Commento
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Immigrazione: Le nuove frontiere di Schengen
10 giugno 2013285 47 Dilema Veche Bucarest -
Eurozona: La Grecia ha pagato per l’euro
7 giugno 20131942 213 To Vima Atene -
Disoccupazione: C’è ancora molto lavoro da fare
29 maggio 2013240 17 El País Madrid -
Bangladesh: È anche colpa nostra
3 maggio 20131452 94 NRC Handelsblad Amsterdam -
Paesi Bassi: Un attore al posto del re
30 aprile 2013265 40 The New York Times New York -
Spagna: Sei milioni di ragioni per cambiare
26 aprile 2013612 226 El Periódico de Catalunya Barcellona -
Eurozona: I limiti dell’austerity
24 aprile 2013987 131 Süddeutsche Zeitung Monaco -
Austerity: La legge di Rehn
22 aprile 2013246 137 El País Madrid -
Idee: La crisi è stupida
18 aprile 201394 155 El País Madrid -
Democrazia: Viva la repubblica europea
5 aprile 20131260 299 Frankfurter Allgemeine Zeitung Francoforte -
Idee: L’“Impero latino” contro l’egemonia tedesca
26 marzo 20133222 491 Libération Parigi -
Cipro: Colpa degli altri
21 marzo 2013301 128 Frankfurter Rundschau Francoforte -
Istituzioni europee: Il politichese dell’Unione
15 marzo 2013190 25 Revue Politika Brno -
Idee: L’Europa sta perdendo i cittadini
11 marzo 2013806 98 El País Madrid -
Repubblica Ceca: Addio Klaus, piantagrane d’Europa
7 marzo 201394 17 Hospodářské noviny Praga -
Politica: La Spagna aspetta il suo Grillo
5 marzo 2013173 19 El País Madrid -
Italia: L’allarme italiano parla all’Europa
27 febbraio 2013227 228 Il Sole-24 Ore Milano -
Regno Unito: Un’altra A di meno
25 febbraio 201352 16 The Times Londra -
Cipro: Non c’è tempo da perdere
25 febbraio 201322 O Phileleftheros Nicosia -
Mali: La mano invisibile dell’Europa
18 gennaio 2013185 23 La Tribune Parigi -
Regno Unito: L’Europa non capisce i britannici
17 gennaio 2013190 180 I Kathimerini Atene -
Mali: L’Europa è renitente
16 gennaio 2013491 65 Süddeutsche Zeitung Monaco -
Economia: San Precario, patrono d’Europa
15 gennaio 2013859 17 NRC Handelsblad Amsterdam -
Regno Unito: Basta bugie sull’Europa
14 gennaio 2013107 24 Financial Times Londra -
Regno Unito: I filoeuropei devono alzare la voce
14 gennaio 2013104 68 The Guardian Londra -
Repubblica Ceca-Slovacchia: L’occasione persa della Cecoslovacchia
7 gennaio 2013154 165 Respekt Praga -
Democrazia: Una campagna elettorale europea
4 gennaio 2013535 98 Project Syndicate Praga -
Danimarca: Verso il centro dell’Europa
4 gennaio 2013107 72 Berlingske Tidende Copenaghen -
Quiz di capodanno: Quaranta domande sull’Europa
31 dicembre 2012848 55 Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung Francoforte -
Unione europea: Dopo il risveglio
18 dicembre 2012381 28 Dagens Nyheter Stoccolma -
Polonia: Fare figli è superato
17 dicembre 2012363 54 Polityka Varsavia -
Unione europea: L’unione bancaria è ancora un miraggio
12 dicembre 2012121 15 Polityka Varsavia -
Unione europea: Un Nobel per le frontiere scomparse
10 dicembre 2012420 31 El País Madrid -
Nobel per la pace: Un premio da meritare
10 dicembre 2012128 16 Slate Afrique Parigi -
Regioni: Divisi come nel Medioevo
3 dicembre 20121172 78 24 Chassa Sofia -
Giovani: Creiamo un Erasmus del lavoro
29 novembre 2012870 65 Les Echos Parigi -
Bilancio Ue: Basta con la Pac
27 novembre 2012373 38 The Guardian Londra -
Bilancio Ue: I fondi non danno la felicità
22 novembre 201266 81 Der Standard Vienna -
Elezioni in Catalogna: Salto nel buio
21 novembre 201278 41 El País Madrid -
Crisi del debito: Qualcuno svegli i francesi
20 novembre 2012355 83 Die Welt Berlino -
Pari opportunità: La libertà conta più della parità
15 novembre 201255 6 Frankfurter Allgemeine Zeitung Francoforte -
Scenari: Se la Germania lascia l’euro
14 novembre 2012585 98 Die Zeit Amburgo -
Grecia: Perché ho pubblicato la lista Lagarde
31 ottobre 20121564 90 The Guardian Londra -
Idee: Tiriamoci su con il federalismo
29 ottobre 2012305 44 Corriere della Sera Milano -
Grecia: La stupidità degli anti-Merkel
10 ottobre 2012260 120 Coulisses de Bruxelles Bruxelles -
Grecia-Germania: Troppo tardi, Angela
10 ottobre 2012137 22 Frankfurter Allgemeine Zeitung Francoforte -
Eurozona: Esm, la fabbrica dei debiti
9 ottobre 2012239 40 Frankfurter Allgemeine Zeitung Francoforte -
Francia: Bruxelles non vale Parigi
8 ottobre 2012106 80 La Tribune Parigi -
Energia: Il nucleare ha fatto il suo tempo
5 ottobre 2012175 24 Frankfurter Rundschau Francoforte -
Germania: La riunificazione è il peccato originale
3 ottobre 2012184 153 Der Spiegel Amburgo
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Dopo mesi di stallo i paesi membri e le istituzioni europee hanno trovato un accordo sulla libera circolazione interna. Fare chiarezza era necessario, ma i passi indietro sono molti.
L’Fmi ha ammesso che i sacrifici di Atene sono serviti soltanto a salvaguardare i creditori e il resto dell’eurozona. Ora i greci devono ribellarsi a questa enorme ingiustizia.
Il piano da sei miliardi di euro presentato da Francia e Germania per trovare un impiego a sei milioni di giovani è un primo passo per risolvere l’emergenza, ma le imprese dovranno fare la loro parte.
La fabbrica di vestiti in cui sono morte oltre cinquecento persone lavorava anche per delle aziende europee. L'Ue dovrebbe imporre ai suoi partner commerciali il rispetto degli standard di sicurezza.
Il 30 aprile la regina Beatrice ha lasciato al figlio Willem Alexander una carica ormai puramente onorifica ma molto costosa. Di fronte alla crisi economica sarebbe meglio che la loro parte fosse recitata da professionisti.
Gli ultimi dati sulla disoccupazione dimostrano che la politica imposta da Bruxelles al governo Rajoy è un vicolo cieco. Ma finché i problemi non arriveranno al nord l'Ue manterrà la rotta attuale.
Dopo le dichiarazioni di Barroso sui limiti dell’austerity il dogma del rigore potrebbe essere ammorbidito. Economie con problemi diversi hanno bisogno di soluzioni differenti.
I dubbi sull'efficacia della politica di austerità imposta da Bruxelles continuano a moltiplicarsi. Sfortunatamente il commissario agli affari economici continua a seguire la linea del dogmatismo.
Lo scontro tra nord e sud che sta spaccando l’Ue va contro i più basilari principi della razionalità: in un sistema sociale cooperare conviene a tutti, anche a chi è convinto di pagare.
L’approccio “realista” all’integrazione europea non riesce a superare le contraddizioni tra gli interessi nazionali e l’interdipendenza economica. Bisogna puntare più in alto con un progetto in grado di cambiare la storia.
Nell'immediato dopoguerra il filosofo francese Alexandre Kojève aveva suggerito la creazione di un’unione dei paesi mediterranei accomunati da cultura e interessi. Alla luce della problematica ascesa della Germania come potenza continentale, questa idea potrebbe tornare attuale.
I banchieri avidi, l'Ue, Angela Merkel: gli abitanti dei paesi in crisi trovano sempre un responsabile per le proprie sofferenze. A nessuno viene in mente che la cattiva gestione di uno stato dipende anche dai suoi cittadini.
Ogni anno l’Ue produce migliaia di pagine di rapporti, normative e discorsi, scritti in un linguaggio oscuro e pomposo che dimostra tutto il suo dogmatismo.
L’ultimo sondaggio Eurobarometro conferma che la crisi sta distruggendo la fiducia dei cittadini nell’Ue. Salvare l’euro non basta: bisogna salvare anche la sua legittimità.
Il 7 marzo scade il mandato del presidente ceco. Esce così di scena una delle figure più controverse del panorama politico europeo e uno dei più fieri avversari dell'integrazione.
I fattori che hanno determinato l'ascesa del Movimento 5 stelle in Italia sono presenti in molti altri paesi d’Europa. La ripetizione del fenomeno non è quindi da escludere, e non è necessariamente una cattiva notizia.
Gli italiani hanno bocciato Mario Monti e il protettorato di Angela Merkel, sabotando la sua strategia di congelare la crisi dell'Unione fino alle elezioni tedesche di settembre. Ora l'integrazione deve riprendere.
Il 22 febbraio Moody’s ha declassato il debito britannico ad AA1. A parte l’imbarazzo, però, Londra non ha subito ripercussioni. La politica di austerity può andare avanti.
Eletto con ampio margine il 24 febbraio, il nuovo presidente conservatore Nikos Anastasiades ha una missione urgente: il risanamento del paese.
A una settimana dall'inizio delle operazioni in Sahel, la Francia è ancora l'unico paese europeo impegnato sul campo. L'Ue sta facendo la sua parte sul piano logistico e finanziario, ma per dare un senso alla sua diplomazia non può fare a meno dell’“hard power”.
A prescindere dal discorso di Cameron ad Amsterdam, Londra ha già perso gran parte della sua influenza in Europa e non sembra intenzionata a recuperarla. Una scelta autolesionista e incomprensibile.
Fermare gli islamisti in Sahel è nell'interesse di tutta l'Ue, ma nessuno sembra disposto ad aiutare la Francia. La politica di sicurezza comune si è dimostrata ancora un volta un fallimento.
Nel suo atteso discorso sull'Unione europea, anticipato al 18 gennaio, il premier britannico David Cameron dovrà parlare in nome degli interessi del paese, non di quelli dei conservatori euroscettici.
Il dibattito sulla possibile uscita di Londra dall’Ue è monopolizzato dai politici euroscettici e dai magnati dei tabloid. I sostenitori del legame con l’Europa devono uscire dall’ombra e far valere le proprie ragioni.
Vent’anni fa l’ex repubblica socialista si divise in due paesi, ma le aspettative di sviluppo sono state in gran parte deluse. La retorica nazionale ha mascherato la mancata evoluzione politica e democratica.
Per le elezioni del Parlamento europeo nel 2014 servirebbe un dibattito pubblico partecipato come quello delle presidenziali americane. I partiti nazionali dovrebbero unire le forze e proporre un programma comune.
Mentre il paese celebra il quarantesimo anniversario dell’adesione alla Cee, molti si chiedono se l’Europa sia stato un peso o un vantaggio. In realtà l’integrazione è più necessaria che mai.
Dopo tre anni di interminabili discussioni siete riusciti a capire qualcosa sulla crisi dell’euro? Mettetevi alla prova con il questionario preparato da uno dei più acuti critici dell’Ue.
La crisi dell'eurozona sembra aver cancellato i sogni e i valori che avevano ispirato l'integrazione europea. Recuperarli è ancora possibile se riusciremo a mantenere i legami culturali che uniscono il continente.
Le donne polacche studiano sempre di più, hanno maggiori ambizioni e non accettano più un ruolo subalterno in famiglia. Il risultato è uno dei tassi di natalità più bassi d’Europa.
L'attribuzione del premio per la pace all'Ue ha destato molti dubbi. Per dissiparli basterebbe un viaggio tra le rovine lasciate da decenni di guerra civile europea.
Se il Nobel è un riconoscimento ai risultati dell'integrazione europea avrebbe dovuto andare ai padri fondatori dell'Ue, non ai leader di oggi che stanno vanificando il loro impegno.
Il separatismo è tornato di moda in Europa. Dietro al nazionalismo si celano spesso motivi di convenienza economica, ma un continente "feudalizzato" rischia di essere di nuovo sottomesso agli imperi altrui.
Mentre la disoccupazione giovanile raggiunge livelli drammatici, l’Ue vuole sopprimere una delle poche iniziative capaci di aiutarli. Basterebbe una minima parte del budget europeo per sovvenzionare la mobilità dei lavoratori tra i paesi membri.
Tra i motivi del mancato accordo sul bilancio Ue ci sono anche i sussidi all'agricoltura. In tempi di rigore assoluto, Bruxelles spende miliardi per sovvenzionare proprietari terrieri e distruggere ecosistemi.
Se Artur Mas otterrà la maggioranza assoluta alle elezioni regionali del 25 novembre potrebbe chiedere il referendum sull’indipendenza. Quasi nessuno sembra rendersi conto dei rischi di un simile passo.
Ormai considerata il vero malato d'Europa, la Francia ha finito per perdere la famosa tripla A nei rating di Moody's. Dopo anni di immobilismo e finzioni è il momento di affrontare la dura realtà.
Il nuovo marco si rivaluterebbe subito rispetto alla moneta unica, riducendo la competitività e le esportazioni. A lungo termine i benefici sarebbero tutti per l'eurozona e i paesi attualmente in crisi.
Nel 2010 una lista con i nomi di duemila evasori fiscali greci è stata consegnata al governo di Atene, ma senza risultati. Il giornalista Kostas Vaxevanis è stato arrestato per averla pubblicata. Ecco il suo racconto.
La crisi economica e politica sta demolendo il morale degli europei e indebolendo il tessuto sociale. L'unico rimedio è la creazione di uno stato federale forte, decentrato e rispettato.
La cancelliera in visita ad Atene è stata violentemente contestata e accostata a Hitler. Una reazione puerile che conferma l’irresponsabilità di una parte dei greci.
Il 9 ottobre il parlamento francese vota il trattato fiscale europeo. Le divisioni su questo argomento sono un’altra prova della pigrizia intellettuale dei politici francesi e della loro crescente distanza dall’Europa.
I recenti test di sicurezza hanno dimostrato che gli impianti atomici europei sono ormai obsoleti e decrepiti. Piuttosto che ripararli bisognerebbe abbandonarli del tutto.