La ministra dell'ambiente Stefania Prestigiacomo condivide l'idea di una moratoria sulle trivellazioni nel Mediterraneo espressa dal commissario Ue Oettinger, e vorrebbe addirittura che fosse estesa ai paesi che non fanno parte dell'Unione. La dichiarazione arriva in seguito all'annuncio da parte della Bp – responsabile del disastro Deepwater Horizon – della prossima apertura di un pozzo offshore ancor più profondo, e quindi esposto a rischi, di quello che ha inondato di petrolio il Golfo del Messico.
Il Sole 24 Ore applaude: "Ha ragione [...]. L'Europa si muova, dunque. E l'Italia stia in prima fila." Eppure il quotidiano di Confindustria si era scagliato contro i limiti imposti da Prestigiacomo alle esplorazioni nella riforma del codice ambientale. Perché questo cambio di linea? Perché a differenza del provvedimento italiano, l'ipotetica moratoria è destinata con ogni probabilità a non avere nessuna conseguenza, e allora tanto vale approfittarne per spolverare improbabili credenziali ambientaliste. "Chi è l'autorità in materia?", ha ribattuto il portavoce della Bp al Financial Times.
Tanta tracotanza può apparire incredibile a poche settimane dalle lacrime di coccodrillo dell'azienda di fronte all'ira di Obama, ma coglie nel segno: il Mediterraneo è terra di nessuno, e nessuno può imporvi moratorie transnazionali. L'Unione per il Mediterraneo proposta da Sarkozy ha fatto la fine che sappiamo, la "mobilitazione delle diplomazie del vecchio continente" invocata da Prestigiacomo sembra incarnare il concetto stesso di macchinosità, e in ogni caso data la quantità di parti in causa trovare un giudice che mandi tutto all'aria come nel caso della moratoria statunitense non dovrebbe essere difficile.
Petrolieri e "posti di lavoro" possono stare tranquilli quindi, almeno per ora. L'unica via praticabile per bloccare gli inquietanti pozzi sembra essere il caro vecchio mercanteggiamento sottobanco. Del resto, secondo Il Manifesto l'autorizzazione di Tripoli alla British Petroleum sarebbe una delle contropartite per la liberazione dell'attentatore di Lockerbie da parte della Gran Bretagna. E quanto a baratti con Gheddafi, l'Italia è "in prima fila" da anni.

