cultura e idee
-
Unione europea: Non è il momento del federalismo
6 settembre 201210734 Süddeutsche Zeitung Monaco -
Intervista (2/2): Glucksmann: “Scontiamo il fallimento degli intellettuali”
4 settembre 201217113 Der Spiegel Amburgo -
Intervista (1/2): André Glucksmann: “L’Europa si definisce per negazione”
3 settembre 2012449 Der Spiegel Amburgo -
L'umorismo in Europa (10/10) : Le vecchie commedie greche, il rimedio alla crisi
31 agosto 2012782 Le Monde Parigi -
L'umorismo in Europa (9/10) : Il Cremlino, fonte inesauribile di scherno
30 agosto 2012496 Le Monde Parigi -
L'umorismo in Europa (8/10): Surrealismo e “zwanze”, la ricetta belga
29 agosto 2012612 Le Monde Parigi -
Dibattito: La nostra vera comunità europea
28 agosto 201218890 Frankfurter Allgemeine Zeitung Francoforte -
L'umorismo in Europa (7/10) : L’arte della caricatura o l’audacia islandese
28 agosto 2012763 Le Monde Parigi -
L'umorismo in Europa (6/10) : Lo humour britannico, una faccenda molto seria
27 agosto 20122637 Le Monde Parigi -
L'umorismo in Europa (5/10) : La comicità romena, una forma di rivolta politica
24 agosto 201220716 Le Monde Parigi -
Germania: Offensiva letteraria contro il “sistema Merkel”
24 agosto 201210618PresseuropDer Spiegel -
L'umorismo in Europa (4/10): Torrente, il peggio della Spagna
23 agosto 2012732 Le Monde Parigi -
L'umorismo in Europa (3/10) : La telenovela svedese che attacca la classe media
22 agosto 2012771 Le Monde Parigi -
Dibattito: Gli europei, troppo diversi per capirsi
22 agosto 201238890 Dagens Nyheter Stoccolma -
L'umorismo in Europa (2/10) : L’autoderisione italiana, uno sport nazionale
21 agosto 201214415 Le Monde Parigi -
Russia: Pussy Riot, ovvero il ritorno al futuro sovietico
21 agosto 201214912 Respekt Praga -
L’umorismo in Europa (1/10): La satira tedesca, una tradizione ben organizzata
20 agosto 201212025 Le Monde Parigi -
Società: I “cyber-bohémien” di Berlino non vogliono lavorare
14 agosto 201228227 Frankfurter Allgemeine Zeitung Francoforte -
Germania: La cancelliera vende bene... altrove
13 agosto 2012236Presseurop -
Beni culturali: Non ci sono soldi
10 agosto 201239017 El País Madrid -
Dibattito: Facciamo gli Staterelli Uniti d’Europa
8 agosto 201236799 euobserver.com Bruxelles -
Dibattito: L’Europa è come il Giappone nel 1860
6 agosto 201228937 Svenska Dagbladet Stoccolma -
Dibattito: L’euro del nostro scontento
2 agosto 201215548 Público Lisbona -
Giovani: Lanciamo la primavera europea!
1 agosto 201248419 Polityka Varsavia -
Crisi dell’euro: Quello che dev’essere detto
26 luglio 201222447 Süddeutsche Zeitung Monaco -
Film: Portogallo, motore e… tagliare!
25 luglio 2012752 Libération Parigi -
Dibattito: L’Ue, una mummia socialista
18 luglio 201218654 Rzeczpospolita Varsavia -
Geopolitica: In questo mondo non saremo mai sovrani
13 luglio 201239160 The Times Londra -
Dibattito: Vivere alla norvegese
13 luglio 201219074 The Daily Telegraph Londra -
Musica: I Radiohead contro la Commissione
12 luglio 2012852PresseuropThe Daily Telegraph -
Germania: A ranghi serrati dietro la cancelliera
12 luglio 2012234260 Die Tageszeitung Berlino -
Dibattito: Europei, ma non senza nazione
10 luglio 201220888 NRC Handelsblad Amsterdam -
Dibattito: L’Ue è un impero. L’impero è la guerra
9 luglio 20121147120 NRC Handelsblad Amsterdam -
Dibattito: Manipolare il Dna dell’Europa
6 luglio 20129629 Gazeta Wyborcza Varsavia -
Parlamento europeo: La bocciatura di Acta, una vittoria a doppio taglio
5 luglio 20121307PresseuropMediapart , Gazeta Wyborcza, Rzeczpospolita & altri 2 -
Internet: I deputati europei bocciano l’Acta
4 luglio 2012296PresseuropRzeczpospolita -
Dibattito: Cinque proposte chiare per cambiare l’Europa
4 luglio 2012277122 Internazionale Roma -
Crisi del debito: La fine del metodo Merkel
3 luglio 201215638 Frankfurter Allgemeine Zeitung Francoforte -
Ex Jugoslavia: Kusturica e il brutto remake del nazionalismo
27 giugno 2012181 Politika Belgrado -
Romania: La tentazione autoritaria di Victor Ponta
22 giugno 20121012 Revista 22 Bucarest -
Grecia: Il medioevo della democrazia
19 giugno 201245915 The Daily Telegraph Londra -
Grecia: “Viviamo nella luce di una stella morta”
17 giugno 201238450 Le Monde Parigi -
Dibattto: Dove va l’Europa in crisi?
15 giugno 2012285PresseuropHandelsblatt -
Stampa: La voce delle minoranze
14 giugno 20122301 Hufvudstadsbladet Helsinki -
Idee: Euroscettici ed eurofili si assomigliano
12 giugno 201217829 Spiked Londra -
Spagna: Cinquecento anni di crisi
1 giugno 20121311208 Süddeutsche Zeitung Monaco -
Parlamento europeo: Sipario sull’Acta
1 giugno 201274PresseuropLibération, Les Echos -
Grecia: Salvateci dai salvatori
1 giugno 201298556 London Review of Books Londra -
Stampa: Un giornale per la “generazione E”
31 maggio 2012455PresseuropGazeta Wyborcza, Le Monde, El País & altri 3 -
Estonia: La vita dopo Facebook
28 maggio 20122226 Postimees Tallinn
In Germania diverse forze politiche sembrano favorevoli a cedere sovranità a Bruxelles in nome degli Stati Uniti d’Europa. Ma prima di parlare di grandi progetti bisognerebbe superare l’emergenza della crisi.
All’Europa serve un atteggiamento più deciso verso il resto del mondo, ma di fronte alle sfide che la attendono preferisce chiudere gli occhi. Il fatalismo e l’immobilismo del pensiero rischiano di costarci caro.
Secondo il filosofo francese l’Unione europea non dovrebbe porsi l’obiettivo del federalismo: i suoi membri sono troppo diversi tra loro, e l’unica cosa che li lega è la nozione di quello che non vogliono essere.
Per chiudere la sua serie sull’umorismo, Le Monde fa tappa ad Atene, dove i film degli anni Cinquanta tornano a suscitare quelle risate che infondevano coraggio e alimentavano il desiderio di andare avanti. Parole d’ordine quanto mai attuali.
Mentre la censura sopravvive in forme diverse, regime dopo regime, la strada si impadronisce del ridicolo quotidiano. Il penultimo episodio della serie di Le Monde ci porta a Mosca, dove la fiamma dell’insolenza non si spegne.
Diretto nelle Fiandre e allusivo in Vallonia, l’umorismo belga riflette la complessità e le sfaccettature del paese. Ma ciò che prevale su tutto è un sano miscuglio di autoironia, di modestia e di scherno.
Un’unione fiscale, a completamento della moneta unica, è l’unico modo per uscire dalla crisi, ammette lo scrittore tedesco Martin Walser. Ma occorre anche tenere presente che la vera Europa è sempre stata una comunità di apprendimento reciproco nel rispetto delle differenze culturali.
Quando si vive lontano dal mondo e si discende da un popolo vichingo poco rinomato per la sua arte della comunicazione, è utile saper manipolare con destrezza l’autoderisione. Per il suo settimo episodio, Le Monde ci porta a Reykjavik dove la parodia resta il miglior rimedio al narcisismo insulare.
Nel regno l’umorismo è come la colonna di Nelson a Trafalgar Square: un monumento! Non si scherza con questa qualità riconosciuta in tutto il mondo, come spiega Le Monde nel sesto episodio della sua serie sull’umorismo.
Durante il regime di Nicolae Ceaucescu, i romeni raccontavano barzellette per esorcizzare la durezza della dittatura. Nel quinto episodio della sua serie sull’umorismo Le Monde spiega che a Bucarest oggi si ride del capitalismo.
Torrente, antieroe di una serie televisiva, fa divertire gli spagnoli con la sua comicità volgare e liberatoria. Nel quarto episodio della sua panoramica sull’umorismo in Europa, Le Monde analizza questa caricatura estrema di una società in crisi.
La serie televisiva Solsidan si prende gioco dei sogni dorati della classe media. E se fa tanto ridere gli svedesi è perché vi si riconoscono, scrive Le Monde, nel terzo episodio della sua serie sull’umorismo.
Più che le piccole differenze tra le performance economiche dei paesi dell’Ue, a costituire l’ostacolo principale per la creazione di un’autentica comunità omogenea sono i grandi divari culturali tra gli europei. Di conseguenza non è strano che si vada incontro a così tante difficoltà per costruirla.
Dalla ”commedia dell'arte" al cinismo dei personaggi disegnati da Altan, l'Italia si è sempre contraddistinta per la sua ironia feroce. In questo nuovo episodio della sua serie sull’umorismo, Le Monde ricorda che gli archetipi della società italiana hanno un futuro brillante davanti a sé.
Il processo alle tre componenti del gruppo punk femminista, condannate il 17 agosto a due anni di lavori forzati, ricorda quello del gruppo rock cecoslovacco Plastic People avvenuto negli anni Settanta. All’opera, infatti, si è vista una stessa intolleranza nei confronti di chi “semina zizzania” e critica il regime.
Chi ha detto che i tedeschi non sanno divertirsi? In questo primo episodio della sua serie sull’umorismo, Le Monde esplora i Kabarett, i templi della satira politica che sono rimasti in piedi anche ai tempi della Germania dell’est.
“Povera ma bella”, la capitale tedesca è un centro creativo e all’avanguardia, ma continua a vivere con i sussidi versati dagli altri Länder. Qui vive una popolazione per la quale il lavoro dipendente è un’angoscia, e il sussidio universale una speranza. Ritratto ironico di un famoso blogger.
Il patrimonio culturale non sfugge alla cura d’austerity imposta ai paesi europei, a cominciare da quelli del sud. È qui che si concentrano molti monumenti e i tagli che li colpiscono, con effetti disastrosi.
In economia - ma anche in diplomazia o semplicemente nell’amministrazione - le dimensioni di un paese contano. Quelle degli stati dell’Ue, troppo piccoli su scala mondale, non sono più adatte. La soluzione? Applicare all’Europa il modello degli Stati Uniti.
Concepita per far uscire il vecchio continente da cinque secoli di conflitti, l’Europa politica ha davanti a sé un destino incerto. Ciò dipende dal fatto che gli europei non condividono più lo stesso progetto e gli Stati Uniti non accettano l’esistenza dell’euro.
Oggi un giovane europeo su cinque è disoccupato, in alcuni paesi uno su due. Ci è voluto meno per spingere i ragazzi arabi a ribellarsi contro i loro governi. Ma che succederà se il nostro modello sociale non darà loro maggiore speranza?
In tempi di crisi è importante chiamare le cose con il proprio nome. In questo senso di sicuro non possiamo contare sui politici, ironizza la Süddeutsche Zeitung. Il quotidiano ci offre un florilegio di citazioni raccolte dall’inizio della crisi dell’euro.
La giovane generazione del cinema portoghese si distingue nei festival internazionali. Ma nel paese, dove la crisi ha provocato la riduzione degli investimenti pubblici nella cultura, i piccoli produttori sono sempre più in pericolo.
L’Europa è troppo regolata, gestita da una burocrazia autocompiacente e incline all’intervento dello stato. Se non ritroverà il suo spirito d’impresa rischia di finire in un museo, osserva l’ex negoziatore per l’adesione della Polonia.
Gli euroscettici possono anche far fronte comune contro la prospettiva di cedere a Bruxelles parte della sovranità. Ma perché non si sono mai lamentati del fatto che dal 1945 in poi le nazioni hanno ceduto parte dei loro poteri a istituzioni come l’Onu, la Nato e l’Fmi?
In qualità di membro dello Spazio economico europeo, ma non dell’Ue, la Norvegia rappresenta il paese ideale agli occhi degli euroscettici britannici. Ma quella norvegese sarà davvero una formula praticabile per i paesi che hanno voglia di abbandonare la nave europea?
Nella crisi dell’euro i mezzi di comunicazione tedeschi ripetono all’unisono i pregiudizi e le frasi fatte sugli altri paesi e hanno un ruolo decisivo nella contestata politica di Angela Merkel.
L’Europa è un impero, sostiene lo storico Thierry Baudet. Non c'è niente di male, risponde il filosofo Roger Scruton, purché non denigri le nazioni che governa, perché è da lì che nasce l’attaccamento a una comunità.
Si ha l’abitudine di considerare l’Unione come garante della pace in Europa. Ma lo storico Thierry Baudet osserva in modo provocatorio che quando gli stati nazione cedono la loro sovranità a entità sovranazionali si generano conflitti. Per questo motivo propone di dissolvere l’euro e ristabilire delle frontiere.
Che si intenda una maggiore solidarietà economica o unità fiscale, il concetto di “più Europa” sembra essere la via d’uscita dalla crisi. Ma possiamo realizzare il progetto senza ampliare il divario tra ciò di cui l’Ue ha bisogno e ciò che le società europee sono pronte ad accettare?
Rifiutando l’Accordo commerciale sulla contraffazione (Acta) gli eurodeputati hanno dimostrato di essere sensibili agli umori dell’opinione pubblica. La stampa europea accoglie con favore la notizia, ma al contempo teme che si possano rimettere in discussione i principi della proprietà intellettuale.
Corollario dell’unione monetaria, l’unione politica potrà realizzarsi solo se l’Ue si doterà di strutture più democratiche e coinvolgerà maggiormente i cittadini europei. Eric Jozsef fornisce qualche indicazione da seguire per arrivarci.
Datemi fiducia e lasciatemi fare, il metodo di Angela Merkel trova i suoi limiti nella crisi che colpisce l’Europa. La cancelliera, se vuole essere seguita nella sua politica, dovrà rivolgersi ai cittadini dell’intera Unione.
Il 28 giugno, data simbolo della nazione serba, il regista serbo-bosniaco inaugura una parte di Andrićgrad, città costruita per celebrare l’opera dello scrittore Ivo Andrić. Un progetto che strumentalizza la storia e la memoria, denuncia un giornalista di Belgrado.
Accusato di voler controllare la cultura, il governo romeno ha provocato le accese proteste della comunità artistica. E non mancano di certo i confronti con gli eccessi autoritari dei vicini ungheresi e ucraini, come sottolinea Revista 22.
Gli effetti devastanti dell’austerity sulla popolazione greca ci ricordano che la storia non è un’ascesa inarrestabile verso il progresso e l’illuminazione. Le civiltà possono anche tornare indietro verso i secoli bui.
Secondo uno dei più noti autori teatrali greci la crisi del paese non è dovuta solo all’economia, ma all’agonia di un sistema vecchio di secoli. Per ripartire i greci dovranno accettarne la morte.
Le piccole comunità linguistiche in Europa sono minacciate dalla svolta nazionalista di molti governi. Per questo i giornali che le servono svolgono un ruolo fondamentale, anche grazie a internet.
Mentre gli uni vedono in Bruxelles la causa di tutti i mali, gli altri credono che solo più Europa potrà salvarci. Due facce dello stesso dogmatismo infantile.
I problemi del paese sono cominciati ben prima della bolla immobiliare: il pensiero antieconomico è stato una costante nazionale fin dai tempi della Reconquista.
Come non succedeva da tempo in un’elezione in Europa, il 17 giugno i greci avranno la possibilità di scegliere tra l’establishment e i partiti anti-sistema che contestano il verbo della finanza.
Il paese baltico è uno dei più connessi d’Europa, ma la maggior parte dei suoi abitanti non ha un account sul social network. Lo stress e la mancanza di privacy spingono sempre più utenti a uscirne.