Agroalimentare: Denominazione di dubbia origine
28 maggio 2009
La Stampa
Torino

Vino in polverina, formaggio senza latte, prodotti biologici agli Ogm. Tutti conformi alle norme europee. La colpa, denuncia La Stampa, è delle lobby dell'agroalimentare del Nord Europa. I paesi mediterranei, Italia in testa, vogliono che l'Unione sostenga di più l'agricoltura di qualità.
Per produrre una trentina di bottiglie di "Barolo", basta un "wine kit" – un cubo di cartone contenente cinque buste di polverina – e una ventina di giorni di pazienza. Un'aberrazione alimentare tra le tante ammesse dall'Unione europea e denunciate dalla Coldiretti nel corso di una recente iniziativa a Bruxelles.
La potente associazione di categoria italiana, racconta La Stampa, ha esposto in un albergo della capitale europea diverse di queste aberrazioni per rivelare al pubblico la quantità di prodotti che poco o nulla hanno a che fare con il nome riportato sull'etichetta. Oltre al vino in polvere, si trovano così "vini" fatti con mele, mirtilli e fragole, formaggi senza latte, succhi d'arancia senza arance o polli di dubbia provenienza.
A imporre questi prodotti sono le grandi industrie agroalimentari dei paesi del Nord – Germania, Francia, paesi scandinavi – che hanno una lunga esperienza di lobbismo presso le istituzioni comunitarie e riescono a far prevalere i loro interessi. Ai paesi mediterranei che, come l'Italia, non dispongono di simili risorse né di una cultura politica adeguata, non rimane che sollecitare la vigilanza dei consumatori.