questioni etiche
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Estonia
Da nazisti a eroi della libertà
11 gennaio 2012PresseuropDie Tageszeitung -
Rassegna stampa
Francia-Turchia, lite sul genocidio
23 dicembre 201113PresseuropYeni Şafak, Milliyet, Zaman & altri 3 -
9 novembre 20117Presseurop
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7 novembre 20113PresseuropSME
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Francia
Il massacro dimenticato
17 ottobre 201110Le Monde Parigi -
Paesi Bassi-Repubblica Ceca
Cannabis, droga o medicina?
6 ottobre 20111PresseuropDe Volkskrant -
28 agosto 201117Evenimentul Zilei Bucarest
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Internet
L’importanza di un Google europeo
9 agosto 20113Frankfurter Allgemeine Zeitung Francoforte -
Dopo la strage in Norvegia
Se il populismo tira troppo la corda
26 luglio 20116Trouw Amsterdam -
26 luglio 2011PresseuropThe Times of Malta
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18 luglio 20112El País Madrid
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8 luglio 20111PresseuropNewsweek Polska
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4 luglio 20112Sydsvenskan Malmö
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29 giugno 20111El País Madrid
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Unione europea
È ora di tornare a casa
8 giugno 201124Frankfurter Allgemeine Zeitung Francoforte -
3 giugno 20114PresseuropLibération
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Fantapolitica
Come sarà la prossima Europa?
30 maggio 20117Die Welt Berlino -
Regno Unito
Stupro o non stupro, ministro sulla graticola
19 maggio 2011PresseuropThe Independent -
Paesi Bassi
I rabbini difendono la macellazione rituale
13 aprile 20111PresseuropDe Volkskrant -
11 aprile 20112Rzeczpospolita Varsavia
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11 aprile 20119The Independent Londra
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15 marzo 20111PresseuropCourrier international
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Polonia-Germania
Gli storici contro la manipolazione
15 febbraio 2011PresseuropGazeta Wyborcza -
Multiculturalismo
La tolleranza non è indifferenza
11 febbraio 20111Spiked Londra -
Regno Unito
Il multiculturalismo ha un altro nemico
7 febbraio 20112Presseurop -
Paesi baltici
Le minoranze non hanno voce
6 gennaio 20114De Volkskrant Amsterdam -
Integrazione
Nel girone dell’intolleranza
3 gennaio 20114Die Tageszeitung Berlino -
Immigrazione
Per una Germania migliore
7 dicembre 20101PresseuropDie Tageszeitung -
6 dicembre 20109Revue Politika Brno
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Cablegate
Hacker giustizieri e spioni in diligenza
2 dicembre 201011Libération Parigi -
Romania
Una settimana da rom
10 novembre 20102Adevărul Bucarest -
Germania
Le ombre naziste della diplomazia
29 ottobre 2010PresseuropDer Tagesspiegel -
Germania
Ancora bufera sul nucleare
20 settembre 2010PresseuropDer Tagesspiegel -
Integrazione europea
Kupchan: uno stimolo, non una sentenza
7 settembre 2010PresseuropIl Sole-24 Ore -
Prospettive
L’immobilismo invecchia
30 agosto 20102Trouw Amsterdam -
Germania
Sarrazin ancora sotto tiro
30 agosto 2010PresseuropDie Tageszeitung -
Immigrazione
La Germania si autodistrugge?
27 agosto 20101PresseuropFrankfurter Allgemeine Zeitung -
Polonia
Dibattito sugli aborti illegali
27 agosto 20101PresseuropGazeta Wyborcza -
13 agosto 20102Die Zeit Amburgo
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Immigrazione
La cittadinanza europea è la risposta
2 agosto 20101Corriere della Sera Milano -
Territorio
La Grande Svizzera non è uno scherzo
22 luglio 20103PresseuropGazeta Wyborcza -
Religione
Il burqa è la nostra croce
21 luglio 201014Der Standard Vienna -
8 luglio 2010PresseuropThe Times of Malta
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6 luglio 2010PresseuropLa Vanguardia
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Germania
Il divieto di fumare divide il paese
6 luglio 2010PresseuropDie Tageszeitung -
Svezia
Stop all’emancipazione
25 giugno 2010Fokus Stoccolma -
Privacy
Big Bruxelles ti osserva
9 giugno 2010De Standaard Bruxelles -
Italia-Paesi Bassi
Condannata a vegetare
4 giugno 20102PresseuropDe Volkskrant -
Medio Oriente
Henning Mankell contro Israele
3 giugno 2010PresseuropDagens Nyheter -
31 maggio 20101PresseuropNew Statesman
Il varo da parte del governo francese di una proposta di legge che condanna la negazione del genocidio armeno ha scatenato le ire di Ankara. Un'iniziativa definita strumentale e criticata dalla stampa di entrambi i paesi.
Il 17 ottobre 1961 oltre un centinaio di algerini che manifestavano pacificamente a Parigi furono uccisi dalla polizia. Dopo cinquant'anni di menzogne lo stato francese non ha ancora ammesso le sue responsabilità.
Gli Stati Uniti d'Europa sono una chimera incompatibile con la storia e la pluralità del nostro continente. L'integrazione europea ha bisogno di un modello più realistico e motivazioni più forti.
Non è necessario ingombrare la memoria con informazioni che sappiamo di poter ritrovare: Google funziona secondo questo vecchio principio. Mentre la rivoluzione di internet è solo all'inizio, ben presto saranno le nostre vite ad alimentare il motore di ricerca americano. Facciamo attenzione a non regalargliele, avverte la Faz.
Malgrado Anders Breivik sia l’unico responsabile delle atrocità commesse in Norvegia, egli ha attinto le sue idee deliranti da un substrato populista. Questo la dice lunga sullo stato d’animo europeo, secondo uno storico olandese.
A 75 anni dal colpo di stato di Francisco Franco, il paese non è ancora riuscito a scrivere una storia obiettiva e condivisa del periodo compreso tra il 1936 e la fine della dittatura. E una parte della destra continua a praticare l'oblio selettivo.
Dopo la crisi finanziaria del 2008 e le proteste popolari che hanno fatto cadere il governo, il paese si prepara ad adottare una nuova legge fondamentale redatta con la costante partecipazione dei cittadini attraverso internet e social network.
In Spagna la politica sembra aver preso in esame alcune delle proposte avanzate dal movimento 15-M. Ma per cambiare davvero le cose, i manifestanti devono elaborare un programma politico coerente.
L'integrazione europea è stata quasi un miracolo per il vecchio continente. Ma col passare degli anni non è riuscita a superare i vecchi limiti e ha accumulato nuovi difetti. Ora la democrazia deve tornare al centro del progetto.
Una federazione di ricche ed efficienti regioni industriali a nord, un'unione mediterranea finalmente libera dal rigore mitteleuropeo a sud. Per risolvere le incompatibilità strutturali in seno all'Ue le ipotesi alternative non mancano.
Il dibattito sulla laicità lanciato dal governo francese e il divieto di indossare il velo integrale hanno scatenato le reazioni indignate della sinistra e dei musulmani. Ma la rinuncia al confronto è una vittoria per gli estremisti.
In Francia è entrato in vigore il divieto di portare il velo islamico nei luoghi pubblici. Una misura puramente elettorale, che rischia di radicalizzare i musulmani moderati e attizzare le tensioni sociali.
Dopo Merkel e Cameron, anche Sarkozy si è schierato contro il modello multiculturale e lo ha dichiarato fallito. Ma se è vero che questo approccio ha molti limiti, non bisogna abbandonare la tolleranza del diverso.
In Estonia, Lituania e Lettonia le consistenti comunità polacche e russe sono costantemente discriminate. E nonostante il suo presunto impegno a favore dei diritti linguistici, Bruxelles non muove un dito.
In Germania il dibattito sul fallimento dell'integrazione inaugurato dal libro di Thilo Sarrazin è ancora acceso. L'idea di una divisione della società in "produttivi" e "pesi morti" si fa strada, mettendo in pericolo le basi stesse della convivenza.
La Commissione europea vuole estendere il divieto di fumare a tutti i luoghi pubblici dei paesi membri. Un altro segno della sua presunzione di poter stabilire cos’è giusto o sbagliato per i cittadini dell’Unione, che cominciano a essere stanchi di queste ingerenze.
I documenti diplomatici riservati pubblicati da WikiLeaks, il cosidetto Cablegate, non contengono alcuna rivelazione sconvolgente. La vera notizia è lo strappo nell'ipocrisia che caratterizza i rapporti tra stati, cittadini e media, che potrebbe avere in futuro conseguenze paradossali.
Un giornalista si cala nei panni di uno zingaro per comprendere meglio il "problema" che divide l'Europa. E scopre che il disprezzo per la diversità è forte, ma la discriminazione è dovuta soprattutto alla povertà.
L'Ue è in crisi, ma i suoi dirigenti sembrano prigionieri dell'agenda mediatica e incapaci di pensare a lungo termine. Per fermare il declino del continente bisogna invertire questa tendenza.
Di fronte alla moltiplicazione delle religioni e dei loro simboli, molti stati scelgono la proibizione. Ma il rifiuto della dimensione spirituale può rivelarsi pericoloso per le società europee.
Le leggi sulla naturalizzazione degli stranieri sono sempre più inadeguate a regolare un fenomeno in piena evoluzione. Di fronte al rafforzamento dei partiti xenofobi e a proposte discutibili come quella del governo francese, l'Ue ha una soluzione a portata di mano.
Dopo che anche la Siria ha proibito il burqa in alcuni luoghi pubblici, l'Europa deve ripensare i termini del dibattito sul velo. Se questo è uno strumento di oppressione, perché non troviamo sconveniente l'ostentazione della tortura rappresentata dal crocifisso, si chiede una filosofa tedesca.
Per anni considerata all'avanguardia nella lotta alla discriminazione femminile, la Svezia sembra aver abbandonato gli sforzi. Con l'avvicinarsi delle elezioni nessun partito è disposto a compromettersi su un argomento spinoso.
L’Unione europea è all’avanguardia nel controllo dei dati personali nel nome della sicurezza. Ma se per alcuni le nuove tecnologie ci proteggono, altri temono lo sguardo indiscreto delle multinazionali e del potere.