Nelle regioni occidentali dell'Irlanda, i sanguinosi regolamenti di conti tra trafficanti di droga hanno generato un clima di paura generalizzata. Il governo ha risposto varando una legge d'emergenza, ma avvocati e magistrati ritengono che le nuove norme violino lo stato di diritto.
Nella guerra tra i narcotrafficanti di Limerick per il controllo del territorio, a sconvolgere la città e l'Irlanda intera non è tanto il numero delle vittime – che ammontano comunque a 14 – ma piuttosto l'efferatezza disumana dei crimini.
Nel novembre 2008, il giocatore di rugby Shane Geoghean è stato ucciso davanti alla sua abitazione. Una delle quindici pallottole sparate dall'assassino l'ha colpito mortalmente alla testa. Il giorno dopo però si è scoperto che era stato vittima di un errore: il suo carnefice, che, secondo la polizia, faceva parte della banda McCarthy-Dundon, voleva in realtà sbarazzarsi di un membro del clan rivale di Collopy, già scampato a un'imboscata nel 2006. La sua macchina era stata crivellata da venti proiettili di mitragliatrice.
La vittima più recente di questa guerra è morta in aprile: Roy Collins è stato ritrovato dissanguato sul pavimento del suo casinò. Motivo del crimine: qualche mese prima un membro della sua famiglia aveva fatto arrestare Wayne Dundon, della banda McCarthy-Dundan. Il padre di Roy Collins ha fatto appello alla popolazione per una marcia silenziosa, così, 5mila abitanti di Limerick, una cittadina di 50.000 anime, hanno manifestato in silenzio davanti al municipio.
Il governo ha modificato il codice penale
Le poche persone che osano dire qualcosa in merito alla guerra dei clan, dicono quasi tutte le stesse cose: che le pene per chi possiede illegalmente un'arma devono essere drasticamente aumentate, e che la polizia non è in grado di controllare la violenza. Molte persone intervistate per un sondaggio d'opinione si sono spinte fino a reclamare l'intervento dell'esercito irlandese. Il governo di Dublino ha appena modificato il codice penale, ma a essere colpito dalle nuove norme adottate d'urgenza è il potere giudiziario irlandese, e più in generale i diritti fondamentali.
In Parlamento, il ministro della Giustizia Dermot Ahern ha dipinto le minacce rappresentate dalla bande di narcotrafficanti in un quadro molto scuro. Talmente scuro da rappresentare quasi un'ammissione d'impotenza della giustizia irlandese. Testimonianze ritirate, improvvisi rifiuti a testimoniare e inspiegabili vuoti di memoria: le intimidazioni dei testimoni sono ormai all'ordine del giorno e le pressioni esercitate dai criminali sui giurati si aggravano sempre di più. Già cinque anni fa, un tribunale di Limerick non era riuscito a mettere insieme i dodici giurati necessari per legge. La giustizia aveva contattato più di 700 abitanti della città senza trovarne un numero sufficiente in grado di vincere la paura. Il processo fu quindi affidato alla procura di Dublino.
Le leggi speciali di Dermot Ahern devono far uscire lo Stato dalla sua impotenza. È sorprendente vedere che un paese devoto al pacifismo in politica estera – e che ha rifiutato l'anno scorso il Trattato di Lisbona proprio nel rispetto di questo valore – sia costretto ad adottare delle misure draconiane in politica interna. Mentre le altre democrazie occidentali vedono i loro valori fondamentali messi alla prova dalla lotta al terrorismo di matrice islamica, l'Irlanda non combatte contro le cellule di Al Qaeda, ma contro bande che si chiamano McCarthy-Dundan o Keane e Connolly.
I narcotrafficanti continuano le loro guerre e i loro affari
È stato pure istituito un tribunale speciale per i processi legati alle organizzazioni criminali. Contrariamente alle altre corti d'assise, ci lavorano solo giurati e magistrati professionisti. Inoltre il governo ha introdotto dei nuovi capi d'accusa – come “direzione di organizzazione criminale” – ha aggravato le pene (spesso fino all'ergastolo), e semplificato la procedura di produzione delle prove: la dichiarazione sotto giuramento di un poliziotto può bastare a provare che un gruppo di persone armate costituisce una banda organizzata.
Il ministro della giustizia contesta duramente le critiche secondo cui la nuova normativa d'emergenza rischia di far vacillare lo Stato di diritto. L'adozione del testo ha provocato la mobilitazione di molti avvocati e specialisti di diritto costituzionale. In una lettera aperta, 133 avvocati hanno chiesto l'abbandono del progetto. Nel frattempo, nel regno delle bande, i narcotrafficanti continuano le loro guerre e i loro affari. Recentemente la stampa ha riportato il sequestro da parte della polizia di otto bombe artigianali. E nell'ultimo fine settimana di luglio, la polizia di Dublino ha segnalato l'attacco alle casse di un night club e di un parcheggio, mentre allo stesso tempo, in un quartiere a nord della capitale irlandese, un gruppo di criminali tentava invano di estrarre con una ruspa un bancomat dal muro di una banca.
