Vale de Almeida, chi era costui?
Quella per mettere le mani sulla neonata diplomazia europea è una battaglia silenziosa che si combatte tra la Commissione europea, le cancellerie dei paesi membri e le cariche istituite dal trattato di Lisbona, e non stupisce che a parlarne siano soprattutto i blog e i siti degli addetti ai lavori.
Il blog di Charlemagne, columnist europeo dell'Economist, fa luce sull'ultimo scontro, quello che ha riguardato la nomina del direttore generale dei rapporti con l'estero della Commissione europea, João Vale de Almeida, ad ambasciatore dell'Ue negli Stati Uniti: "L'ambasciatore in carica, John Bruton, è stato primo ministro dell'Irlanda, e molti nell'Ue avrebbero voluto che il suo successore fosse un'altra figura politica di primo piano. Ma Barroso ha scelto un funzionario di carriera, portoghese come lui. In teoria la nomina è stata fatta secondo le vecchie regole precedenti l'introduzione del trattato di Lisbona, secondo le quali le missioni all'estero dell'Ue erano di competenza della Commissione. In pratica quasi tutti i ministri degli esteri dell'Unione sono furiosi perché non sono stati consultati".
Secondo euobserver.com, Barroso si conferma vincitore dal braccio di ferro relativo alla creazione della carica di Alto rappresentante per gli affari esteri della Ue, toccata all'implume Catherine Ashton: "Barroso temeva che una figura di primo piano avrebbe potuto metterlo in ombra. Ma con la nomina di Ashton ha tirato un sospiro di sollievo. Questo lo ha imbaldanzito abbastanza da spingerlo a questa mossa a sorpresa, che sembra semplicemente un modo per avere un paio di orecchie affidabili a Washington".
Sul suo blog, anche Tony Barber del Financial Times esprime preoccupazione per la scelta di questo euro-carneade: "Vale de Almeida è un funzionario al servizio della Commissione dal 1982, che non è mai stato eletto, non è mai stato ministro e non ha certo un profilo paragonabile a quello di Bruton. [...] È vero che era necessario nominare un inviato a Washington prima possibile e che Vale de Almeida aveva apparentemente le carte in regola in quanto direttore generale dei rapporti con l'estero della Commissione. Ma aveva occupato la carica solo per un paio di mesi. Il messaggio mandato con la sua nomina è che le rivalità istituzionali e i giochi di potere personali continueranno a impedire la formazione di una politica estera Ue più unitaria, forte e coerente".

