Governi e mercati si affrontano in una partita mortale. In palio c'è il futuro dell'euro, che rischia di crollare sotto i colpi della speculazione. E la strategia egoistica della Germania rende tutto più difficile.

"Nel martedì nero dei mercati si consuma una partita di poker mortale", scrive Massimo Giannini su Repubblica: quella tra l'Unione europea e il suo principale giocatore, la Germania, da una parte, e gli speculatori dall'altra. La posta in gioco non è solo la Grecia, che con l'ulteriore abbassamento del suo rating è ormai sull'orlo del baratro, ma la sopravvivenza dell'euro.

I grandi speculatori stanno infatti scommettendo contro la moneta unica, e hanno già nel mirino la prossima vittima, il Portogallo. I grandi paesi, Germania in testa, fingono di non capire per non dover affrontare le proprie responsabilità, e alimentano così l'immagine di un'Europa divisa e incapace di reagire all'attacco dei mercati: "L'asse franco-tedesco che ha guidato l'Europa nei momenti cruciali è crollato. Lo spirito di Maastricht unì a suo tempo Kohl e Mitterrand, mentre oggi divide la Merkel dal resto del Continente".

L'unica soluzione è "agire con una sola testa e un solo braccio". Se invece "Eurolandia non è in grado di darsi regole uguali e condivise per la disciplina dei conti pubblici, la stabilità dei prezzi, la competitività dell'economia, allora l'euro alla lunga non può reggere."