COP16: L’Europa verde all’esame di maturità
29 novembre 2010
Il Foglio
Milano

Un tecnico dell'Institut national de l'énergie solaire di Chambéry (Francia).
La crisi ha ridotto la produzione industriale e le emissioni di gas serra, ma ha anche colpito duramente la "green economy" europea. Uno shock che potrebbe rivelarsi salutare per un settore drogato dai fondi pubblici.
Il 12 ottobre l'Agenzia europea dell'ambiente ha annunciato che il calo delle emissioni di CO2 registrato tra il 2008 e il 2009 a causa della crisi economica mondiale ha avvicinato l'Unione al raggiungimento dei suoi obiettivi ambientali.
Ma la crisi non ha avuto solo effetti positivi sul bilancio verde dell'Ue, scrive Carlo Stagnaro su Il Foglio. Il calo degli incentivi pubblici ha fatto tramontare il sogno della "green economy", mettendo a nudo i limiti del settore delle energie rinnovabili. Addirittura si è scoperto che gran parte dei fondi stanziati dall'Ue sono finiti alle aziende cinesi che grazie ai bassi costi stanno diventando leader del mercato.
Questo brusco risveglio potrebbe però rivelarsi salutare per l'industria verde europea, spingendola a rendersi competitiva e autonoma e razionalizzando le storture indotte dall'intervento statale, commenta Stagnaro. "Sembra paradossale, ma la fine dei soldi facili per tutti può trasformare il bruco verde in una farfalla rinnovabile".