Istituzioni
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Commissione europea: Barroso schiacciato dalle parole
8 settembre 201036 1 Presseurop -
Istituzioni: Molta carne al fuoco per i Ventisette
1 settembre 2010PresseuropLa Voix du Luxembourg -
Opinioni: L’Europa tradita dai Ventisette
27 agosto 201088 1 La Stampa Torino -
Slovacchia: Radičová zittisce Bruxelles
26 agosto 2010Presseurop -
Diplomazia: I soliti noti
23 agosto 201083 1 Dziennik Gazeta Prawna Varsavia -
Patto di stabilità: La Commissione cede alla fronda
18 agosto 2010PresseuropPúblico -
Fisco: Imposta europea, la soluzione impossibile
11 agosto 201041 1 De Volkskrant Amsterdam -
Polizia: Eio, soluzione o problema?
29 luglio 201030Presseuropeuobserver.com -
Quale futuro per l’Unione?/10: Un’Europa multipolare
29 luglio 201035 Gazeta Wyborcza Varsavia -
Autonomia: La forza della regione
26 luglio 201015 2 Adevărul Bucarest -
Istituzioni: La grande macchina alla prova dei fatti
23 luglio 201023 1 La Stampa Torino -
Corruzione: La Romania dietro la lavagna
21 luglio 201013 Presseurop -
Istituzioni: La crisi ingrassa gli eurocrati
20 luglio 201023 2PresseuropDziennik Gazeta Prawna -
Unione europea: Moldavia, l’allargamento nascosto
15 luglio 201064 1 Der Spiegel Amburgo -
Unione europea: Quando l'ex commissario diventa lobbista
13 luglio 201020 2Presseuropeuobserver.com -
Unione europea: L'Europa ha bisogno di un nuovo Delors
9 luglio 2010PresseuropThe Economist -
Sviluppo: Quando i soldi non portano la ricchezza
7 luglio 201030 1 Polska The Times Varsavia -
Istituzioni: Benvenuti alla Santa sede dell'Europa
6 luglio 201037 The Economist Londra -
Presidenza Ue: Madrid vittima delle circostanze
30 giugno 201020 El País Madrid -
Presidenza Ue: Realismo e basso profilo
30 giugno 2010PresseuropPresseurop -
Polonia: Varsavia paga per l’ineguaglianza
29 giugno 2010PresseuropGazeta Wyborcza -
Istituzioni: Nelle spire delle lobby
28 giugno 201086 2 Dziennik Gazeta Prawna Varsavia -
Quale futuro per l’Europa?/6: Ritroviamo la strada maestra
23 giugno 201033 1 Corriere della Sera Milano -
Diplomazia: Il Parlamento alza la voce
23 giugno 2010PresseuropLe Monde -
Finanza: La longa manus delle lobby
22 giugno 2010PresseuropDie Tageszeitung -
Francia-Germania: Coppia in crisi, famiglia allo sbando
21 giugno 201018 Die Zeit Amburgo -
Consiglio europeo: Il governo economico può attendere
18 giugno 201011 2 Presseurop -
Euro: Bratislava fa saltare il piano?
18 giugno 2010Presseurop -
Istituzioni: L’Europa a due velocità accelera
17 giugno 201065 1 Gazeta Wyborcza Varsavia -
Romania: Un rivoluzionario a Strasburgo
16 giugno 2010PresseuropAdevărul -
Belgio: Il laboratorio d’Europa ha fallito
11 giugno 201042 2 The Economist Londra -
Allargamento: La Croazia ancora appesa a un filo
7 giugno 2010PresseuropVečernji list -
Germania: Il presidente diserta dall’Afghanistan
1 giugno 2010PresseuropFrankfurter Allgemeine Zeitung -
Quale futuro per l’Europa?/4: Ritorno alla realtà
28 maggio 201026 Gazeta Wyborcza Varsavia -
Unione europea: Territori dimenticati
28 maggio 2010Presseuropeuobserver.com -
Regno Unito: Cameron, mani libere in Europa
27 maggio 2010The Independent Londra -
Crisi greca: Tu quoque, José?
26 maggio 2010PresseuropDziennik Gazeta Prawna -
Crisi economica: Una montagna di debiti
25 maggio 2010PresseuropThe Independent -
Sanità: Trapianti senza frontiere
24 maggio 2010PresseuropTrouw -
Dove va l’Unione? / 1: Divorzio all’europea
21 maggio 201042 Die Presse Vienna -
Crisi: La Germania ha un problema con l’Europa
19 maggio 201036 2 Gazeta Wyborcza Varsavia -
Europa centrale: La pioggia affonda Kaczyński
19 maggio 2010PresseuropRzeczpospolita -
Quale futuro per l’euro?/3: Non pensate, sorridete
17 maggio 20102 La Stampa Torino -
Repubblica Ceca: I socialisti sono tutti uguali
17 maggio 2010PresseuropHospodářské noviny -
Commissione europea: Barroso si scopre vigilante
14 maggio 2010PresseuropLe Monde -
Consiglio europeo: Il nuovo padrone d’Europa
12 maggio 201082 2 Berliner Zeitung Berlino -
Unione europea: Addio, Europa dei nostri padri
12 maggio 2010PresseuropCourrier international -
Crisi: Abbiamo salvato l’euro
10 maggio 201017 Presseurop -
Festa dell’Europa: L’Unione non è morta
9 maggio 201059 Frankfurter Allgemeine Zeitung Francoforte -
Balcani: Macedonia, la farsa continua
4 maggio 201032 1 Kapital Sofia
Il primo discorso sullo stato dell'Unione del presidente dell'esecutivo europeo era molto atteso. Ma il risultato è stato molto inferiore alle aspettative, concorda la stampa europea.
Secondo Eurobarometro la fiducia nell'Unione è scesa ai minimi storici. I sostenitori dell'integrazione sono delusi dall'inconcludenza delle istituzioni. Serve un segnale di risveglio al più presto.
Soltanto due dei 115 ambasciatori dell'Unione europea vengono dai nuovi membri. Tutti gli altri sono funzionari della vecchia Europa. E, mentre entra in funzione il servizio diplomatico europeo, la Polonia è stanca di essere lasciata indietro.
La proposta della Commissione di istituire un’imposta europea per finanziare il budget dell’Unione dovrebbe piacere ai paesi contribuenti netti. Ma l'idea si scontra con l’ostilità degli stati al trasferimento di una competenza vitale.
Gli stati seguono i propri interessi, Francia e Germania rivaleggiano per la guida dell'Unione e le decisioni vengono affidate agli incontri informali. Nel frattempo, sostiene l'analista polacco Marek Cichocki, le divisioni all'interno della Ue si fanno sempre più profonde.
La sentenza della Corte internazionale di giustizia a favore dell'indipendenza del Kosovo ha rilanciato la questione dell'autonomia delle regioni europee. A Bruxelles ci sono già più di 300 uffici a difendere gli interessi di territori grandi e piccoli.
Dopo mesi di negoziati tra Commissione, Parlamento e stati membri, il Servizio europeo di azione esterna si prepara al debutto. Resta da vedere se la sua utilità sarà all'altezza dei costi economici e organizzativi.
Impantanata nelle polemiche interne sull'agenzia nazionale per la lotta alla corruzione, Bucarest è anche nel mirino di Bruxelles. Secondo la stampa ormai i romeni sono considerati peggio dei bulgari, l'altro "cattivo scolaro" dell'Ue.
Negli ultimi mesi Bucarest ha concesso il passaporto romeno a quasi centomila moldavi. Una politica che di fatto comporta l'integrazione dell'ex repubblica sovietica nello spazio comunitario. E che gli altri paesi europei non vedono di buon occhio.
Nonostante i numerosi programmi di sviluppo territoriale nazionali ed europei, tra le regioni del continente le disparità restano evidenti. E con la crisi gli stanziamenti per promuovere la crescita rischiano di scomparire.
Per molti eurocrati, il federalismo europeo è più di una convinzione politica: è quasi un dogma di fede. Ma se è vero che il nazionalismo è sorpassato, lo stesso non si può dire delle nazioni, ancora essenziali per la tenuta della democrazia, scrive l'Economist.
I sei mesi passati alla guida dell'Unione sono stati duri per il governo spagnolo. La crisi, il trattato di Lisbona e le divisioni hanno condizionato la sua azione. Bilancio dell'ultima vera presidenza a rotazione.
Ormai i gruppi d'interesse sono più potenti a Bruxelles che a Washington. In mancanza di un regolamento in materia, possono influenzare a piacimento il processo legislativo europeo.
L'Unione è rimasta senza guida proprio nel momento in cui ne aveva più bisogno. Di fronte alla crisi dell'euro e al rischio di frammentazione, è ora che la politica nazionale lasci spazio a istituzioni europee veramente indipendenti.
Angela Merkel e Nicolas Sarkozy non potevano scegliere un momento peggiore per litigare. Se i due maggiori paesi europei non riusciranno a ricomporre i loro crescenti dissidi, sarà tutta l'Unione a farne le spese.
Al Consiglio europeo del 17 giugno i Ventisette hanno posto le basi di un maggiore coordinamento delle politiche economiche. Ma la vera convergenza è ancora lontana, commenta la stampa europea, che critica la proposta di una tassa sulle banche.
Le misure anticrisi hanno cambiato il volto dell'Unione. Marginalizzati dalle ultime evoluzioni, i paesi che non fanno parte della zona euro rischiano di essere relegati in un gruppo di serie B.
A lungo considerato il modello dell’integrazione europea, alle prossime elezioni il Belgio rischia la spaccatura tra fiamminghi e valloni. Una metafora delle crescenti divisioni tra nord e sud all’interno dell’Unione.
Per anni l'Unione ha vissuto in una finzione politicamente corretta: tutti i paesi avevano gli stessi diritti. Ma per bene del modello europeo, cittadini ed élite devono parlare il linguaggio della verità.
Grazie alla coalizione con i Lib-dem, il nuovo premier britannico non è più ostaggio degli euroscettici del suo partito. Un'opportunità per approfittare delle divisioni interne all'Ue e dare alla Gran Bretagna un ruolo da protagonista in Europa.
Il matrimonio tra Francia e Germania è sempre più in crisi, e insieme a esso la coesione dell’intera Unione europea. La disputa sull’euro sta erodendo la fiducia reciproca a vista d’occhio.
La crisi della Grecia è la più grave che l’Unione Europea abbia mai dovuto affrontare. È anche un banco di prova per la Germania, che dopo il collasso dell'influenza del modello tedesco deve capire che cosa significhi per essa l’Europa.
Nonostante l'ottimismo di circostanza, il trattato di Lisbona e il meccanismo di stabilizzazione finanziaria non basteranno a garantire il futuro dell'Europa. Per questo servirà un'ulteriore integrazione.
Berlino non è più il centro d'Europa. Il modello tedesco di gestione dell'economia europea non ha resistito alla crisi. Come dimostra il piano di salvataggio approvato nei giorni scorsi, ora l'Unione è in mano a Nicolas Sarkozy.
L'accordo sul meccanismo di assistenza finanziaria da 750 miliardi di euro rassicura la stampa e i mercati. Anche se i suoi effetti sono ancora da verificare, si tratta già di un abbozzo di governo economico dell'Unione.
A sessant'anni dalla dichiarazione Schuman, che segnò l'inizio del progetto europeo, la crisi dell'Eurozona scuote le fondamenta dell'Unione. Per uscire dall'impasse i Ventisette devono imparare a trarre forza dalle proprie differenze.
L'assurdo contrasto tra Atene e Skopje dura ormai da vent'anni, ostacolando lo sviluppo dei due paesi e l'integrazione dei Balcani in Europa. È arrivato il momento di trovare un accordo.