sociale
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Francia: Gli scioperi non si fermano
13 ottobre 2010PresseuropLibération -
Romania: Lavorare 60 ore, ordine del Fmi
12 ottobre 2010PresseuropAdevărul -
Germania: La polizia contro gli "onesti cittadini"
1 ottobre 2010PresseuropFinancial Times Deutschland, Financial Times Deutschland -
Rassegna stampa: La mobilitazione potrà frenare l’austerity?
30 settembre 201032 Presseurop -
Austerity: L’Europa scende in piazza
29 settembre 20101761 La Tribune Parigi -
Germania: Siemens rassicura i lavoratori
23 settembre 2010PresseuropFrankfurter Rundschau -
Lavoro: Perché non riusciamo a creare occupazione?
22 settembre 201067 The Independent Londra -
Repubblica Ceca: La marcia dei 40mila
22 settembre 2010PresseuropLidové noviny -
Romania: Scontro sul salario minimo
20 settembre 2010PresseuropRomânia libera -
Disoccupazione: Un continente a spasso
16 settembre 2010PresseuropThe Independent -
Polonia: I sindacati sul piede di guerra
15 settembre 2010PresseuropRzeczpospolita -
Repubblica Ceca: Gli stakanovisti d’Europa
7 settembre 20101PresseuropLidové noviny -
Francia: È già autunno. Caldo.
6 settembre 2010PresseuropLibération -
Germania: Stop all’immigrazione qualificata
25 agosto 2010PresseuropDie Tageszeitung -
Repubblica Ceca: Stretta sui lavoratori stranieri
19 agosto 2010PresseuropHospodářské noviny -
Industria: La polacchizzazione degli italiani
30 luglio 20101091 Gazeta Wyborcza Varsavia -
Pensioni: Bruxelles ha bisogno di voi. Fino a 70 anni
8 luglio 2010902 Presseurop -
Austerity: Estate serena, autunno caldo
2 luglio 201026 De Volkskrant Amsterdam -
Italia: Fiat, flessibilità in cambio di lavoro
23 giugno 2010PresseuropL’Unità -
Spagna: Zapatero impone la flessibilità
3 giugno 2010PresseuropPúblico -
Francia: La fine delle baby pensioni?
26 maggio 20101PresseuropLibération -
I paesi baltici e la crisi/3: Lituania, la festa dell’austerity
22 aprile 201055 The New York Times New York -
Lavoro: Tempi postmoderni
29 marzo 201057 Respekt Praga -
Italia: Tale padre, tale figlio
16 marzo 201083 La Repubblica Roma -
Crisi: Addio salario fisso
12 marzo 20102 Il Sole-24 Ore Milano -
Romania: Lavorare fino alla morte
12 marzo 2010PresseuropGandul -
Grecia: Ancora più rigore
4 marzo 2010PresseuropTo Ethnos -
Svizzera: I conservatori amano i figli dei clandestini
4 marzo 2010PresseuropTages-Anzeiger -
Immigrazione: Un giorno senza di loro
1 marzo 2010673 Presseurop -
Crisi: L'Europa scende in piazza
24 febbraio 2010242 The Independent Londra -
Germania: La dignità entra nella costituzione
10 febbraio 2010PresseuropSüddeutsche Zeitung -
Pari opportunità: Il fattore D
4 febbraio 2010895 International Herald Tribune Paris -
Spagna: Madrid porta la pensione a 67 anni
1 febbraio 20101PresseuropEl País -
Romania: Meno uguali degli altri
25 gennaio 2010PresseuropDilema Veche -
Paesi Bassi: Rotterdam crede nella piena occupazione
12 gennaio 2010PresseuropDe Volkskrant -
Germania: Ricordati di non lavorare la domenica
2 dicembre 2009PresseuropFrankfurter Rundschau -
Crisi: Gli spagnoli non si sentono poveri
28 ottobre 2009PresseuropABC -
Spagna: La crisi fa crescere il lavoro nero
6 ottobre 2009PresseuropPúblico -
Pensioni: Gli olandesi in pensione a 67 anni?
1 ottobre 2009PresseuropDe Volkskrant -
Imprese: Quando il lavoro uccide
29 settembre 2009221 Le Monde Parigi -
Salari: Disuguaglianza al bando in Danimarca
25 settembre 2009PresseuropPolitiken -
Lavoro: Ammalarsi allunga le ferie
15 settembre 2009PresseuropThe Daily Telegraph -
Giustizia: I magistrati romeni in sciopero
31 agosto 2009PresseuropCotidianul -
Repubblica ceca: I nuovi schiavi stanno nei cantieri
6 agosto 2009PresseuropLidové noviny -
Regno Unito: Buone notizie per i banchieri
4 agosto 2009PresseuropThe Independent -
Repubblica Ceca: La crisi spegne le luci rosse
21 luglio 200925 Mladá Fronta DNES Praga -
Precariato: Grecia, il futuro è dei curati-camerieri
20 luglio 2009PresseuropTa Nea -
Licenziamenti: La Francia rischia l'esplosione sociale
17 luglio 2009PresseuropLibération -
Romania: Stato sociale per tutti (o quasi)
16 luglio 20092 România libera Bucarest -
Educazione: Un diploma di volontariato per i giovani danesi
14 luglio 2009PresseuropInformation
Le manifestazioni che il 29 settembre hanno interessato parecchie capitali europee attestano la paura che i lavoratori europei hanno di dover pagare di tasca propria l’ingente prezzo della crisi economica. Ciò basterà a moderare le misure di austerity approvate in parecchi paesi? Non è affatto sicuro, risponde la stampa europea.
Sciopero generale in Spagna, corteo a Bruxelles, proteste in Irlanda, Italia, Serbia, Lettonia e Francia. Mentre la Commissione passa al setaccio i bilanci nazionali, in Europa cresce la protesta contro l'austerity e la riforma delle pensioni.
L'economia europea eccelle sotto molti aspetti, ma non riesce a creare posti di lavoro. I motivi sono due: privilegi dei lavoratori più anziani e delocalizzazione.
Per trasferire a Pomigliano d'Arco i suoi stabilimenti polacchi, la Fiat ha chiesto agli operai di lavorare di più. Per l'Italia è stato uno shock culturale. Il quotidiano polacco visita lo stabilimento italiano e vede i segni di una preoccupante competizione sociale europea.
Con la pubblicazione di un libro verde sulle pensioni, la Commissione raccomanda agli stati membri di adeguare in modo automatico l'età pensionabile ai cambiamenti demografici. Un'idea che non convince la stampa europea.
In diversi paesi europei i cittadini sono già scesi in piazza per protestare contro l'austerity imposta dai governi. Ma per valutare il vero impatto della crisi sulla stabilità sociale del continente bisognerà attendere la fine dell'estate.
Duramente colpito dalla crisi, il governo di Vilnius è stato costretto a tagli massicci della spesa pubblica. Il rigore non ha scatenato proteste come in Grecia e Spagna, ma ha avuto comunque un impatto tremendo sulla società lituana.
Per affrontare debiti pubblici fuori controllo, diversi stati europei hanno adottato cospicui tagli salariali. Una misura impopolare ma inevitabile dato che non è più possibile ricorrere alla svalutazione.
In Francia, Italia, Spagna e Grecia per la prima volta i lavoratori immigrati sono stati invitati a scioperare e a non comprare nulla. Battezzata "Un giorno senza di noi", la manifestazione del 1 marzo ha lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza degli stranieri per le nostre società, mentre il dibattito sull'immigrazione è sempre più acceso.
Alle prese con licenziamenti diffusi e cupe previsioni di uno stallo nella ripresa dalla recessione, l'Europa sta affrontando un'ondata di scioperi senza precedenti. Da Dublino ad Atene i lavoratori contestano i tagli al bilancio e le politiche di riduzione salariale.
Otto anni fa il governo norvegese ha approvato una legge che obbliga le imprese ad avere almeno il 40 per cento di donne nei consigli di amministrazione. Oggi altri paesi europei stanno pensando di adottare provvedimenti simili. L'International Herald Tribune confronta la parità di genere nel mondo lavorativo europeo.
Ventiquattro lavoratori di France Télécom si sono suicidati negli ultimi 18 mesi. Precarizzazione, flessibilità, isolamento: le cause di questo disagio sono molteplici. Ma al di là della situazione dell'impresa, è in gioco il significato del lavoro nelle nostre società, spiegano due sociologi su Le Monde.
Le case chiuse che pullulavano nei pressi della frontiera stanno scomparendo. Con la crisi hanno perso i clienti, che venivano soprattutto dalla Germania e dall'Austria. Grazie all'allargamento dell'Unione europea, molte ragazze romene e bulgare sono partite verso paesi più ricchi.
Nel 2008 quasi un romeno su due ha percepito contributi sociali. Ottime pensioni e lunghi congedi familiari che lo stato distribuisce generosamente tra i suoi cittadini. Peccato che mentre i ricchi si approfittano del sistema, i disoccupati restano tagliati fuori.