Libertà di stampa
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21 dicembre 20111PresseuropPresseurop
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Slovacchia
La caduta dell’incorruttibile Galko
30 novembre 2011Respekt Praga -
Giornalismo
Un premio contestato
19 ottobre 2011PresseuropExpressen -
18 ottobre 2011PresseuropSvenska Dagbladet
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Ungheria
Modello Pechino
4 agosto 20116Die Zeit Amburgo -
Bielorussia
Libero il giornalista che ha sfidato Lukashenko
6 luglio 2011PresseuropGazeta Wyborcza -
Bielorussia
Processo Poczobut, libertà alla sbarra
14 giugno 2011PresseuropGazeta Wyborcza -
Regno Unito
Twitter accende il dibattito sulla censura
10 maggio 2011PresseuropThe Independent -
Ungheria
Contro la censura, oggi come ieri
16 marzo 2011PresseuropNépszabadság -
Ungheria
Budapest cede sulla legge sui media
8 marzo 2011PresseuropNépszabadság -
Ungheria
Compromesso sulla legge sui media
17 febbraio 2011PresseuropNépszabadság -
Ungheria
La seconda guerra civile magiara
1 febbraio 20111Respekt Praga -
1 febbraio 2011Népszabadság Budapest
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18 gennaio 2011Presseurop
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Presidenza Ue
Sei mesi per recuperare l’Ungheria
7 gennaio 20115The Economist Londra -
Editoriale
Un pulpito scomodo
7 gennaio 20111Presseurop -
6 gennaio 2011L'Hebdo Losanna
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Libertà di stampa
L’Ungheria non è sola
4 gennaio 20111Der Standard Vienna -
Ungheria
Imbavagliati ma non asserviti
3 gennaio 20114Népszabadság Budapest -
Ungheria
Coprifuoco sulla stampa
21 dicembre 2010PresseuropNépszabadság -
Libertà di stampa
L’Ocse lancia l’allarme
30 luglio 20101Presseuropeuobserver.com -
Italia
Il "bavaglio" si allenta
21 luglio 2010PresseuropLa Repubblica -
19 marzo 2010PresseuropPostimees
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Gran Bretagna
Più libertà alla stampa, ma non troppa
24 febbraio 2010PresseuropThe Guardian -
Informazione
L’isola felice della libertà di stampa
18 febbraio 20101Adevărul Bucarest -
Libertà di stampa
I giornali britannici sotto pressione
4 gennaio 20101Der Spiegel Amburgo -
3 gennaio 2010Süddeutsche Zeitung Monaco
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Slovacchia
Tempi duri per la libertà di stampa
16 novembre 20091De Volkskrant Amsterdam -
9 ottobre 2009PresseuropEl Periódico de Catalunya
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2 ottobre 2009PresseuropLa Repubblica
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Italia
L'Osce richiama Berlusconi
21 settembre 2009PresseuropCorriere della Sera
Il ministro della difesa slovacco aveva intrapreso una lotta all'ultimo sangue contro la corruzione. Ma il suo zelo gli è stato fatale: le intercettazioni telefoniche da lui ordinate gli sono costate la poltrona.
La controversa legge sui media voluta dal premier ungherese Viktor Orbán è in vigore da luglio. Un mese dopo, i suoi risultati sono evidenti: licenziamenti in massa dei giornalisti critici e accuse al capo del governo di voler obbligare i media pubblici ad allinearsi con una politica sempre più autoritaria.
La legge sui media non è che l'ultimo capitolo di un'interminabile faida tra liberali e conservatori. A vent'anni dalla caduta del comunismo, la società ungherese non è ancora riuscita ad avviare un confronto equilibrato tra i due campi.
Con il suo atteggiamento di sfida all'Europa, il governo cerca di appoggiarsi alla tradizione ribelle degli ungheresi. Ma i tempi sono cambiati, e il suo piano potrebbe ripercuotersi sulla presidenza di turno dell'Ue.
Budapest inizia il suo semestre alla guida dell'Unione tra le critiche per la legge sui media e le derive autoritarie del premier Viktor Orbán. È il momento di fare pressione per riportare il suo governo alla ragione, dato che Bruxelles non ha altri strumenti per tutelare la democrazia.
Dopo la recente adozione della "legge bavaglio" sui mezzi di comunicazione, Budapest è additata come la pecora nera dell'Europa liberale. In realtà la svolta autoritaria del governo Orbán ha avuto predecessori eccellenti, anche tra chi ora lo critica.
Il 1° gennaio Budapest ha assunto la presidenza dell'Ue e adottato la nuova legge sui media. La stampa indipendente e il resto d'Europa temono che sia l'inizio di una escalation autoritaria.
Raccogliere le leggi più favorevoli ai media e proteggere i giornalisti di tutto il mondo dai processi per diffamazione: sostenuta da diversi deputati islandesi, l'idea lanciata dal sito WikiLeaks si sta facendo strada.
La vita dei giornalisti slovacchi non è facile. Ma anche se il governo populista cerca di imbavagliarla con leggi e denunce, la stampa riesce comunque a fare luce su numerosi scandali.