L'UE e il mondo
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Industria automobilistica: Nello scontro Cina-Giappone vince la Slovacchia
9 ottobre 201237 3Presseurop -
Russia: Domodedovo vuole entrare nell’Ue
9 ottobre 201263 4PresseuropKommersant -
Unione europea: I ricchi cambiano la mappa
8 ottobre 2012251 36 The New York Times New York -
Georgia: Dimenticare Tbilisi
3 ottobre 2012105 12 Gazeta Wyborcza Varsavia -
Ue-Cina: L’embargo sulle armi pesa sul vertice
21 settembre 201244 11PresseuropHandelsblatt, euobserver.com -
Ue-Medio Oriente: L’Europa di fronte all’inverno arabo
19 settembre 2012144 54 La Repubblica Roma -
Kosovo: Non proprio indipendente
10 settembre 201254 16PresseuropJutarnji List, NRC Handelsblad, Le Monde -
Ue-Cina: I pannelli solari accendono la guerra commerciale
6 settembre 2012100 12PresseuropThe Guardian, The New York Times, China Daily -
Ucraina: Yulia Tymoshenko resta in prigione
30 agosto 201223 2PresseuropGazeta Wyborcza, Les Echos -
Georgia: Perché l’Ue non deve aprirci le sue porte
16 agosto 201253 8 Ekho Kavkaza Praga -
Geopolitica: La Danimarca in rotta per il Polo nord
7 agosto 2012134 2 Politiken Copenhagen -
Stati Uniti - Romania: Wesley Clark, lobbista di lusso a Bucarest
2 agosto 2012111 4Presseurop -
Dibattito: Anche gli europei alimentano la dipendenza dalle armi degli Stati Uniti
27 luglio 201275 14PresseuropThe Washington Post -
Geopolitica: Cipro e il sogno europeo
2 luglio 201291 9 Project Syndicate Praga -
Idee: L’Europa non ha il monopolio della democrazia
20 giugno 2012159 36 De Standaard Bruxelles -
G20: L’Europa è costretta a cambiare
20 giugno 201236 4PresseuropLa Stampa, La Vanguardia -
Dal Maghreb: L’Europa non fa più sognare
20 giugno 201273 12 Slate Afrique Parigi -
G20: Il mondo fa la predica all’Europa
19 giugno 201247 5PresseuropLibération, De Standaard, Die Zeit -
Ue-Usa: Europa, un insulto bipartisan
6 giugno 2012118 23PresseuropLa Stampa -
Diplomazia: Berlino e Parigi divise sulla Siria
31 maggio 201237 2PresseuropSüddeutsche Zeitung -
Ucraina: Il caso Timoshenko fa saltare il vertice
9 maggio 201233 1PresseuropGazeta Wyborcza -
Ue-Ucraina: Boicottare gli europei per salvare Timoshenko?
30 aprile 2012138 12PresseuropDie Tageszeitung, Gazeta Wyborcza, Jyllands-Posten -
Ue-Cina: Pechino investe in Europa centrale
27 aprile 201275 14PresseuropGazeta Wyborcza -
Svizzera: Porte chiuse agli europei dell’est
19 aprile 2012142PresseuropTribune de Genève, Le Temps -
Bielorussia: Lukashenko libera un prigioniero politico
17 aprile 201233PresseuropThe Independent -
Idee: Marte e Venere, dieci anni dopo
11 aprile 2012183 41 El País Madrid -
Balcani: La bomba demografica del Kosovo
11 aprile 2012251 14 The Irish Times Dublino -
Diplomazia: Ashton-Israele, una tempesta in un bicchier d’acqua
26 marzo 2012168 9 Ha’aretz Tel Aviv -
Bielorussia: Lukashenko ha ancora amici a Bruxelles
20 marzo 2012117 4 euobserver.com Bruxelles -
Diplomazia: L’Ue verso la nomina di un rappresentante per i diritti umani
9 marzo 201260 3PresseuropJyllands-Posten -
Ue-Iran: Bruxelles vuole riaprire il dialogo
7 marzo 201220 2PresseuropDie Welt -
Russia: Putin di fronte a un bivio
5 marzo 201271PresseuropThe Guardian, Westdeutsche Zeitung, Wprost & altri 2 -
Stati Uniti: Chi non salta è europeo
5 marzo 2012375 38 De Volkskrant Amsterdam -
Ue-Bielorussia: L’escalation diplomatica di Lukashenko
29 febbraio 201231PresseuropGazeta Wyborcza -
Ue-Bielorussia: La Slovenia salva Lukashenko per 150 milioni
27 febbraio 201250 5PresseuropGazeta Wyborcza -
Siria: Perché nessuno ferma Assad
16 febbraio 2012224 7 Revista 22 Bucarest -
Francia: I fantasmi del Ruanda
9 febbraio 2012115 1 Le Monde Parigi -
UE-USA: Obama accoglie Monti e loda l’Europa
9 febbraio 201225 1PresseuropLa Stampa -
Ue-Cina: Merkel a Pechino ottiene solo promesse
3 febbraio 2012123 8PresseuropHandelsblatt -
Cipro: L’isola dei russi
2 febbraio 2012263 6 The Guardian Londra -
Medio Oriente: La guerra all’Iran è già cominciata
26 gennaio 2012292 11 The New York Times New York -
Ue-Iran: L’Europa cala l’ultima carta
24 gennaio 201268 12PresseuropLe Figaro, Süddeutsche Zeitung, The Daily Telegraph, La Vanguardia -
Ue-Iran: Via all’embargo sul petrolio iraniano
23 gennaio 201243 2PresseuropEl Mundo -
Ue-Russia: Il solito balletto
16 dicembre 201197 5 El Mundo Madrid -
Parlamento europeo: Un premio all’ipocrisia
14 dicembre 201129PresseuropEl Mundo -
Polonia-Russia: Kaliningrad è più vicina
14 dicembre 201144PresseuropGazeta Wyborcza -
Transnistria: Sfida tra fantocci
9 dicembre 2011111 România libera Bucarest -
Portogallo: Un invito a nozze per gli emergenti
6 dicembre 2011223 15 Expresso Lisbonne -
Europa-Asia: Non diamoci per vinti
5 dicembre 2011163 4 De Volkskrant Amsterdam -
Kosovo: Ai serbi resta solo la Russia
30 novembre 2011147 7 Gazeta Wyborcza Varsavia
La crisi sta riaccendendo ovunque le tensioni tra le regioni più prospere e i governi centrali. Ma il caso della Catalogna dimostra che anche l'integrazione europea ha dato una spinta al secessionismo.
L’Europa ha completamente ignorato le prime elezioni democratiche della regione, che hanno visto la sconfitta del suo alleato Mikheil Saakashvili. Un messaggio disastroso per i paesi ex sovietici.
Di fronte ai recenti sviluppi sulla sponda meridionale del Mediterraneo l'Ue sembra disorientata e impotente. Ma senza una politica coerente verso i nostri vicini è inutile parlare di federalismo.
Il 10 settembre il più giovane stato d'Europa fa un altro passo verso la sovranità con la fine della supervisione internazionale. Ma secondo la stampa europea il paese è ancora incapace di reggersi sulle sue gambe.
L’avvicinamento con l’Unione e in particolare la libera circolazione sarà al centro della campagna elettorale per le elezioni politiche di questo autunno e per le presidenziali del 2013. Ma l’abolizione dei visti per l’Ue spingerebbe i georgiani a fuggire dal paese invece di contribuire al suo sviluppo.
Una spedizione danese è in viaggio verso l’Artico per affermare la sovranità del regno sui fondali marini e sulle sue possibili riserve di petrolio. Ma l’iniziativa rischia di scontrarsi con una duplice opposizione, quella della Russia e degli ecologisti.
Il primo luglio Nicosia ha assunto la presidenza di turno dell’Ue. Gas, relazioni con la Turchia, politica medio-orientale: l’Europa dovrebbe approfittare di questa occasione per definire un nuovo grande progetto mediterraneo, commenta la politologa statunitense Anne-Marie Slaughter.
L’Europa non deve ricevere lezioni di democrazia da nessuno, ha affermato il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso in occasione del G20 di Los Cabos in Messico. Tuttavia bisogna riconoscere che la costruzione europea è meno democratica di quanto si pensi e di certo la crisi non aiuta.
Dall’altro lato del Mediterraneo la crisi che attraversa la zona euro ha appannato la stella dell’Ue. Sempre più divisa, chiusa in se stessa e in balia di egoismi nazionali, l’Europa ha smesso di rappresentare un modello da seguire, sostituita dalle potenze emergenti.
A cinque settimane dall’inizio dei campionati europei di calcio, che si giocheranno in Polonia e Ucraina, la situazione dei diritti umani nell’ex repubblica sovietica preoccupa i vertici europei. Diversi politici tedeschi hanno minacciato il boicottaggio della manifestazione se Kiev non migliorerà le condizioni di detenzione dell’ex primo ministro Julia Timoshenko.
Gli americani sono figli del dio della guerra, gli europei di quella dell'amore, scriveva Robert Kagan nel 2002. Ma dopo i fallimenti in Iraq e Afghanistan e la crisi del modello europeo le cose sono cambiate.
Lo stato più recente d’Europa ha l’età media più bassa e il più alto tasso di disoccupazione: gli stessi ingredienti che hanno portato alle rivolte nel mondo arabo. I giovani di Pristina cominciano a dare segni d’irrequietezza.
La dichiarazione dell’Alta rappresentante per la politica estera dopo la strage di Tolosa ha scatenato reazioni spropositate in Israele. Insistere col vittimismo è inutile controproducente.
Nonostante la crescente brutalità del governo di Minsk, Slovenia, Lettonia e un gran numero di ong si stanno spendendo per limitare le sanzioni Ue contro alcuni dei suoi personaggi più sinistri.
Dopo aver ottenuto il 4 marzo al primo turno il suo terzo mandato presidenziale, il premier uscente torna al Cremlino per restarci a lungo. Per la stampa europea la scelta dei russi assicura stabilità, ma bisogna sperare in qualche progresso sul fronte della democrazia.
Campo di sterminio per vecchi, paradiso socialista, focolaio di crisi: nelle primarie repubblicane il modello europeo è diventato il bersaglio preferito degli attacchi dei candidati.
Nonostante l'indignazione dell'opinione pubblica mondiale, la comunità internazionale non riesce ad andare oltre le sanzioni e gli appelli. Gli interessi della Russia paralizzano l'Onu, le potenze europee sono indebolite dalla crisi e gli Stati Uniti temono un nuovo Iraq.
A diciotto anni dal massacro di 800mila tutsi, nell'ex potenza coloniale la polemica sulle responsabilità di Parigi è ancora infuocata. E altre ombre, dall'Indocina all'Algeria, pesano sulle coscienze.
Nella piccola repubblica mediterranea vivono decine di migliaia di cittadini russi. Molti cercano il sole del Mediterraneo, altri rifugio dalle tasse. E per Mosca l'isola è un trampolino per il Medio Oriente.
L'embargo imposto da Bruxelles sulle importazioni di petrolio iraniano è un duro colpo per Teheran. Le possibili reazioni della repubblica islamica sono varie, e un confronto militare non è da escludere.
Con l'adozione dell’embargo alle importazioni di petrolio iraniano e il congelamento delle attività delle banche iraniane in Europa, i ventisette vogliono spingere Teheran a interrompere il programma nucleare. Per la stampa europea è una sfida ad alto rischio.
Unite dagli interessi e divise dai valori, l'Europa e la Russia sono costrette a recitare una farsa in cui Bruxelles finge di chiedere più democrazia e Mosca finge di ascoltare, come è apparso evidente al vertice del 15 dicembre.
L'11 dicembre la regione secessionista della Moldavia elegge il suo presidente. Un voto che si inserisce nei giochi tra Russia e Germania su un conflitto bloccato da 20 anni.
Per ridurre il proprio debito, il governo portoghese ha dato il via a un vasto programma di privatizzazioni. Brasiliani, cinesi e angolani sono i principali candidati a rilevare le società nazionali.
A guardarla da un punto di vista prettamente economico, sembra proprio che l'occidente stia per cedere il passo all'oriente. Ma altri fattori, come la capacità di adattamento dei nostri sistemi, smentiscono questo diffuso pessimismo.
Mentre Belgrado è costretta a scegliere tra la sua ex provincia e l'adesione all'Ue, gli slavi di Mitrovica chiedono la cittadinanza russa sperando nel sostegno di Mosca contro la maggioranza albanese.