Marco Zatterin
Nato a Roma nel 1961, Marco Zatterin ha lavorato per Il Globo, Italia Oggi, L'Indipendente e La Stampa. Ha diretto le pagine economiche del quotidiano torinese prima di diventarne il corrispondente a Bruxelles nel 2006.
Il disastro di Fukushima ha notevolmente ridotto la voglia di nucleare in Occidente. Ma le energie rinnovabili non sono sufficienti a soddisfare i bisogni del Vecchio Continente. In Europa torna di moda il combustibile più vecchio e costoso. Ma anche il più inquinante.
La Commissione europea ha selezionato dieci progetti infrastrutturali strategici per velocizzare il traffico di persone e merci e approfondire l'integrazione del continente. Ma alcuni focolai di protesta continuano a bloccare il completamento della rete.
Secondo Eurobarometro la fiducia nell'Unione è scesa ai minimi storici. I sostenitori dell'integrazione sono delusi dall'inconcludenza delle istituzioni. Serve un segnale di risveglio al più presto.
Dopo il fallimento della strategia di Lisbona, che avrebbe dovuto rendere l'Ue l'economia più competitiva del mondo entro il 2010, la Commissione presenta Eu 2020, un nuovo piano basato su innovazione, istruzione e nuove tecnologie. Ma i dubbi sono già parecchi.
La resa dei conti di Copenhagen comincia ancora prima che si alzi il sipario sulla Conferenza sul Clima, il 7 dicembre, ed è uno scontro di numeri, senza esclusione di colpi. Lo ingaggia l’Europa che, guidata dall’ambizione di essere il leader planetario nella lotta all’effetto serra, fa dichiarazioni concilianti e le accompagna con tabelle al vetriolo.
Nonostante siano la maggioranza della popolazione europea, le donne sono rare al vertice dell'Unione. Mentre è in corso il dibattito sull'assegnazione dei posti chiave, si moltiplicano gli appelli al rispetto della parità.
A meno di tre mesi dalla Conferenza sul clima di Copenaghen (Cop15), l'Unione europea vuole assumere la leadership della lotta al riscaldamento climatico. In un documento destinato al Consiglio, la Commissione illustra il finanziamento delle misure che ha intenzione di proporre.
La recessione ha ridotto la domanda di petrolio di due milioni di barili al giorno, ma i prezzi sono tornati a salire. Perché? La risposta sta anche nelle superpetroliere ancorate al largo di Rotterdam, in attesa che i baroni del greggio decidano che è il momento di vendere.
Vino in polverina, formaggio senza latte, prodotti biologici agli Ogm. Tutti conformi alle norme europee. La colpa, denuncia La Stampa, è delle lobby dell'agroalimentare del Nord Europa. I paesi mediterranei, Italia in testa, vogliono che l'Unione sostenga di più l'agricoltura di qualità.