Durante la sua visita a Berlino il 22 febbraio, il premier Georges Papandreou ha cercato di rinegoziare il rimborso dei prestiti d'emergenza. Ma i nodi da sciogliere prima del Consiglio europeo del 25 marzo restano parecchi.
"Il 25 marzo prossimo a Bruxelles, in occasione del Consiglio europeo, sarà necessario trovare un accordo tra i membri Ue. Altrimenti le cose si faranno molto difficili in Europa e in Grecia", ha dichiarato il primo ministro Georges Papandreou facendo il punto sulla situazione davanti ad Angela Merkel, quasi un anno dopo l'introduzione del piano di rigore. "L'Europa ha delle responsabilità", ha sottolineato, e "bisogna farla finita con questa storia, voltare pagina e non ritrovarci di fronte a una crisi come quella che abbiamo vissuto per diversi mesi".
Per il primo ministro l'obiettivo principale è allungare i termini del rimborso del prestito di 110 miliardi di euro concesso dall'Ue e dall'Fmi. Questa possibilità è "prevista", "ma è meglio non prendere decisioni affrettate e preferire una risposta globale. E questo nell'interesse anche della Grecia". Tuttavia Angela Merkel, reduce dalla sconfitta elettorale del suo partito alle elezioni regionali ad Amburgo di domenica scorsa, ha rifiutato di dare fin da adesso una soluzione al problema globale della zona euro, di cui il "problema greco" fa parte.
Il risultato è che "tutto è ancora in discussione", secondo una fonte governativa. Anche se ha riconosciuto che il governo greco ha preso delle decisioni "difficili", la cancelliera rifiuta di cedere sull'allungamento dei termini di rimborso e sul rinvio a una decisione europea. Il vertice di fine marzo coinciderà con le elezioni nel Baden-Wurttemberg e Merkel dovrà di nuovo subire le pressioni del suo partito. Tanto più che la stampa tedesca parla già di "punizione" elettorale per la sua posizione ambigua sulla Grecia. È molto improbabile infatti che entro marzo la cancelliera cambierà posizione sulla moneta unica.
Per quanto riguarda invece l'allungamento dei tempi di rimborso del prestito, Merkel ci sta "riflettendo" e "tutto è ancora in discussione". Ovviamente terrà conto dei risultati del piano di salvataggio per vedere se la Grecia dovrà fare parte o meno del patto di competitività promosso dalla Germania e dalla Francia, ma da cui la Grecia dovrebbe essere dispensata [a causa delle condizioni troppo rigorose imposte dall'accordo].
La cancelliera ha sostenuto la Grecia e ha assicurato che "molti tedeschi sono persuasi che i greci ce la faranno, ma dovranno continuare a fare degli sforzi". Queste affermazioni hanno provocato ovviamente una viva reazione e il timore di nuove misure di austerity fra i greci, anche se il primo ministro afferma il contrario. Dopo la Germania e la Finlandia, Papandreou dovrebbe recarsi in altri paesi europei. Intanto il malcontento continua a crescere in Grecia, dove siamo all'ottavo sciopero generale dall'inizio del piano di austerità. (traduzione di Andrea De Ritis)
