Speciali
L'Ungheria di Viktor Orbán
Una politica di pieni poteri
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Ungheria: Le sceneggiate dell’opposizione
12 marzo 2013342 Magyar Nemzet Budapest -
Ungheria: “La fine dell’era costituzionale”
12 marzo 201357PresseuropNépszava -
Ungheria: Orbán irrita l’Ue e l’Fmi
13 aprile 2012511Presseurop -
Ungheria: Dopo Pál Schmitt che farà Fidesz?
3 aprile 2012652PresseuropRzeczpospolita, Heti Világgazdaság, Hospodářské noviny -
Europa centrale: Orbán fa scuola a Praga
8 marzo 2012483 Respekt Praga -
Ungheria: La versione di Orbán
9 gennaio 2012PresseuropMagyar Hírlap -
Ungheria: La Corte costituzionale boccia la legge sui media
21 dicembre 2011941PresseuropPresseurop -
Ungheria: Un’offerta che non si può rifiutare
25 novembre 201119827 Magyar Nemzet Budapest -
Ungheria: I sindacati sfidano Orbán
3 ottobre 20111PresseuropNépszabadság -
Austria-Ungheria: Vienna accusa Budapest sul rimborso dei debiti
13 settembre 20111PresseuropDer Standard -
Parlamento europeo: La costituzione ungherese sotto esame
9 giugno 2011PresseuropNépszabadság -
Ungheria: La costituzione che preoccupa l’Europa
19 aprile 2011175PresseuropPresseurop -
Ungheria: La dittatura della maggioranza
19 aprile 20111934 Népszabadság Budapest -
Ungheria: La caccia ai rom è ancora aperta
6 aprile 20113784 Le Monde Parigi -
Ungheria: Contro la censura, oggi come ieri
16 marzo 2011PresseuropNépszabadság -
Ungheria: Compromesso sulla legge sui media
17 febbraio 2011PresseuropNépszabadság -
Libertà di stampa: L’Ungheria non è sola
4 gennaio 20111951 Der Standard Vienna -
Ungheria: Imbavagliati ma non asserviti
3 gennaio 20111974 Népszabadság Budapest -
Ungheria: Dove sta andando Budapest?
22 dicembre 20104075 Gazeta Wyborcza Varsavia -
Ungheria-Polonia: Manovre sulle pensioni
14 dicembre 201090PresseuropHospodářské noviny -
Ungheria: Il passato non passa mai
3 dicembre 201048 Presseurop -
Ungheria: Le crepe si allargano
20 luglio 2010161 Heti Világgazdaság Budapest
Le origini della "rivoluzione nazionale"
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Ungheria: Budapest, le rovine della cultura
29 marzo 2013213028 Der Freitag Berlin -
Europa centrale: Vienna-Budapest, un treno per il passato
23 gennaio 201210016 Le Monde Parigi -
Ungheria: Il morbo antico di Budapest
5 gennaio 201221531 La Stampa Torino -
Ungheria: La scommessa del capitalismo gulash
22 dicembre 2011111 Magyar Narancs Budapest -
Ungheria: Modello Pechino
4 agosto 20112146 Die Zeit Amburgo -
Ungheria: La rivoluzione di Viktor Orbán
1 aprile 20111291 Týždeň Bratislava -
Ungheria: La seconda guerra civile magiara
1 febbraio 2011781 Respekt Praga -
Ungheria: Viktor Orbán, un Kuruc dei nostri tempi
1 febbraio 201158 Népszabadság Budapest -
Europa centrale: Gli utili idioti del continente
24 maggio 201025 Magyar Nemzet Budapest -
Europa centrale: L’ombra della Grande Ungheria
24 maggio 20101029 Lidové noviny Praga -
Ungheria: Fidesz vince a valanga
26 aprile 20101PresseuropGazeta Wyborcza -
Ungheria: Campioni di pessimismo
12 ottobre 2009442 Heti Világgazdaság Budapest -
Ungheria: La crociata anti rom del partito Jobbik
15 giugno 2009633 Respekt Praga
L'imbarazzo dell'Europa
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Ungheria: “Orbán è impermeabile alla democrazia”
12 marzo 201315424PresseuropFinancial Times, Süddeutsche Zeitung, Público, Le Monde -
Ungheria: Arrivano le sanzioni
14 marzo 201259PresseuropNépszabadság -
Ungheria: La Commissione taglia i fondi a Orbán
23 febbraio 201257PresseuropMagyar Hírlap, Magyar Nemzet -
Ungheria: Gli eurodeputati mettono Orbán sotto sorveglianza
17 febbraio 2012654PresseuropNépszava -
Ue-Ungheria: Orbán a Strasburgo, un dialogo tra sordi
19 gennaio 2012PresseuropNépszava -
Ue-Ungheria: Il braccio di ferro è cominciato
18 gennaio 2012918PresseuropMagyar Nemzet, Népszava, Népszabadság -
Ungheria: Il piano dell’Europa per fare fuori Orbán
12 gennaio 201223917 Népszabadság Budapest -
Ungheria: Viktor Orbán è sempre più solo
6 gennaio 20121149 Presseurop -
Editoriale: Orbán e i nostri valori
6 gennaio 2012654Presseurop -
Ungheria: Tocca all’Ue raddrizzare Budapest
4 gennaio 201226439 Le Monde Parigi -
Ungheria: Con Viktor Orbán ce la vediamo noi
3 gennaio 20121999 Heti Világgazdaság Budapest -
Ungheria: Ue e Fmi sbattono la porta
19 dicembre 201147PresseuropNépszabadság -
Media: I dubbi della Commissione sulla legge ungherese
18 gennaio 201117Presseurop -
Presidenza Ue: Sei mesi per recuperare l’Ungheria
7 gennaio 2011935 The Economist Londra
Editoriale
Che succede a Budapest? Nel 2010 il primo ministro Viktor Orbán è tornato al potere. Capo di governo liberale e moderato negli anni novanta, oggi Orbán sembra essersi trasformato in un apprendista autocrate. Forte del sostegno dei due terzi del Parlamento e del partito di estrema destra Jobbik, appare più ansioso di proteggere l'egemonia del suo partito Fidesz che di difendere le acquisizioni della democrazia postcomunista e più ispirato dalla nostalgia per una Grande Ungheria nazionalista che dai valori dell'Unione europea, di cui il suo paese fa parte dal 2004.
Orbán ha messo sotto controllo i poteri legislativo, giudiziario ed economico, sta facendo pressione sui mezzi d'informazione e utilizza toni decisamente nazionalisti. La situazione in Ungheria è preoccupante e molti chiedono sanzioni contro Budapest e addirittura l'espulsione del paese dall'Unione europea. Raccogliendo una serie di articoli tradotti dai giornali ungheresi, questo dossier segue la storia della "rivoluzione nazionale", fa luce sulle sue basi ideologiche e prende in considerazione le possibili reazioni, per comprendere i meccanismi di una crisi politica che potrebbe attanagliare l'Europa per molto tempo.
La sinistra e i liberali hanno duramente contestato l'emendamento alla costituzione introdotto dal governo di Viktor Orbán. Ma si tratta di una polemica faziosa e strumentale all'imminente campagna elettorale.
Per difendere la decisione di non firmare il trattato fiscale, il governo ceco cita l'ingerenza dell'Ue negli affari ungheresi. Ma i problemi di entrambi i paesi dipendono dalle loro scelte, non da Bruxelles.
Dopo aver respinto l'intervento del Fondo monetario internazionale, il governo ungherese ha dovuto fare marcia indietro in seguito a una serie di attacchi speculativi. Ancora una volta la finanza ha avuto la meglio sulla politica.
La nuova costituzione approvata dal parlamento il 18 aprile è il coronamento della "rivoluzione nazionale" di Viktor Orbán. Ma il suo carattere unilaterale contraddice le tradizioni giuridiche e istituzionali europee.
Mentre la Commissione europea spinge per una maggiore integrazione dei rom, l'estrema destra ungherese continua indisturbata la sua azione intimidatoria ai danni della minoranza, con la complicità del governo conservatore.
Dopo la recente adozione della "legge bavaglio" sui mezzi di comunicazione, Budapest è additata come la pecora nera dell'Europa liberale. In realtà la svolta autoritaria del governo Orbán ha avuto predecessori eccellenti, anche tra chi ora lo critica.
Il 1° gennaio Budapest ha assunto la presidenza dell'Ue e adottato la nuova legge sui media. La stampa indipendente e il resto d'Europa temono che sia l'inizio di una escalation autoritaria.
Il 21 dicembre il governo di Viktor Orbán, che si prepara ad assumere la presidenza a rotazione dell'Ue, ha varato una legge che gli assicura il controllo sui mezzi di comunicazione. Ma in un'Europa sempre più ottusa nessuno ha osato protestare contro questa deriva assolutista.
Paul Lendvai, figura simbolo del giornalismo ungherese, è accusato di aver collaborato con il regime di János Kádár. In un contesto politico già molto teso, la polemica divampa.
Di fronte all'aggravarsi della situazione economica, il governo di Viktor Orbán non riesce a trovare un accordo con l'Unione europea e l'Fmi. Anche se la situazione rimane sotto controllo, l'intransigenza delle due parti indebolisce l'equilibrio di tutta l'Europa centrale.
Dal trionfo di Fidesz alle ultime elezioni mezzo milione di ungheresi ha già lasciato il paese. Il governo Orbán sta soffocando la vita intellettuale e imponendo il conformismo a tutta la società.
I due paesi eredi dell'impero asburgico sono stati entrambi oggetto delle sanzioni di Bruxelles. Ma mentre l'Austria non ha mai voltato le spalle all'Ue, in Ungheria c'è chi crede che non valga la pena scommettere sull’Europa.
La svolta nazionalista del governo Orbán ha radici profonde: la debolezza della classe borghese, un'identità unica in Europa e una lunga storia di minacce dall'esterno.
Il governo di Viktor Orbán vuole rompere con la subordinazione dei suoi predecessori ai mercati internazionali e ristabilire la sovranità economica. Ma il rischio di un doloroso fallimento è elevato.
La controversa legge sui media voluta dal premier ungherese Viktor Orbán è in vigore da luglio. Un mese dopo, i suoi risultati sono evidenti: licenziamenti in massa dei giornalisti critici e accuse al capo del governo di voler obbligare i media pubblici ad allinearsi con una politica sempre più autoritaria.
Il 15 marzo gli ungheresi hanno commemorato i moti antiasburgici del 1848. Il governo vuole approfittare dell'occasione per proseguire la sua campagna di estensione della cittadinanza e varare una nuova costituzione.
La legge sui media non è che l'ultimo capitolo di un'interminabile faida tra liberali e conservatori. A vent'anni dalla caduta del comunismo, la società ungherese non è ancora riuscita ad avviare un confronto equilibrato tra i due campi.
Con il suo atteggiamento di sfida all'Europa, il governo cerca di appoggiarsi alla tradizione ribelle degli ungheresi. Ma i tempi sono cambiati, e il suo piano potrebbe ripercuotersi sulla presidenza di turno dell'Ue.
Invece di contribuire all'integrazione della regione centroeuropea, Ungheria e Slovacchia continuano la loro faida nazionalista. I loro vicini occidentali, che temono la concorrenza del gruppo di Visegrad, non possono che ringraziare.
Il nuovo governo di Budapest vuole concedere il passaporto alle minoranze ungheresi nei paesi vicini. La Slovacchia non l'ha presa bene. Ora l'Ue teme una pericolosa escalation nazionalistica.
Una recente inchiesta ha rivelato che gli ungheresi sono tra i popoli più pessimisti per quanto riguarda il futuro. Dai perdenti della transizione postcomunista agli ideologi, il sociologo Elemér Hankiss traccia il profilo di questa depressione collettiva.
Gli estremisti di destra ungheresi hanno ottenuto quasi il 15 per cento dei voti e tre seggi alle ultime elezioni per il Parlamento europeo. La sua retorica, che criminalizza la minoranza rom, solleva diverse inquietudini, anche alla luce del moltiplicarsi delle aggressioni contro i rom in Ungheria, sottolinea Respekt.
Modificando ancora una volta la costituzione, il governo di Viktor Orbán continua a indebolire la democrazia ungherese davanti a un'Ue impotente, commenta la stampa europea.
Dopo settimane di polemiche, la Commissione europea ha avviato una tripla procedura d'infrazione contro il governo ungherese. Chi cederà per primo, Budapest o Bruxelles?
Con l’aumento delle pressioni sul governo ungherese, Bruxelles sembra volersi liberare di un altro leader scomodo come Berlusconi e Papandreou. Ma stavolta non sarà affatto facile: Fidesz ha una maggioranza solidissima e un governo tecnico è improbabile.
Il rafforzamento dell'esecutivo e l'indebolimento degli altri poteri attira le critiche dell'Europa e di una parte della stampa ungherese, mentre il paese è travolto da una crisi finanziaria che si aggrava con l'aumentare della sfiducia degli investitori nella politica del governo di Budapest.
Di fronte alla deriva autoritaria e nazionalista del governo di Viktor Orbán l’Europa non può rimanere indifferente. Una comunità di valori democratici condivisi ha l’obbligo di intervenire per tutelarli.
L’opposizione alle riforme del governo conservatore continua a crescere. Ma gli ungheresi devono diffidare della sponda offerta dall’occidente, che strumentalizza le critiche per imporre le proprie ricette. Serve un’alternativa che rispetti la sovranità.
Budapest inizia il suo semestre alla guida dell'Unione tra le critiche per la legge sui media e le derive autoritarie del premier Viktor Orbán. È il momento di fare pressione per riportare il suo governo alla ragione, dato che Bruxelles non ha altri strumenti per tutelare la democrazia. 






