Da diverse settimane vengono diffuse informazioni false sullo stato delle finanze greche, con lo scopo di minare la stabilità del paese. L'ultimo episodio è la notizia pubblicata venerdì 6 maggio dallo Spiegel online di una riunione segreta dell'eurogruppo sull'imminente uscita della Grecia dall'euro. A chi giova questa criminale campagna stampa?
Washington, 17 aprile. È in corso un incontro dell'Institute of International Finance, un forum che riunisce banchieri, investitori, istituzioni monetarie e finanziarie. Nei corridoi c'è Nouriel Roubini, l'economista americano famoso per aver previsto la crisi dei subprimes, nonché presidente di RGR Monitor, una società che vende (a caro prezzo) i propri "consigli" agli investitori.
Roubini si prodiga in tutti i modi per convincere i suoi interlocutori che una ristrutturazione del debito greco è inevitabile e imminente. Si vanta di aver avuto una serie di incontri con Georgios Papakonstantinou, ministro delle finanze di Atene. Lascia intendere che quest'ultimo ha già chiesto la ristrutturazione, anche se pochi minuti prima lo stesso ministro aveva pronunciato un discorso in cui affermava che non c'era motivo per farlo. Roubini vuole orientare il mercato: scommettere sull'insolvenza della Grecia, dice, è una puntata senza rischi. Se riuscirà a convincere tutti, allora la sua previsione si realizzerà automaticamente…
Lo stesso giorno un dispaccio dell'agenzia di stampa Dow Jones afferma che "la Grecia sta prep proporre una ristrutturazione del debito". La notizia è basata su fonti anonime che sostanzialmente ripetono le parole di Roubini, aumentandone la credibilità. "L'informazione" verrà poi ripresa dalla stampa economica. Sui mercati, però, si scatena la tempesta. Ci vorranno giorni per ristabilire la calma.
Disinformazione ai limiti del criminale
Venerdì 6 maggio ci risiamo: il sito del settimanale tedesco Der Spiegel "rivela" che una "riunione segreta" dei ministri delle finanze avrà luogo la sera stessa in Lussemburgo. Stavolta all'ordine del giorno c'è "la richiesta della Grecia" di uscire dall'euro. Nientedimeno. Der Spiegel Ma l'obiettivo era discutere con Papakonstantinou del piano di rientro della Grecia. Un incontro di routine in tempi di crisi.
"Non abbiamo discusso l'uscita della Grecia dall'eurozona, siamo tutti convinti che sarebbe una soluzione sbagliata", ha spiegato il capo dell'eurogruppo Jean-Claude Junker. Per il primo ministro greco George Papandreu queste dicerie sono "al limite del criminale".
Chi trae vantaggio da simili manovre? Soprattutto chi ha qualcosa contro Atene, vale a dire le persone che hanno comprato i Cds greci (credit default swap, ovvero assicurazioni contro l'insolvenza di un soggetto indebitato) e che non potranno recuperare il denaro investito a meno di una inadempienza da parte greca. A loro si aggiungono quelli che sono indebitati in Grecia o hanno portato il loro denaro fuori dal paese e che, per questo motivo, hanno tutto l'interesse a spingere per un ritorno della dracma. Il mulino a vento delle dicerie non ha ancora smesso di girare.