società
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Regno Unito: La risposta di Cameron ai disordini
16 agosto 2011PresseuropThe Guardian -
Berlino, 1961-2011: Un muro tra generazioni
12 agosto 2011232 1 Die Zeit Amburgo -
Regno Unito: L’Inghilterra si lecca le ferite
11 agosto 2011PresseuropThe Daily Telegraph -
Regno Unito: Di chi è la colpa?
10 agosto 201191 2 Presseurop -
Internet: L’importanza di un Google europeo
9 agosto 2011235 3 Frankfurter Allgemeine Zeitung Francoforte -
Regno Unito: La rivolta degli ultimi
9 agosto 20111127 9 The Daily Telegraph Londra -
Gran Bretagna: Londra brucia
8 agosto 2011PresseuropThe Guardian -
Dibattito: Dopo Oslo, una nuova diversità europea
3 agosto 201160 4 Adevărul Bucarest -
Immigrazione: Il miraggio dell’asilo in Europa
3 agosto 2011314 8 Süddeutsche Zeitung Monaco -
Spagna: La polizia sgombera gli ultimi indignati
3 agosto 2011PresseuropPúblico -
Italia: Tragedia in mare e proteste a terra
2 agosto 2011PresseuropLa Stampa -
Francia: Aumentano i musulmani praticanti
1 agosto 20111PresseuropLa Croix -
Norvegia: L’innocenza perduta
29 luglio 2011110 The New York Times New York -
Dopo la strage in Norvegia: Se il populismo tira troppo la corda
26 luglio 2011315 6 Trouw Amsterdam -
Estremismo: Il Breivik della porta accanto
26 luglio 2011243 2 Gazeta Wyborcza Varsavia -
Spagna: Cristiano Ronaldo, una garanzia (bancaria)
26 luglio 2011813PresseuropSüddeutsche Zeitung -
Malta: Anche Malta approva il divorzio
26 luglio 2011PresseuropThe Times of Malta -
Norvegia: Le rose di Oslo dopo la strage
26 luglio 2011PresseuropAftenposten -
Norvegia: La nostra dignità sconfiggerà l’orrore
25 luglio 2011276 2 Dagbladet Oslo -
Norvegia: Anche Stieg Larsson si era sbagliato
25 luglio 2011113 4 Corriere della Sera Milano -
Spagna: Gli “indignados” tornano alla carica
25 luglio 2011PresseuropPúblico -
Polonia: Milionari in ripresa
21 luglio 2011PresseuropRzeczpospolita -
Bulgaria: La stagione degli emigrati
20 luglio 2011238 4 E-vestnik Sofia -
Germania: La crisi scatena la corsa all’oro
20 luglio 2011PresseuropBild -
Belgio: Permesso di soggiorno per 28mila immigrati
19 luglio 2011PresseuropDe Standaard -
Spagna: La guerra civile non è ancora finita
18 luglio 2011113 2 El País Madrid -
Polonia: Si riaccende il dibattito sull'aborto
8 luglio 20111PresseuropNewsweek Polska -
Islanda: Una costituzione in crowdsourcing
4 luglio 20111569 2 Sydsvenskan Malmö -
Romania: La generazione Google affonda alla maturità
4 luglio 201111 1PresseuropEvenimentul Zilei -
Spagna: Le nuove sfide degli indignati
29 giugno 2011157 1 El País Madrid -
Una città in Europa: La doppia vita di Przemyśl
28 giugno 2011110 La Croix Parigi -
Grecia: La crisi secondo Dimitra
24 giugno 2011107 3 Foreign Policy Washington -
America latina: Il ritorno degli spagnoli
24 giugno 2011222 2 El País Madrid -
Danimarca: Pace fatta su Christiania
22 giugno 2011275PresseuropPresseurop -
Spagna: Il movimento si allarga
20 giugno 2011PresseuropEl Periódico de Catalunya -
Polonia: Sanatoria per gli immigrati irregolari
20 giugno 2011PresseuropGazeta Wyborcza -
Reportage: Tra gli indignati di piazza Syntagma
16 giugno 201175 2 Eleftherotypia Atene -
Spagna: Gli indignati levano le tende
13 giugno 2011PresseuropABC -
Unione europea: È ora di tornare a casa
8 giugno 2011650 24 Frankfurter Allgemeine Zeitung Francoforte -
Batterio killer: Amburgo, la città della paura
7 giugno 2011104 Süddeutsche Zeitung Monaco -
Polonia: Chi ha bisogno dei giovani?
7 giugno 2011198 3 The Guardian Londra -
Escherichia coli: Il federalismo tedesco moltiplica il caos
7 giugno 2011PresseuropDe Volkskrant -
Spagna-Tunisia: La democrazia logora chi ce l’ha
6 giugno 2011190 3 De Volkskrant Amsterdam -
Germania: Escherichia coli, dai cetrioli ai germogli
6 giugno 2011PresseuropDie Welt -
Alimentazione: Nuovi allarmi, stessi errori
3 giugno 2011168 2 De Standaard Bruxelles -
Droghe: Un'alternativa alla repressione
3 giugno 20114PresseuropLibération -
Polonia: Euro 2012, contratti in dubbio
3 giugno 2011PresseuropRzeczpospolita -
Grecia: La vita ai tempi dell’austerity
1 giugno 2011256 To Vima Atene -
Alimentazione: Chi ha paura del cetriolo assassino?
1 giugno 2011247 2 Presseurop -
Spagna: L’agricoltura vittima della psicosi del cetriolo
31 maggio 20112PresseuropEl Mundo
Il 10 agosto, tutti i quotidiani britannici hanno dedicato la loro prima pagina alle rivolte che da Londra si sono estese a tutto il paese.
Non è necessario ingombrare la memoria con informazioni che sappiamo di poter ritrovare: Google funziona secondo questo vecchio principio. Mentre la rivoluzione di internet è solo all'inizio, ben presto saranno le nostre vite ad alimentare il motore di ricerca americano. Facciamo attenzione a non regalargliele, avverte la Faz.
I rivoltosi londinesi sono il prodotto di una nazione al collasso e di una classe politica indifferente che ha voltato loro le spalle, scrive una editorialista del Daily Telegraph.
Le stragi di Oslo e di Otøya hanno scioccato la Norvegia. Per l'Ue, invece, rappresentano uno stimolo ad adottare una vera politica della diversità, osserva un editorialista rumeno.
Di recente 25 migranti sono morti soffocati nella stiva di un'imbarcazione diretta in Italia. La loro tragica fine non è soltanto l'ennesimo episodio della decennale emergenza dei profughi in viaggio verso le coste meridionali dell'Europa, ma fa parte di una precisa strategia di dissuasione nei confronti dei migranti in cerca di asilo politico.
La strage compiuta da Anders Breivik il 22 luglio ha sconvolto una nazione orgogliosa del suo modello collettivista basato su tolleranza ed egualitarismo. Il resoconto del New York Times.
Malgrado Anders Breivik sia l’unico responsabile delle atrocità commesse in Norvegia, egli ha attinto le sue idee deliranti da un substrato populista. Questo la dice lunga sullo stato d’animo europeo, secondo uno storico olandese.
Dopo la strage di Oslo, ci si chiede chi siano davvero i gruppi di estrema destra che si incontrano sul web. Una cosa è certa: i loro membri hanno poco a che fare con i tradizionali neonazisti e i movimenti estremisti e ultraconservatori.
Almeno 93 morti e 97 feriti: il duplice attentato perpetrato il 22 luglio da Anders Behring Breivik, un fondamentalista di estrema destra, ha sconvolto la Norvegia. In un editoriale pubblicato il giorno dopo, il quotidiano “Dagbladet” esorta i norvegesi a non cedere alla paura e alla tentazione di rinchiudersi in se stessi.
Fino al 22 luglio, la Norvegia si sentiva immune dall'estremismo. La galassia xenofoba, nazionalista e antislamica non aveva trovato forti espressioni politiche organizzate e soprattutto leader carismatici. Ma adesso l'imprevedibile è diventato realtà.
Ogni estate migliaia di espatriati tornano al paese di origine e cercano di rimettersi in contatto con amici e parenti. Ma gli anni e la distanza rendono questo rituale sempre più penoso.
A 75 anni dal colpo di stato di Francisco Franco, il paese non è ancora riuscito a scrivere una storia obiettiva e condivisa del periodo compreso tra il 1936 e la fine della dittatura. E una parte della destra continua a praticare l'oblio selettivo.
Dopo la crisi finanziaria del 2008 e le proteste popolari che hanno fatto cadere il governo, il paese si prepara ad adottare una nuova legge fondamentale redatta con la costante partecipazione dei cittadini attraverso internet e social network.
In Spagna la politica sembra aver preso in esame alcune delle proposte avanzate dal movimento 15-M. Ma per cambiare davvero le cose, i manifestanti devono elaborare un programma politico coerente.
Questa piccola città polacca è la porta orientale dell’Unione europea e uno snodo importante per i commerci transfrontalieri tra Polonia e Ucraina. Qui i legami tra le due comunità sono ancora molto stretti, mentre i traffici e il contrabbando prosperano sotto lo sguardo tollerante dei doganieri.
I giovani arrabbiati sono l'immagine più evidente delle proteste contro l'austerity, ma il vero indicatore della gravità della situazione è il disagio della maggioranza silenziosa.
Di fronte all'altissimo tasso di disoccupazione e alla mancanza di prospettive in patria, molti giovani spagnoli cercano fortuna nelle ex colonie in pieno boom economico.
Il 15 giugno decine di migliaia di persone hanno protestato contro le misure di austerity del governo davanti al parlamento di Atene, dove gli "indignati" greci sono accampati da più di tre settimane. La manifestazione si è svolta pacificamente, ma ai suoi margini ci sono stati scontri.
L'integrazione europea è stata quasi un miracolo per il vecchio continente. Ma col passare degli anni non è riuscita a superare i vecchi limiti e ha accumulato nuovi difetti. Ora la democrazia deve tornare al centro del progetto.
La città portuale, la più colpita dai casi di E.coli, è in preda a una vera e propria psicosi. Nel timore del contagio, gli abitanti evitano i vegetali e commercianti e ristoratori cercano di adeguarsi come possono.
Nonostante il boom economico, lo stato polacco non è ancora riuscito a risolvere le carenze dell'assistenza sociale e bilanciare gli squilibri di un mercato del lavoro ostile ai neolaureati. Che emigrano in massa nell'indifferenza generale.
A Tunisi, dove le rivolte arabe hanno avuto inizio, dei giovani spagnoli manifestano davanti all'ambasciata del loro paese. Una scena paradossale che dimostra il bisogno di una riflessione sul nostro sistema politico.
Le infezioni da Escherichia coli sono un pericolo reale, ma come in passato le reazioni di media, autorità e consumatori sono state eccessive e hanno recato danni inutili all'economia e all'unità dell'Europa.
Martoriati dalla crisi e dai tagli, i greci sono costretti a rivoluzionare il loro stile di vita. E imparano a rinunciare non solo ai lussi e ai divertimenti, ma anche a necessità primarie come l'alimentazione e le operazioni.
Dopo aver contribuito ad alimentare la polemica, la stampa europea si interroga sulla psicosi seguita alle infezioni da Escherichia coli e sull'assenza di una politica comune d'emergenza.