Istituzioni
-
Commissione europea : Le dimissioni di Dalli imbarazzano Bruxelles
17 ottobre 201226 5PresseuropThe Times of Malta, Les Echos -
Crisi del debito: Berlino vuole più potere sui bilanci per Bruxelles
16 ottobre 201241 40PresseuropFrankfurter Rundschau, Die Zeit -
Nobel per la pace: Al momento giusto
12 ottobre 2012322 92PresseuropSüddeutsche Zeitung, La Tribune, El País & altri 2 -
Budget Ue: Tre Europe per un bilancio
11 ottobre 2012112 35 Gazeta Wyborcza Varsavia -
Democrazia: Una firma per l’Europa
10 ottobre 201288 22 Le Monde Parigi -
Istituzioni: L’Eurobarometro è sempre sul sereno
9 ottobre 201296 29 De Volkskrant Amsterdam -
Economia: Bruxelles lancia la fase due del mercato unico
3 ottobre 201249 4PresseuropIl Sole-24 Ore -
Ue-Regno Unito: Verso il punto di non ritorno
20 settembre 2012322 96 The Guardian Londra -
Istituzioni: Nell’agenda Van Rompuy non c’è il federalismo
14 settembre 201273 10PresseuropLa Repubblica -
Eurozona: La politica non ha più scuse
13 settembre 201291 78 La Repubblica Roma -
Istituzioni : Barroso rilancia la parola proibita
13 settembre 2012124 85PresseuropSvenska Dagbladet, Der Standard, România libera & altri 2 -
Unione europea: L’euroscetticismo ringrazia i tecnocrati
12 settembre 2012165 38 El País Madrid -
Unione europea: Qual è la tua voce in Europa?
10 settembre 201282 24 Dilema Veche Bucarest -
Idee: “Più Europa” non significa niente
10 settembre 2012186 38 Público Lisbona -
Schengen: Romania no, Bulgaria forse
3 settembre 201293 3PresseuropStandart, Le Monde, România libera -
Dibattito: L’Europa federale è una chimera
31 agosto 2012212 182 La Repubblica Roma -
Dibattito: I baluardi della democrazia sono solidi?
29 agosto 2012111 50 Dilema Veche Bucarest -
Istituzioni: Appello per un referendum europeo
23 agosto 2012144 96 De Morgen Bruxelles -
Crisi della zona euro: L’autunno di tutti i rischi
20 agosto 2012264 42 Público Lisbona -
Idee: Le elezioni del 2014 siano veramente europee
17 agosto 2012220 58 La Repubblica Roma -
Lingue: A Bruxelles mancano i traduttori
8 agosto 2012405 14PresseuropSüddeutsche Zeitung -
Slovacchia: Sospettata di corruzione a Bratislava, incaricata di privatizzare ad Atene
7 agosto 2012107 6PresseuropSME, The Slovak Spectator -
Euromiti (10/10): Chi gestisce bene il proprio denaro fa ciò che vuole
3 agosto 201266 19 De Groene Amsterdammer Amsterdam -
Euromiti (9/10): Prima la nazionalità, poi l’Europa
2 agosto 2012174 51 De Groene Amsterdammer Amsterdam -
Euromiti (8/10): La forma delle banane? È per il vostro bene
1 agosto 2012155 19 De Groene Amsterdammer Amsterdam -
Euromiti (7/10): L’Ue non fa tutte le leggi
31 luglio 201277 4 De Groene Amsterdammer Amsterdam -
Euromiti (6/10): Le vere dimensioni dell’eurocrazia
30 luglio 201274 3 De Groene Amsterdammer Amsterdam -
Euromiti (5/10): L’Ue, un club ancora selettivo
27 luglio 201249 13 De Groene Amsterdammer Amsterdam -
Crisi dell’euro: L’Europa avanza su un sentiero sconosciuto
26 luglio 201276 47 NRC Handelsblad Amsterdam -
Euromiti (4/10): I nostri soldi rendono bene
26 luglio 201239 11 De Groene Amsterdammer Amsterdam -
Euromiti (3/10): Pochi soldi, molto spreco
25 luglio 201271 8 De Groene Amsterdammer Amsterdam -
Euromiti (2/10) : Lobby: la legge dei più numerosi
24 luglio 2012110 6 De Groene Amsterdammer Amsterdam -
Euromiti (1/10) : Il deficit democratico, minore di quanto si creda
23 luglio 2012153 29 De Groene Amsterdammer Amsterdam -
Istituzioni europee: Barroso approfitta della crisi
19 luglio 201238 3PresseuropDer Spiegel -
Istituzioni: C’è posto anche per gli euro-eretici
19 luglio 2012137 18 De Groene Amsterdammer Amsterdam -
Italia: Come uscire dal governo tecnico
17 luglio 201274 35 Corriere della Sera Milano -
Dibattito: L’asfissiante stretta di Bruxelles
16 luglio 2012141 19 Die Welt Berlino -
Romania: La vigilanza europea non piace a tutti
16 luglio 201247 6PresseuropJurnalul Naţional, Adevărul -
Dibattito: C’è sempre Parigi
6 luglio 2012125 82 El País Madrid -
Regioni: Una nuova entità nel cuore del continente
3 luglio 201255 4PresseuropIl Fatto Quotidiano -
Consiglio europeo: Monti e Rajoy danno addio alla sovranità
2 luglio 2012179 42 La Vanguardia Barcellona -
Cipro: Una presidenza difficile
2 luglio 201274 2 O Phileleftheros Nicosia -
Consiglio europeo: “Si è vinta una battaglia”
29 giugno 2012145 61PresseuropEl Mundo, El País, Le Figaro & altri 2 -
Consiglio europeo: Un balzo in avanti
29 giugno 2012133 106 France Inter Parigi -
Consiglio europeo: Sì, l’euro è mortale
28 giugno 2012139 39PresseuropLe Monde, Handelsblatt, Público & altri 2 -
Consiglio europeo: Il disco rotto dell'Europa
28 giugno 2012151 120 La Repubblica Roma -
Consiglio europeo: Uno stress-test per gli europei
27 giugno 201265 61 El País Madrid -
Eurozona: Tutto dipende da Berlino
26 giugno 2012195 202 Süddeutsche Zeitung Monaco -
Unione europea: La fine dell’Europa tedesca
21 giugno 2012294 165 Gazeta Wyborcza Varsavia -
Schengen : Continua la lotta tra stati e parlamento
15 giugno 201242 37PresseuropDilema Veche
L’eurozona, i paesi di recente adesione e il Regno Unito sono sempre più distanti nei negoziati sul bilancio dell’Unione. L’abbandono di uno dei cardini dell’integrazione in favore di budget separati sarà presto inevitabile.
Come conciliare l'espressione democratica degli europei e il processo decisionale di Bruxelles? Invece dei referendum sui trattati, divenuti troppo rischiosi, meglio usare uno strumento introdotto di recente: la petizione.
Dopo gli interventi di Barroso e Van Rompuy e le proposte di un gruppo di ministri degli esteri, il cammino verso una maggiore integrazione europea sembra segnato. Un percorso da cui Londra pare ormai tagliata fuori.
Il verdetto della Corte costituzionale tedesca ha messo fine alla prima parte della “guerra di unificazione”dell’Europa. Ora però si apre un’altra fase: la battaglia per convincere le forze politiche nazionali ad accettare la cessione di sovranità necessaria al nuovo assetto dell’Ue.
Proponendo una federazione di stati-nazione, il presidente della Commissione ha delineato una strada ambiziosa per l’Ue. Ma questa proposta solleva inevitabilmente la questione dei poteri di Bruxelles e dello status dei singoli paesi membri, osserva la stampa europea.
Monti e Van Rompuy propongono un vertice per contrastare l’euroscetticismo. Un paradosso evidente: due politici non eletti che credono di poter combattere idee sempre più popolari con l’ennesima riunione elitaria
Una sezione del sito dell'Unione europea offre la possibilità di esprimersi sugli argomenti più vari, dalle verdure all'economia. Ma su questioni chiave come quella della cittadinanza è difficile trovarsi d'accordo.
I leader europei si nascondono dietro formule vuote come solidarietà e integrazione. In realtà tra i paesi membri vige piuttosto la regola dell’ognun per sé.
Seguendo le strategie dei propri leader, un numero sempre maggiore di paesi, a cominciare dalla Germania, abbandona il proprio progetto federale. Ma questo lascia spazio ad alternative originali, come per esempio un club del Mediterraneo o un’unione latina, scrive il decano della stampa italiana.
Indebolita in tutto il mondo, la democrazia sembra ormai sotto attacco perfino in Europa. E l’Unione forse non ricorre a tutti i mezzi a sua disposizione per proteggere quello che è uno dei suoi valori fondanti, afferma un editorialista romeno di fronte alla crisi politica che sta attraversando il suo paese.
L’unione politica discussa dai leader europei, e la Costituzione che a questa si accompagna, corollari essenziali dell’unione fiscale e monetaria, non possono essere legittime a meno di essere approvati democraticamente. Per farlo è necessario predisporre una consultazione pan-europea, afferma uno scrittore fiammingo.
Se il mese di agosto è stato relativamente rassicurante sul fronte del debito sovrano, i segnali dai quali si deduce che stiamo per avviarci verso un “settembre nero” per l’euro si stanno moltiplicando. La diffidenza tra stati virtuosi e stati maggiormente indebitati ha raggiunto ormai un livello tale che l’Ue si avvicina pericolosamente al punto di non-ritorno.
È vero che uno spazio pubblico europeo esiste. Ma siamo ancora lontani da una vera unione politica. Perché non fare di questo progetto ambizioso la posta in gioco delle elezioni del 2014 allo scopo di mobilitare gli elettori attorno a un grande progetto europeo?
Con l’entrata in vigore del patto di bilancio ci si chiede se la prerogativa degli stati di determinare le proprie entrate e le proprie spese non rischi di scomparire. Per l’ultima parte della sua serie sugli euromiti, il Groene Amsterdammer valuta il loro margine di manovra.
Secondo gli euroscettici l’integrazione europea minaccia le identità e le culture nazionali. Ma esiste una “identità europea” comune? Nella sua serie sugli euro-miti, De Groene Amsterdammer cerca di capire come la pensano i cittadini dell’Unione.
Si dice spesso che l’Ue regola ogni cosa, dalla curvatura dei cetrioli alla forma delle uova di cioccolata. Ma si tratta di una pratica veramente inutile e impegnativa? Nella sua serie sugli euromiti, De Groene Amsterdammer studia da vicino la questione.
Si dice che l’80 per cento delle nostre leggi provenga dalla legislazione europea, una percentuale citata sia dagli euroscettici sia dagli eurofili. Nella sua serie sugli euro-miti, De Groene Amsterdammer scopre che i conti non tornano.
L’Unione europea è davvero un’ingombrante e costosissima burocrazia composta da una massa di funzionari che rigurgitano un’infinità di regole? Il settimanale olandese De Groene Amsterdammer cerca di trovare una risposta all’interno della sua serie sugli euromiti.
Ne fanno già parte ventisette paesi e altri bussano alla porta: l’Ue si è allargata a stati troppo diversi tra loro? Ciò potrebbe compromettere il modo in cui è amministrata? A questa domanda risponde Groene Amsterdammer, che così prosegue la sua analisi degli euromiti.
Negli ultimi due anni e mezzo i leader europei sono stati accusati di procedere a caso nel tentativo di trovare una soluzione alla crisi del debito. Ma data l’eccezionalità dell’evento, sono interamente da biasimare?
Gli olandesi, tra i più importanti contribuenti netti dell’Ue, versano “miliardi di euro nelle casse di Bruxelles”, come piace sottolineare agli euroscettici. Ma ricevono qualcosa in cambio? De Grone Amsterdammer cerca di scoprirlo in questa nuova puntata della serie dedicata agli euromiti.
L’Ue spende troppi soldi e lo fa per progetti inutili, si usa dire lamentandosi. Ma si tratta davvero di sprechi? Ne parla Groene Amsterdammer nella terza puntata della sua indagine sugli euromiti.
I gruppi di pressione sono una vera e propria schiera intorno alle istituzioni dell’Ue. Qual è il loro ruolo? Vincono sempre? Groene Amsterdammer si dedica ad analizzare i rapporti di forza. La seconda parte dell’inchiesta sui miti europei.
Burocratica, spendacciona, sottomessa alle lobbies, l’Ue è al centro di numerose critiche che non vengono solo dagli euroscettici. Alcune di esse sono giustificate, altre meno. Il settimanale olandese Groene Amsterdammmer ha voluto studiare a fondo la questione analizzando dieci “miti”. Il primo è il deficit democratico.
A Bruxelles di frequente si pensa a europarlamentari e funzionari pubblici con l’immagine stereotipata di adepti di una “religione”. Perché vivono in un ambiente in linea di massima filo-europeo, anche se adesso iniziano a levarsi voci diverse.
Per calmare i mercati, l’Italia ha nominato un governo di tecnici non eletti. Ma in vista delle elezioni del 2013, i partiti politici devono riconquistare la fiducia dei cittadini e l’unico modo per farlo è presentare progetti specifici di pubblica utilità.
In nome dell’interesse generale europeo, Bruxelles è costretta a fare pressione sui suoi membri. Tuttavia la Romania, l’Ungheria e l’Italia mostrano che l’effetto può essere nefasto e provocare un indebolimento della società civile e delle culture locali.
L’ombra di Bruxelles è benefica o nociva per la democrazia di un paese? Mentre si infiamma il dibattito sulla destituzione del presidente Băsescu, la stampa romena tira un bilancio ed esprime sentimenti ambivalenti nei confronti dell’Unione europea.
Le disavventure economiche che hanno colpito Grecia, Spagna e Italia e la complessità del processo decisionale tedesco hanno monopolizzato la scena. Ma c’è un altro paese fondamentale per il destino dell’Europa, dove il dibattito può essere ravvivato: la Francia di François Hollande.
L’accordo stretto a Bruxelles su richiesta di Spagna e Italia implica una massiccia cessione di sovranità da parte dello stato nazione, tre secoli e mezzo dopo la sua nascita con il trattato di Westfalia.
Domanda di salvataggio finanziario, boicottaggio turco, Nicosia ha preso la guida dell’Ue in condizioni difficili. Ma si tratta di un appuntamento cruciale da non sprecare, avverte il quotidiano Phileleftheros.
Il “Club Med” guadagna un po’ di tregua e la Germania salva la faccia: secondo la stampa europea, il summit di Bruxelles permette di fare progressi da diversi cruciali punti di vista della crisi del debito.
Unione bancaria, rilancio degli investimenti, approfondimento dell’unione politica ed economica, il vertice del 28 e 29 giugno dovrebbe ridare una boccata d’ossigeno all’Europa, osserva l’editorialista Bernard Guetta. Peccato però che i suoi protagonisti assomiglino più a dei bravi amministratori impegnati a gestire l’emergenza che a degli statisti lungimiranti.
Il Consiglio europeo non può permettersi di trovare un nuovo compromesso a breve scadenza, mette in guardia la stampa europea. La leadership in Europa dovrà prendere sul serio il rischio di dissoluzione della moneta unica, e con essa quella dell’Ue.
L’Unione europea si trova ad affrontare l’ennesimo vertice considerato risolutivo. Ma la musica è sempre la stessa. I leader europei restano arroccati sulle proprie posizioni, sperando che la crisi si risolva da sola, così come i generali statunitensi continuavano a bombardare il Vietnam, incapaci di trovare una via di uscita alla guerra.
Proponendo un maggiore controllo dei budget nazionali e delle banche, i leader delle istituzioni dell’Ue raccolgono la sfida federalista lanciata dalla Germania. Questa soluzione, tuttavia, potrebbe determinare l’opposizione di alcuni stati senza per altro smorzare gli attacchi ai mercati.
Per il futuro dell’euro si avvicina il momento fatidico: da adesso al Consiglio europeo del 28 e 29 giugno Angela Merkel dovrà decidere se e in quale misura la Germania ha veramente intenzione di salvare la moneta unica.
Sembra inevitabile che Berlino imponga la sua visione politica ed economica al resto dell'Unione. In realtà il suo modello è già avviato al declino.