Crisi del latte: Meglio una bistecca oggi
20 ottobre 2009
La Repubblica
Roma
Scpgt/flickr
Il recente crollo del prezzo del latte in Europa ha colpito duramente gli allevatori, tanto che alcuni trovano più conveniente macellare i propri capi che continuare la produzione. Ecco perché chiedono all'Unione di non abbandonare la controversa politica delle quote e delle sovvenzioni. Mentre Bruxelles ha deciso il 19 ottobre di stanziare altri 280 milioni di euro per il settore, nel pavese gli allevatori sono disperati.
Per gli allevatori padani è arrivato, è proprio il caso di dirlo, il tempo delle vacche magre. Dopo l'illusorio boom del 2008, quando il prezzo del latte aveva sfiorato i 40 centesimi al litro, oggi la vendita del prodotto non basta neanche a coprire i costi di nutrizione delle mucche. E allora, visto che "le vacche, purtroppo, non vanno in cassa integrazione", ai produttori non resta che farle "uscire dalla stalla". Destinazione: il macello. "E´ una disperazione, macellare le bestie prima che sia giunto il loro tempo", sostiene uno degli allevatori intervistati da Jenner Meletti su Repubblica. "Ma oggi è una disperazione anche fare l´allevatore". Una soluzione, oltre alle sovvenzioni che tengono a galla il settore, è puntare sulla qualità per ribattere alla concorrenza proveniente dall'estero, con un'etichetta che certifichi il latte italiano: "Non vogliamo chiudere le frontiere: chiediamo che il consumatore, in latteria o in un supermercato, possa scegliere. Con la guerra dei prezzi saremmo destinati alla sconfitta." L'articolo originale