Politica
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8 febbraio 2012PresseuropRomânia libera, Jurnalul Naţional, Adevărul, Revista 22
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8 febbraio 20122PresseuropHelsingin Sanomat
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Romania
Un agente segreto al governo
7 febbraio 2012PresseuropAdevărul -
Germania-Francia
Merkel vuole salvare la coppia
7 febbraio 2012PresseuropLibération, Le Figaro, Le Monde & altri 2 -
Unione europea
Vent’anni dopo Maastricht, l’eurocrazia mostra le rughe
6 febbraio 201210Le Temps Ginevra -
Slovacchia
Lo scandalo Gorila non si placa
6 febbraio 2012PresseuropSME -
2 febbraio 201214PresseuropLe Monde, Le Figaro, La Croix, Libération
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Ungheria
L’estrema destra a teatro
2 febbraio 2012PresseuropNépszava -
1 febbraio 20123PresseuropThe Irish Times
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Slovacchia
Attenti al Gorilla
1 febbraio 20127Respekt Praga -
Consiglio europeo
Don Chisciotte a Bruxelles
31 gennaio 201248El País Madrid -
Consiglio europeo
L’autogol di Angela Merkel
31 gennaio 201214PresseuropDer Tagesspiegel -
Consiglio europeo
Praga si chiude la porta in faccia
31 gennaio 2012PresseuropHospodářské noviny -
Consiglio europeo
La Polonia è soddisfatta a metà
31 gennaio 2012PresseuropGazeta Wyborcza, Dziennik Gazeta Prawna -
Germania-Italia
Rilassatevi, tedeschi
30 gennaio 201223Die Zeit Amburgo -
Eurozona
La Germania occupa il bilancio
30 gennaio 201261PresseuropPúblico, Le Monde, Ta Nea & altri 2 -
27 gennaio 2012119The Times Londra
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Italia
La cura della concorrenza
26 gennaio 201221Il Fatto Quotidiano Roma -
25 gennaio 2012PresseuropAdevărul
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24 gennaio 2012PresseuropDie Tageszeitung
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Croazia
Un sì poco convinto
23 gennaio 20122PresseuropNovi List, Slobodna Dalmacija, Jutarnji List -
Europa centrale
Vienna-Budapest, un treno per il passato
23 gennaio 201216Le Monde Parigi -
23 gennaio 20124PresseuropFinancial Times
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Croazia
È ora di buttarsi
20 gennaio 201215Tportal Zagabria -
Ungheria
Orbán verso il capolinea
20 gennaio 20129Respekt Praga -
Romania
La rivolta di tutti
19 gennaio 20122România libera Bucarest -
Ue-Ungheria
Orbán a Strasburgo, un dialogo tra sordi
19 gennaio 2012PresseuropNépszava -
Parlamento europeo
Arriva l’uragano Schulz
18 gennaio 20123PresseuropGazeta Wyborcza, Financial Times Deutschland, Wprost, Der Spiegel -
Ue-Ungheria
Il braccio di ferro è cominciato
18 gennaio 20128PresseuropMagyar Nemzet, Népszava, Népszabadság -
Unione europea
La fine del mito dell’uguaglianza
17 gennaio 2012149Gazeta Wyborcza Varsavia -
16 gennaio 20121PresseuropAdevărul
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Polonia
La legge marziale fu un crimine
13 gennaio 2012PresseuropPolska The Times, Gazeta Wyborcza, Rzeczpospolita -
12 gennaio 201217Népszabadság Budapest
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11 gennaio 201234Die Zeit Amburgo
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Crisi dell'euro
Merkozy non ha più una strategia
10 gennaio 201214PresseuropPresseurop -
Ungheria
La versione di Orbán
9 gennaio 2012PresseuropMagyar Hírlap -
Ungheria
Viktor Orbán è sempre più solo
6 gennaio 20129Presseurop -
Ungheria
Il morbo antico di Budapest
5 gennaio 201231La Stampa Torino -
Ungheria
Tocca all’Ue raddrizzare Budapest
4 gennaio 201239Le Monde Parigi -
Analisi
Un altro anno difficile
3 gennaio 201214Gazeta Wyborcza Varsavia -
Ungheria
Con Viktor Orbán ce la vediamo noi
3 gennaio 20129Heti Világgazdaság Budapest -
3 gennaio 20122PresseuropHandelsblatt
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Unione europea
2012, l’anno di Cassandra
2 gennaio 201263El País Madrid -
Consiglio europeo
Danimarca, un piccolo paese per una grande sfida
2 gennaio 20126Politiken Copenhagen -
23 dicembre 20114PresseuropHandelsblatt
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21 dicembre 20119Jurnalul Naţional Bucarest
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21 dicembre 20111PresseuropPresseurop
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Riscaldamento climatico
L’Ue contro le emissioni a basso costo
21 dicembre 20112PresseuropEl País -
Repubblica Ceca
L’Europa non è solo shopping
20 dicembre 20116Lidové noviny Praga -
Schengen
Il Liechtenstein entra nel club
20 dicembre 20111PresseuropVolksblatt
A ottanta giorni dal primo turno delle presidenziali francesi, la cancelliera tedesca ha aperto la sua campagna elettorale in favore di Nicolas Sarkozy, suo prezioso alleato in Europa. Una scelta che la stampa sulle due sponde del Reno giudica pericolosa.
Con il trattato firmato il 7 febbraio 1992 la Commissione europea otteneva nuovi poteri. Due decenni dopo il primato dell'economia sulla politica ha ridimensionato le loro ambizioni e la crisi ne ha fatto dei capri espiatori.
In vista della sua probabile candidatura alla rielezione, il presidente francese ha dichiarato di voler importare alcuni elementi dalle politiche di Berlino. L'obiettivo è avvicinarsi all'immagine di successo della superpotenza europea.
Il dossier Gorila raccoglie le prove della corruzione dell'elite politico-economica slovacca. A due mesi dalle elezioni, la sua pubblicazione in rete rischia di fare a pezzi l'establishment.
Le misure adottate al vertice del 30 gennaio servono solo a riparare gli errori dei summit precedenti. Lo stimolo alla crescita esiste solo sulla carta, per mascherare la fissazione del'austerity.
Gli italiani hanno sempre preso in giro il rigore dei tedeschi, ma anche rispettato la loro serietà. Con l'arrivo del serissimo Mario Monti, questo rapporto potrebbe cambiare.
I 130 miliardi del secondo piano di salvataggio per la Grecia in cambio del controllo da parte del commissario europeo al bilancio: secondo la stampa europea la proposta di Berlino, rivelata alla vigilia del Consiglio europeo del 30 gennaio, è l'ennesimo attentato alla sovranità nazionale.
La vera minaccia alla sopravvivenza dell'unione monetaria non sono i debiti dei paesi mediterranei, ma l'intransigenza di Berlino. Il resto d'Europa dovrebbe allearsi per sbarazzarsene.
Dopo i tagli e l'austerity, il governo Monti passa alla "fase 2": liberalizzazioni e apertura del mercato dei servizi. Una svolta necessaria ma non priva di rischi.
Il 22 gennaio i croati hanno votato a favore della ratifica del trattato di adesione all’Unione. Bruxelles può tirare un sospiro di sollievo, ma il tasso di astensione record desta più di una preoccupazione, commenta la stampa croata.
I due paesi eredi dell'impero asburgico sono stati entrambi oggetto delle sanzioni di Bruxelles. Ma mentre l'Austria non ha mai voltato le spalle all'Ue, in Ungheria c'è chi crede che non valga la pena scommettere sull’Europa.
Il 22 gennaio i croati votano il referendum sull'adesione all'Unione europea. Di fronte alla crisi dell'euro dubbi e retaggi nazionalistici tornano a farsi sentire.
Oltre alle pressioni dell'Unione europea, il governo ungherese deve fronteggiare anche una situazione economica in rapido peggioramento. Neanche la sua ampia maggioranza parlamentare potrebbe bastare a salvarlo.
Da quasi una settimana migliaia di persone di varia estrazione manifestano in tutto il paese contro l'austerity e la corruzione. Il governo farebbe meglio a prenderli sul serio.
La nomina di Martin Schulz alla presidenza del Parlamento europeo cambierà il clima nell’assemblea: dopo l'acquiescente polacco Jerzy Buzek, l’ambizioso socialista tedesco è deciso a rivoluzionare le istituzioni di Bruxelles.
Dopo settimane di polemiche, la Commissione europea ha avviato una tripla procedura d'infrazione contro il governo ungherese. Chi cederà per primo, Budapest o Bruxelles?
Secondo la retorica comunitaria i paesi membri hanno tutti la stessa dignità. Ma gli sviluppi delle ultime settimane dimostrano il contrario, e il criterio gerarchico è ormai istituzionalizzato.
Con l’aumento delle pressioni sul governo ungherese, Bruxelles sembra volersi liberare di un altro leader scomodo come Berlusconi e Papandreou. Ma stavolta non sarà affatto facile: Fidesz ha una maggioranza solidissima e un governo tecnico è improbabile.
Mentre il paese è costretto a enormi sacrifici per evitare la bancarotta, il ministero della difesa continua a spendere miliardi in armamenti. E a guadagnarci sono soprattutto Francia e Germania.
Il rafforzamento dell'esecutivo e l'indebolimento degli altri poteri attira le critiche dell'Europa e di una parte della stampa ungherese, mentre il paese è travolto da una crisi finanziaria che si aggrava con l'aumentare della sfiducia degli investitori nella politica del governo di Budapest.
La svolta nazionalista del governo Orbán ha radici profonde: la debolezza della classe borghese, un'identità unica in Europa e una lunga storia di minacce dall'esterno.
Di fronte alla deriva autoritaria e nazionalista del governo di Viktor Orbán l’Europa non può rimanere indifferente. Una comunità di valori democratici condivisi ha l’obbligo di intervenire per tutelarli.
Il 2011 è stato talmente duro per l’Europa che è difficile immaginare che il 2012 possa essere peggio. Ma se il dialogo tra gli Stati membri sembra ripreso, ora sono le tensioni sociali al loro interno a destare preoccupazioni.
L’opposizione alle riforme del governo conservatore continua a crescere. Ma gli ungheresi devono diffidare della sponda offerta dall’occidente, che strumentalizza le critiche per imporre le proprie ricette. Serve un’alternativa che rispetti la sovranità.
Il 2011 è stato terribile, ma l’anno appena iniziato rischia di essere ancora peggio. La crisi potrebbe obbligare i 27 a scegliere tra la Grecia e il Regno Unito. E ancora una volta toccherà a Berlino decidere.
In piena crisi del debito, la presidenza a rotazione dell’Unione europea passa a uno stato minuscolo che non fa parte della zona euro. Copenaghen dovrà sfruttare questo periodo per porsi come mediatrice di una comunità allo sbando.
Dicembre è il mese in cui i paesi dell'Europa centro-orientale celebrano la caduta dei regimi comunisti. Ma a parte il consumismo e la televisione il 1989 sembra aver lasciato loro ben poco.
A oltre vent'anni del "ritorno all'Europa" realizzato da Václav Havel, il dibattito tra sostenitori e avversari dell'Unione europea è ancora troppo superficiale. La società ceca non sembra aver capito cosa c'è in ballo.