L'UE e il mondo
-
Croazia: Mister Europa si dà alla macchia
10 dicembre 2010PresseuropVečernji list -
Italia-Russia: Le relazioni pericolose
9 dicembre 20101033 La Repubblica Roma -
Geopolitica: L’Europa centrale ha bisogno di amici
8 dicembre 2010593 Lidové noviny Praga -
Ue-Russia: Il disgelo continua
7 dicembre 20101PresseuropGazeta Wyborcza -
Africa-Ue: Gheddafi ribadisce il suo ricatto
30 novembre 2010PresseuropThe Times of Malta -
Moldavia: Un’altra elezione per niente?
29 novembre 20101PresseuropTimpul -
Moldavia: La diaspora appesa al voto
26 novembre 201031 Timpul Chisinau -
Ue-Russia: Putin apre a Bruxelles
26 novembre 2010131PresseuropRzeczpospolita -
Sahara occidentale: Rabat interrompe la censura
22 novembre 2010PresseuropEl Mundo -
Georgia: L’Europa vigila sullo stallo
16 novembre 201026 Le Monde Parigi -
Ue-Usa: Tempesta sull’Atlantico
11 novembre 2010331 Il Sole-24 Ore Milano -
Europa-Cina: Il prezzo dell’amicizia
8 novembre 2010170 Público Lisbona -
Ue-Cina: Investiti da Pechino
2 novembre 20102532 The New York Times New York -
Uzbekistan: I piccoli forzati dell’oro bianco
29 ottobre 2010268 Der Spiegel Amburgo -
Ue-Cuba: La Spagna apre uno spiraglio
26 ottobre 2010PresseuropPúblico -
Portogallo: L’Angola, nuovo eldorado dei giovani
22 ottobre 2010447 Libération Parigi -
Premio Sacharov: Parlamento diviso su Fariñas
22 ottobre 2010PresseuropEl País -
Svezia: Parlamento diviso sull’Afghanistan
18 ottobre 2010PresseuropSvenska Dagbladet -
Moldavia: Accordo Russia-Ue per la Transnistria
15 ottobre 2010PresseuropRomânia libera -
Nazioni Unite: L’Europa ha perso la voce
14 ottobre 2010105 The New York Times New York -
Onu: Portogallo e Germania al tavolo dei grandi
13 ottobre 2010PresseuropPúblico -
Italia-Afghanistan: Prima le bombe, poi il ritiro
12 ottobre 2010PresseuropLa Repubblica -
Finanza: La guerra delle valute
11 ottobre 2010PresseuropDziennik Gazeta Prawna -
Diplomazia: Un guscio da riempire
7 ottobre 201064 Gazeta Wyborcza Varsavia -
Europa-Asia: Il canale che cambia tutto
7 ottobre 201012PresseuropRomânia libera -
Ue-Cina: Guerra commerciale asimmetrica
6 ottobre 2010771 Le Soir Bruxelles -
Medio Oriente: Anche l’Ue ai negoziati, chiede Sarkozy
28 settembre 2010PresseuropLe Figaro -
Unione per il Mediterraneo: La fine del sogno
23 settembre 201055 El País Madrid -
Polonia: Che fare con Zakayev?
16 settembre 2010PresseuropGazeta Wyborcza -
Diplomazia: L’Onu chiude la porta all’Ue
15 settembre 201015PresseuropLe Soir -
Belgio: Crisi al cuore dell’Unione
14 settembre 2010583 Les Echos Parigi -
Italia-Libia: Fuoco sugli accordi
14 settembre 2010PresseuropCorriere della Sera -
Paesi Bassi-Usa: Wilders star a Ground Zero
13 settembre 2010PresseuropDe Volkskrant -
Dibattito: Non affrettiamoci a seppellire l’Ue
3 settembre 2010742 Il Sole-24 Ore Milano -
Visto dagli Usa: L’Europa sta morendo
2 settembre 20102437 The Washington Post Washington -
Immigrazione: L’accettabile ricatto di Gheddafi
2 settembre 2010992 La Stampa Torino -
Medio Oriente: L’Europa fuori dal processo di pace
2 settembre 2010PresseuropLa Vanguardia -
Libia: Gheddafi ha passato il segno
31 agosto 2010762 Corriere della Sera Milano -
Italia-Libia: Lo show di Gheddafi fa il bis
30 agosto 2010PresseuropL’Unità -
Ruanda: Kagame sotto accusa
27 agosto 2010PresseuropDe Standaard -
Afghanistan: Rivolta contro gli spagnoli
26 agosto 2010PresseuropPúblico -
Ucraina: Non dimenticateci
24 agosto 201085 Frankfurter Allgemeine Zeitung Francoforte -
Onu: Un posto al sole per l’Ue?
24 agosto 201024PresseuropRzeczpospolita -
Terrorismo: Madrid ha pagato il riscatto?
23 agosto 2010PresseuropPúblico -
Aiuti: Il problema con il Pakistan
19 agosto 2010262 -
Ue-Israele: La tela di Penelope
18 agosto 2010931 Público Madrid -
Pakistan: Il Belgio non scuce un soldo
18 agosto 2010PresseuropDe Morgen -
Ue-Bielorussia: Aspettando un miracolo
17 agosto 201020 Respekt Praga -
Pakistan: Perché l’Europa non si mobilita
13 agosto 2010291PresseuropPresseurop -
Spagna-Marocco: La diplomazia monarchica spegne la crisi
12 agosto 2010PresseuropABC
Alcuni dei documenti diffusi da WikiLeaks rivelano le inquietudini di Washington nei confronti del rapporto privilegiato tra Silvio Berlusconi e Vladimir Putin. Roma è davvero lo strumento di Mosca per influenzare la politica energetica europea?
Se dovesse perdere l’ombrello protettivo di Unione europea e Nato, la regione tornerebbe a trovarsi stretta tra i due fuochi di Germania e Russia. Per questo è importante approfittare di questa parentesi di pace per disinnescare una volta per tutte le tensioni ereditate dalla seconda guerra mondiale.
Il 28 novembre i moldavi votano per rinnovare il parlamento. Le elezioni decideranno se il paese si avvicinerà all'Unione europea o alla Russia e se gli emigrati dell'ultimo decennio potranno finalmente tornare a casa.
Gli osservatori europei garantiscono il rispetto della pace fra Mosca e Tbilisi dopo la guerra lampo del 2008, ma il loro ruolo è limitato. In mancanza di progressi politici, la situazione è bloccata e le prospettive di una soluzione definitiva restano lontane.
Dopo l’iniziale armonia in risposta alla crisi, le politiche economiche di Stati Uniti e Unione europea si allontanano sempre più, producendo pericolosi squilibri tra euro e dollaro e minando la stabilità della ripresa. Al prossimo vertice Usa-Ue di Lisbona serve una svolta.
Come gli altri paesi europei colpiti dalla crisi, il Portogallo accoglie con entusiasmo gli investimenti cinesi. In cambio di questo aiuto Pechino ottiene la fine delle critiche in materia di democrazia e diritti.
Gli investimenti cinesi puntano a costruire una testa di ponte in Europa, rilevando il debito dei governi e acquisendo i beni strategici messi in saldo dai paesi in crisi. Ma l'obiettivo va ben oltre la penetrazione economica.
Ogni autunno in Uzbekistan centinaia di migliaia di bambini sono costretti a raccogliere il cotone. Anche le imprese europee si approfittano di questa violazione dei diritti umani. Ma i governi, come quello tedesco, non hanno alcun interesse ad affrontare la situazione.
Da tre anni migliaia di portoghesi scappano dalla crisi per tentare l'avventura nella loro ex colonia africana in pieno sviluppo. Un esodo che ricorda quello degli anni Sessanta.
L’elezione di Germania e Portogallo al Consiglio di Sicurezza è stata salutata come un successo per l'Ue. Ma il declino dell'influenza europea alle Nazioni Unite va di pari passo con lo spostamento degli equilibri globali in favore dei suoi rivali.
Non basta varare un enorme servizio diplomatico per diventare un attore globale. Se vogliono realizzare una politica estera comune gli stati dell'Unione dovranno superare i propri interessi e lavorare insieme.
Di fronte all'offensiva cinese l'Europa è ancora impreparata: le divisioni tra i paesi membri e l'ingenuità dimostrata finora nei rapporti con il gigante asiatico fanno pendere la bilancia in favore di Pechino.
La cooperazione tra i paesi mediterranei sta affondando. Dopo il fallimento del progetto francese, le relazioni bilaterali sembrano l'unica possibilità per lo sviluppo della regione.
Le divisioni tra fiamminghi e valloni non minacciano solo l'integrità del paese, ma anche la stabilità e l'immagine dell'Ue. Oggi più che mai i due volti di Bruxelles hanno bisogno l'uno dell'altro.
L'Unione naviga in cattive acque, ma la sentenza di morte espressa da Charles Kupchan è esagerata. La gestione della crisi dell'euro dimostra che malgrado tutto l'integrazione continua.
Rinazionalizzazione della politica, recessione, allargamento eccessivo, populismo: agli occhi di Washington i mali dell'Ue cominciano a sembrare insanabili.
Per ottenere finanziamenti dall'Ue il leader libico agita lo spettro dell'immigrazione di massa dall'Africa. La minaccia è fondata, e in mancanza di alternative dovremo accettare le sue condizioni.
In politica estera a volte è necessario turarsi il naso in nome di interessi superiori. Ma le provocazioni e i ricatti del leader libico in visita a Roma superano le umiliazioni da lui imposte all'Europa nel corso degli ultimi anni. È ora di dire basta.
Sono passati solo sei mesi dalle ultime elezioni presidenziali, ma della cosiddetta "rivoluzione arancione" del 2004 non resta più niente. Uno scrittore denuncia "l'occupazione interna" del suo paese e lancia un appello all'Europa.
A tre settimane dalle catastrofiche inondazioni, l'Europa tarda ancora a reagire. Pregiudizi e lassismo sono una spiegazione, ma non una giustificazione.
Partner privilegiato dell'Ue, lo stato ebraico attacca regolarmente strutture finanziate dall'Unione nel corso dei suoi raid contro gli obiettivi palestinesi. E Bruxelles non chiede risarcimenti per i danni causati.
Dopo il fallimento della linea dura, l'Unione europea prova la strategia del dialogo per attrarre Minsk nella sua sfera d'influenza. Ma i segnali non sono troppo confortanti.