sociale
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13 gennaio 201216Die Tageszeitung Berlino
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Lavoro
Un’Europa a due velocità
5 gennaio 20123PresseuropLa Tribune -
Lituania
I medici migrano a nord
20 dicembre 20111Lietuvos Rytas Vilnius -
10 novembre 20113PresseuropTimpul
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19 ottobre 201116De Volkskrant Amsterdam
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15 ottobre
La classe media scende in piazza
17 ottobre 20114PresseuropFrankfurter Rundschau -
L'europeo della settimana
Guido Strack – il dispiacere dell’onestà
6 ottobre 201110Süddeutsche Zeitung Monaco -
Aiuti alimentari
Il miserabile egoismo dei paesi ricchi
21 settembre 20119La Libre Belgique Bruxelles -
15 settembre 20114Polityka Varsavia
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Regno Unito
Cameron teme la direttiva sul lavoro
6 settembre 2011PresseuropThe Daily Telegraph -
Economia
Tassatemi, sono ricco
30 agosto 20111The Guardian Londra -
Rivolte sociali
I banchieri della strada
11 agosto 20115Der Standard Vienna -
10 agosto 20111PresseuropLa Razón
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3 agosto 2011PresseuropRomânia libera
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19 luglio 2011The New York Times New York
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Austerità
Gli europei stringono la cinghia
1 luglio 20111PresseuropPúblico -
1 luglio 20111PresseuropLe Soir
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Regno Unito
Destra e sinistra unite contro gli scioperi
29 giugno 2011PresseuropThe Independent -
27 giugno 2011PresseuropPolitiken
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Lussemburgo
Euro-manifestazione contro l’austerity
22 giugno 20111PresseuropLa Voix du Luxembourg -
Repubblica Ceca
Uno sciopero alla Sc'vèik
17 giugno 20112PresseuropLidové noviny -
Repubblica Ceca
Lo sciopero che unisce
16 giugno 2011PresseuropHospodářské noviny -
Regno Unito
Un milione di posti di lavoro. In meno.
14 giugno 2011PresseuropThe Times -
18 maggio 20113PresseuropCorriere della Sera
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Romania
Guerra al lavoro nero
9 maggio 2011PresseuropEvenimentul Zilei -
Germania
I bambini stanno bene
6 maggio 2011PresseuropFinancial Times Deutschland -
Germania
Allora, questa invasione?
29 aprile 20111Frankfurter Allgemeine Zeitung Francoforte -
Spagna
Amnistia per il lavoro nero
26 aprile 2011PresseuropLa Vanguardia -
23 marzo 2011PresseuropLe Soir
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17 marzo 20111PresseuropGandul
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Portogallo
La scure si abbatte sugli stagisti
1 marzo 2011Presseuropi -
Pensioni
Al lavoro fino a 72 anni?
7 febbraio 2011PresseuropRzeczpospolita -
Bulgaria
La disoccupazione non si ferma più
2 febbraio 2011PresseuropDnevnik -
28 gennaio 20111PresseuropABC
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Germania-Spagna
Un incontro di lavoro
24 gennaio 20112La Vanguardia Barcellona -
Italia
Fiat minaccia Mirafiori
11 gennaio 2011PresseuropCorriere della Sera -
5 gennaio 2011PresseuropABC
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Austria
L’austerity aggrava la povertà
15 dicembre 2010PresseuropDer Standard -
Maternità
L’austerity non risparmia le mamme
7 dicembre 20101PresseuropGandul -
Portogallo
Poveri lavoratori
2 dicembre 2010PresseuropJornal de Notícias -
Austerity
La misura è colma
25 novembre 2010PresseuropPúblico -
15 novembre 20102The Times Londra
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Portogallo
Bruxelles vuole la riforma del lavoro
5 novembre 2010Presseurop -
Pubblica amministrazione
La fine di un mito
27 ottobre 2010Il Foglio Milano -
Austerity
Il giovedì del giudizio
25 ottobre 2010PresseuropRzeczpospolita -
Paesi Bassi
Il padrone cambia, il salario no
22 ottobre 2010PresseuropDe Volkskrant -
Rassegna stampa
Cameron finisce il lavoro di Thatcher
21 ottobre 20101Presseurop -
Regno Unito
Parigi brucia, Londra borbotta
21 ottobre 20102The New York Times New York -
19 ottobre 20101Presseurop
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Francia
Le pensioni sono solo l’inizio
19 ottobre 20101Frankfurter Rundschau Francoforte
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Ai tempi di Ceauşescu le miniere di carbone della valle dello Jiu davano lavoro a migliaia di romeni. Oggi sono quasi tutte chiuse, ma gli ex minatori continuano a cercarvi combustibile per l’inverno.
Colpiti duramente dalla crisi, dottori e infermieri vanno a cercare lavoro nei paesi scandinavi, soprattutto in Norvegia. Non si tratta di un esodo definitivo, ma di un continuo andirivieni tra Oslo e Vilnius.
Nonostante la crisi e la disoccupazione, nei paesi mediterranei l'emigrazione verso il resto d'Europa è ancora limitata. Colpa della scarsa apertura del mercato, che perpetua gli squilibri e preclude enormi potenzialità di sviluppo.
Quando un funzionario della Commissione europea ha notato qualcosa di strano nel suo ufficio, si è rivolto all'autorità antifrode dell'Ue. Risultato: l'indagine interna è stata insabbiata e la sua carriera distrutta. E non è affatto un caso isolato.
Sei paesi rifiutano di allocare i fondi della Politica agricola comune agli aiuti alimentari per i più indigenti. Il budget di un programma che aiuta 18 milioni di europei rischia di passare da 480 a 113,5 milioni di euro.
La crisi sta accelerando la moltiplicazione dei lavoratori a tempo determinato e part-time. Una fascia sociale emarginata, che vive sulla soglia della povertà e favorisce l'ascesa dei movimenti xenofobi e antidemocratici.
Alle prese con i bilanci per il 2012, molti paesi europei preparano misure di austerity che peseranno soprattutto sulla classe media. Un movimento trasversale di milionari propone invece di cercare i fondi tra i redditi più alti, nella speranza di proteggere la crescita.
L’Europa salva le piazze finanziarie ma non i giovani. Tre diritti fondamentali come istruzione, lavoro e casa restano loro preclusi. Allora si ribellano, ispirandosi al modello dei più grandi: arraffa quel che puoi e scappa.
Il pacchetto di austerity e privatizzazioni adottato dal governo socialista in cambio del bailout lo ha messo in rotta di collisione con gli interessi dei sindacati e della sua base elettorale. Una contraddizione che rende ancora più difficile il compromesso.
Il 1 maggio cadono le barriere all'ingresso dei lavoratori dell'Europa centro-orientale nel mercato del lavoro tedesco. Ma aprire le porte non basterà ad attrarre la manodopera necessaria.
Da una parte l'economia tedesca, in espansione ma a corto di manodopera qualificata. Dall'altra le migliaia di laureati spagnoli senza impiego né prospettive. Sembra un matrimonio perfetto, ma le cose potrebbero non andare così lisce.
Il divario tra i guadagni dell'elite e quelli della classe media continua a crescere, minando gli stili di vita, la coesione sociale e la democrazia stessa. E a finire sotto accusa, paradossalmente, sono le politiche di redistribuzione a favore dei meno abbienti.
Un tempo lavorare per lo stato era sinonimo di sicurezza, status e privilegi. Ma la crisi economica e i tagli dei governi europei hanno infranto anche questo sogno.
Mentre la stampa britannica di sinistra attacca i pesantissimi tagli alla spesa pubblica imposti dal governo, i conservatori sperano che la riduzione dell'intervento statale basti a far ripartire l'economia.
Mentre in Francia milioni di persone protestano contro la riforma delle pensioni, in Gran Bretagna il durissimo piano di tagli annunciato dal governo ha incontrato ben poca resistenza: i britannici hanno imparato a rassegnarsi sotto Margaret Thatcher.
Attorno alle proteste contro la riforma delle pensioni si vanno moltiplicando elementi meno controllabili, in particolare quelli giovanili. Secondo la stampa francese lo scenario si fa sempre più preoccupante.
I benzinai sono all'asciutto, le auto bruciano e le scuole sono chiuse. La protesta contro la riforma delle pensioni ha coinvolto milioni di persone e la Francia è nel caos. Ma non si tratta solo del sistema previdenziale: l'intera gestione dello stato è sotto tiro.