L'UE nel mondo
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Ue-Cuba: La morte di un dissidente blocca l’accordo
16 marzo 2010PresseuropEl Mundo -
Geopolitica: Le rivoluzioni sono finite
11 marzo 2010Tygodnik Powszechny Cracovia -
Afghanistan: La guerra torna a casa
22 febbraio 2010 -
Ue-Israele: Si aggrava il "Dubaigate"
19 febbraio 2010PresseuropEl País -
Italia-Iran: L'amore tra Roma e Teheran finisce male
10 febbraio 2010PresseuropLa Stampa -
Elezioni: L'Ucraina vira a est
8 febbraio 2010PresseuropGazeta Wyborcza -
Guerra in Iraq: Blair, accecato dai Lumi
1 febbraio 2010131 The Independent Londra -
Diritti umani: L'Europa può chiudere Guantanamo
25 gennaio 2010The Irish Times Dublino -
Haiti: I conti in sospeso di Parigi
21 gennaio 20101315 The Times Londra -
Guerra in Iraq: La verità non conta
13 gennaio 201014 -
Diplomazia: Karel non va più in Congo
7 gennaio 2010PresseuropDe Standaard -
Gran Bretagna-Israele: Gelo dopo il mandato per Livni
16 dicembre 2009PresseuropThe Times -
Afghanistan: La centesima bara
8 dicembre 2009PresseuropThe Daily Telegraph -
Afghanistan: Una missione sempre più vaga
3 dicembre 2009Die Tageszeitung Berlino -
Afganistan: Da Varsavia rinforzi per l'Isaf
30 novembre 2009PresseuropPolska The Times -
Visti: L'Ue preferisce la Russia all'Ucraina
26 novembre 2009PresseuropPolska The Times -
Macro-regioni: Il futuro è a est
23 ottobre 2009La Vanguardia Barcellona -
Moldavia: Il Prut non è più un ostacolo
21 ottobre 2009PresseuropTimpul -
Diplomazia: Come ottenere un seggio all'Onu
15 ottobre 20092 La Stampa Torino -
l'europa Dopo Lisbona (2): Oggi il G20, domani il mondo
7 ottobre 200926 Financial Times Londra -
Ambiente: L'amico brasiliano
7 ottobre 2009PresseuropLa Vanguardia -
Afghanistan: McChrystal chiede sangue fresco
22 settembre 2009PresseuropGazeta Wyborcza -
Italia-Afghanistan: La bomba che spacca il governo
18 settembre 2009PresseuropLa Repubblica -
Diplomazia: L'Ue troppo tenera con i duri
14 settembre 2009PresseuropDer Tagesspiegel -
Repubblica Ceca-Liechtenstein: Praga e Vaduz tornano a parlarsi
9 settembre 2009PresseuropMladá Fronta DNES -
Afghanistan: Un grosso errore che divide l'Europa
7 settembre 20092 Süddeutsche Zeitung Monaco -
Diplomazia: Ambasciate in comune per l'Europa centrale
7 settembre 2009PresseuropHospodářské noviny -
Visti: Porte chiuse per i musulmani di Bosnia
3 settembre 200921 BH Dani Sarajevo -
Kosovo: L'Ue in imbarazzo
28 agosto 2009PresseuropDie Tageszeitung -
Medio oriente: L'Europa tende una mano alla Siria
27 agosto 2009The Guardian Londra -
Afghanistan: I limiti del soft power all'europea
20 agosto 2009Presseurop -
Regno Unito: Dubbi sull'impegno militare in Afghanistan
17 agosto 2009PresseuropThe Daily Telegraph -
Birmania/Myanmar: Le minacce dell'Europa non fanno paura alla giunta
12 agosto 2009Presseurop -
Caucaso: Mosca ignora l'accordo firmato un anno fa
12 agosto 2009PresseuropDziennik Gazeta Prawna -
Israele: L'Unione deve proteggere i suoi cittadini in Israele?
11 agosto 2009Presseuropeuobserver.com -
Pesca: Chi di pirateria ferisce
27 luglio 2009231 Die Welt Berlino -
Cooperazione: Le rive del Mediterraneo, sempre più lontane
13 luglio 2009111 El País Madrid -
Cooperazione internazionale: Un G8 avaro con l'Africa
13 luglio 2009PresseuropCorriere della Sera -
Cooperazione: In Africa, l'Europa arranca dietro alla Cina
30 giugno 2009Il Sole-24 Ore Milano -
Iran: Teheran e Bruxelles sempre più lontane
26 giugno 20091 ABC Madrid -
Polemica: Nokia-Siemens aiuta la censura iraniana?
24 giugno 2009PresseuropFrankfurter Allgemeine Zeitung -
Salute: La pillola non va giù
20 giugno 200914 De Volkskrant Amsterdam -
Medio oriente: Un contingente europeo in Palestina?
19 giugno 2009PresseuropCorriere della Sera -
Italia-Libia: Un’occasione storica per Gheddafi
11 giugno 2009PresseuropCorriere della Sera -
Italia-Libia: Un'occasione storica
11 giugno 2009PresseuropCorriere della Sera
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In Ucraina e in Georgia i movimenti "filo-occidentali" cercano nuovo slancio senza il sostegno dell'Ue. Oltre ai loro errori, pagano il fatto di non corrispondere alle ambizioni geopolitiche dell'Ue, osserva il politologo Olaf Osica.
Davanti alla commissione d’inchiesta Chilcot, Tony Blair non ha manifestato alcun rimpianto per l'invasione dell'Iraq. Per Bruce Anderson, l’ex premier è caduto nell'errore fondamentale dell'Illuminismo, secondo cui è possibile plasmare la natura umana.
A un anno dall'annuncio della sua chiusura da parte di Obama, nel carcere ci sono ancora 198 prigionieri. Secondo Colm O'Gorman l'Europa, che ha la sua parte di colpe, può e deve contribuire alla fine di quest'incubo.
Gli Stati Uniti chiedono più soldati contro i taliban. Ma come testimonia il dibattito in corso nel parlamento tedesco, gli alleati non credono più nel mito di una guerra giusta e non sono in grado di presentare un'alternativa credibile da proporre alla loro opinione pubblica.
Con l'approssimarsi dell'entrata in vigore del trattato di Lisbona e dell'auspicata "unificazione" della politica estera dell'Unione europea, Bruxelles dovrebbe prepararsi a far sentire la propria voce anche in uno dei luoghi chiave degli equilibri internazionali: il Consiglio di sicurezza dell'Onu.
Rafforzata dalla ratifica del trattato di Lisbona da parte dell’Irlanda, l’Unione europea potrebbe ora aspirare al ruolo di potenza globale. Secondo Gideon Rachman, però, è il G20 la piattaforma ideale per soddisfare le sue ambizioni.
Dopo il bombardamento della Nato di due camion cisterna nel nord dell'Afghanistan, che ha provocato oltre un centinaio di vittime, l'esercito tedesco è al centro delle critiche dei suoi alleati europei. Critiche premature e pericolose, osserva la Süddeutsche Zeitung,convinta che la guerra sia ormai entrata nella campagna elettorale tedesca.
A partire dal 1° gennaio i bosniaci musulmani saranno, insieme ai kosovari, i soli cittadini dell'ex Jugoslavia ad aver bisogno di un visto per entrare nell'Unione. Una misura discriminatoria, osserva il quotidiano di Sarajevo Dani.
Gli inviti ad accogliere la Siria nella Politica europea di vicinato (Enp, European Neighbourhood Policy) sono parte integrante di una più ampia strategia occidentale volta a cercare di allontanare dall’Iran il regime baathista finora isolato a livello internazionale e a continuare a cooperare con l’Occidente in Iraq e in Libano. Chris Phillips del Guardian si chiede però se per caso non stiamo assistendo a un’ulteriore situazione in cui per mero opportunismo politico si è disposti a sacrificare diritti umani e democrazia.
Il popolo afgano è stato chiamato alle urne giovedi 20 agosto per la seconda elezione presidenziale dal 2004. La pace e il modello occidentale di democrazia però devono ancora arrivare. Pur affermando di avere un ruolo da giocare nella partita, i paesi europei non rispettano a pieno gli impegni assunti nella missione della Nato e non si impegnano nella ricostruzione se non destinando magre risorse.
L'Unione ha tempestivamente denunciato la condanna della leader birmana dell’opposizione Aung San Suu Kyi a 18 mesi di arresti domiciliari e ha annunciato “nuove contromisure mirate” contro il regime. Ma la stampa europea è scettica sugli strumenti di pressione sulla giunta e sulla reale volontà da parte di alcuni Paesi di intervenire.
I rapimenti e gli atti di pirateria al largo della Somalia hanno guadagnato l'attenzione dei media. Si parla molto meno, invece, dei pescherecci europei che saccheggiano le acque territoriali africane a scapito dei pescatori locali. Secondo Die Welt si tratta di un'altra forma di pirateria.
L'Unione per il Mediterraneo (Upm), nata a Parigi il 13 luglio 2008, è in fin dei conti solo una rifrittura del processo di Barcellona, che la Spagna contribuì a mettere in piedi nel 1995. Ma le intenzioni di Nicolas Sarkozy erano altre.
Un tempo interlocutore privilegiato degli stati africani, l'Ue continua a perdere terreno a favore della Cina, della Russia e da poco anche dell'India, ormai in prima fila nella gara ad accaparrarsi le preziose risorse del continente.
Da anni i 27 privilegiano la via del negoziato tra l'Occidente e Teheran. Ma la reazione iraniana mostra i limiti di questo approccio e contraddice le speranze di cambiamento democratico, perché le culture politiche restano molto distanti.
Spesso le dogane europee bloccano i medicinali inviati ai paesi poveri dagli stati sospettati di violare le norme sui brevetti. Le organizzazioni umanitarie denunciano questa pratica che favorisce le industrie farmaceutiche a scapito dei malati.