento del federalismo e il rafforzamento della Commissione europea.
Il 28 e il 29 ottobre a Bruxelles i leader di Francia e Germania cercano di convincere gli altri paesi membri a modificare il testo fondamentale dell'Unione per imporre il rispetto della disciplina di bilancio. Un'avventura inutile e pericolosa.
Prima del vertice che doveva trovare una soluzione all'instabilità dell'eurozona, il presidente francese e la cancelliera tedesca hanno raggiunto un accordo a due per ammorbidire il regime di sanzioni e addirittura paventato una modifica del trattato di Lisbona.
Angela Merkel e Nicolas Sarkozy non potevano scegliere un momento peggiore per litigare. Se i due maggiori paesi europei non riusciranno a ricomporre i loro crescenti dissidi, sarà tutta l'Unione a farne le spese. 





























