Lavoro
-
Germania: Record di immigrati per la locomotiva d’Europa
8 maggio 201313913PresseuropFrankfurter Allgemeine Zeitung, El País, Il Manifesto, Mediapart -
Spagna: “Bisogna fare qualcosa subito”
26 aprile 2013847PresseuropCinco Días -
Spagna: Un altro record
25 aprile 201369 Diario Siglo XXI Valencia -
Romania-Regno Unito: Il grande malinteso
23 aprile 2013624PresseuropDilema Veche, Gandul, Bbc News -
Germania: L’era delle pensioni flessibili
18 aprile 20136711PresseuropDie Tageszeitung -
Unione europea: Il mostro
15 aprile 20131211 I Kathimerini Atene -
Francia: “Centomila impieghi distrutti in Francia in un solo anno”
14 marzo 20136011PresseuropLes Echos -
Belgio: Rullo compressore
1 marzo 201338 La Libre Belgique Bruxelles -
Germania: Amazon dà lavoro ai neonazisti
18 febbraio 20131346PresseuropWelt am Sonntag, Süddeutsche Zeitung -
Portogallo: “16,9% – La disoccupazione sale e gli imprenditori annunciano altri tagli”
14 febbraio 20131103PresseuropDiário económico -
Immigrazione: “La Germania? No, grazie”
5 febbraio 2013519PresseuropDie Tageszeitung -
Lavoro: “La Svezia seduce”
23 gennaio 2013538PresseuropSvenska Dagbladet -
Lavoro: La generazione perduta non esiste
21 gennaio 201324628 Dziennik Gazeta Prawna Varsavia -
Lavoro: Divisi contro la disoccupazione
15 gennaio 201315649 Alternatives économiques Parigi -
Aviazione: I piloti contro la riforma degli orari
7 gennaio 2013643PresseuropDe Standaard -
Unione europea: Bruxelles assume, ottima retribuzione
4 gennaio 20134022PresseuropDie Welt -
Paesi Bassi: Il sito anti-immigrati di Wilders ha fatto fiasco
17 dicembre 2012691PresseuropNRC Handelsblad -
Belgio: Come un francese a Bruxelles
18 ottobre 20122156 Slate.fr Parigi -
Francia: Il mercato del lavoro si apre ai bulgari e ai romeni
23 agosto 20122835PresseuropLe Monde -
Occupazione: Il lavoro del futuro
3 maggio 201252 Le Vif/L’Express Bruxelles -
Spagna: Sovranità
29 marzo 2012121 La Vanguardia Barcellona -
Italia: Il ritorno dell’ombrello
23 marzo 2012153 La Repubblica Roma -
Germania: Il mito dello sgobbone tedesco
21 marzo 201235350 The Guardian Londra -
Spagna: Nostalgia dei mille euro
13 marzo 20125216 El País Madrid -
Povertà: C’era una volta la classe media
1 febbraio 201285114 El País Madrid -
Paesi Bassi: Mamma ho fondato un’azienda
17 gennaio 2012395 De Groene Amsterdammer Amsterdam -
Germania: La crisi apre le porte all’immigrazione
23 dicembre 2011754PresseuropHandelsblatt -
Lituania: I medici migrano a nord
20 dicembre 20111061 Lietuvos Rytas Vilnius -
Islanda: Reykjavik apre a romeni e bulgari
10 novembre 2011583PresseuropTimpul -
Lavoro: Il mercato unico è ancora un sogno
19 ottobre 201112916 De Volkskrant Amsterdam -
Migrazioni: Un’Europa in movimento
14 ottobre 20112223 Adevărul Bucarest -
Italia: La Fiat se ne va
4 ottobre 2011232PresseuropPresseurop -
Giovani: Un continente sempre più precario
15 settembre 20119664 Polityka Varsavia -
America latina: Il ritorno degli spagnoli
24 giugno 20112222 El País Madrid -
Polonia: Chi ha bisogno dei giovani?
7 giugno 20111983 The Guardian Londra -
Spazio Schengen: La strategia del riccio
13 maggio 20112255 Die Presse Vienna -
Romania: Guerra al lavoro nero
9 maggio 2011PresseuropEvenimentul Zilei -
Germania: Allora, questa invasione?
29 aprile 20111571 Frankfurter Allgemeine Zeitung Francoforte -
Polonia: La grande fuga della generazione perduta
29 aprile 20111262 Wprost Varsavia -
Polonia: E ora tutti in Germania
5 aprile 2011944 Polityka Varsavia -
Romania: Chi ha paura del nuovo codice del lavoro?
17 marzo 20111PresseuropGandul -
Portogallo: La scure si abbatte sugli stagisti
1 marzo 2011Presseuropi -
Bulgaria: La disoccupazione non si ferma più
2 febbraio 2011PresseuropDnevnik -
Spagna: Accordo con i sindacati sulle pensioni
28 gennaio 20111PresseuropABC -
Germania-Spagna: Un incontro di lavoro
24 gennaio 20111182 La Vanguardia Barcellona -
Spagna: La disoccupazione tocca un nuovo record
5 gennaio 2011PresseuropABC -
Francia-Germania: Il match della competitività
4 gennaio 2011PresseuropLa Tribune -
Belgio-Bulgaria: Malinteso e polemica sui rom
6 dicembre 201011PresseuropDe Morgen -
Germania: Via le barriere alla manodopera straniera
2 dicembre 20101PresseuropHandelsblatt -
Portogallo: Sono i migliori che se ne vanno
25 novembre 2010431 Público Lisbona
- 1 di 2
- next
In tutta Europa è allarme per l’aumento della disoccupazione giovanile. In realtà è solo la prima fase di un riassestamento del mercato del lavoro che ristabilirà la competitività e l’equilibrio sociale del vecchio continente.
L’11,8 per cento dei cittadini dell’eurozona non ha un impiego, l’ennesimo record negativo dall’inizio della crisi. Ma i paesi europei non sembrano disposti ad armonizzare le proprie politiche per far fronte all’emergenza.
Non solo i miliardari si trasferiscono in Belgio: sempre più giovani laureati varcano il confine attratti da un mercato del lavoro meno affollato, dai bassi prezzi degli affitti e dalle migliori condizioni di vita.
Nel Regno Unito la Germania è ancora considerata la patria del lavoro a oltranza. Ma i dati mostrano una realtà completamente diversa.
Prima della crisi la “generazione mille euro” si lamentava per il precariato e la mancanza di opportunità di carriera per i giovani. Oggi quelle condizioni sembrano irraggiungibili ai milioni di disoccupati under 30, e il futuro non promette niente di buono.
L'aumento della disoccupazione sta spingendo ai margini della società milioni di cittadini che non avevano mai conosciuto problemi economici, cambiando la nostra idea della povertà.
Sviluppano applicazioni per gli smartphone, commerciano in prodotti bio o assicurano supporto scolastico agli studenti: sempre più adolescenti diventano imprenditori, anche grazie a una fondazione specializzata.
Colpiti duramente dalla crisi, dottori e infermieri vanno a cercare lavoro nei paesi scandinavi, soprattutto in Norvegia. Non si tratta di un esodo definitivo, ma di un continuo andirivieni tra Oslo e Vilnius.
Nonostante la crisi e la disoccupazione, nei paesi mediterranei l'emigrazione verso il resto d'Europa è ancora limitata. Colpa della scarsa apertura del mercato, che perpetua gli squilibri e preclude enormi potenzialità di sviluppo.
La crisi ha rivoluzionato le vecchie tendenze migratorie e i rapporti tra paesi di partenza e di arrivo. I cittadini dell'Europa mediterranea tornano a fare le valigie, mentre quelli dell'est prendono il loro posto.
La crisi sta accelerando la moltiplicazione dei lavoratori a tempo determinato e part-time. Una fascia sociale emarginata, che vive sulla soglia della povertà e favorisce l'ascesa dei movimenti xenofobi e antidemocratici.
Di fronte all'altissimo tasso di disoccupazione e alla mancanza di prospettive in patria, molti giovani spagnoli cercano fortuna nelle ex colonie in pieno boom economico.
Nonostante il boom economico, lo stato polacco non è ancora riuscito a risolvere le carenze dell'assistenza sociale e bilanciare gli squilibri di un mercato del lavoro ostile ai neolaureati. Che emigrano in massa nell'indifferenza generale.
Con la reintroduzione dei controlli alle frontiere, decisa il 12 maggio dai ministri dell'interno europei per alcune circostanze speciali, l'Ue manifesta una preoccupante tendenza a chiudersi in se stessa. Se i Ventisette non invertiranno la rotta, l'Europa unita è destinata a sparire.
Il 1 maggio cadono le barriere all'ingresso dei lavoratori dell'Europa centro-orientale nel mercato del lavoro tedesco. Ma aprire le porte non basterà ad attrarre la manodopera necessaria.
Alla vigilia dell'apertura del mercato del lavoro di Germania e Austria ai lavoratori dell'Europa centrale e orientale, gli esperti temono un nuovo esodo. Ma per le autorità è un modo come un altro di affrontare la disoccupazione.
Il 1 maggio Berlino abolirà il sistema di quote che limita l'accesso dei lavoratori dai paesi dell'est. Molti temono un'ondata incontrollabile, ma l'economia tedesca ha bisogno di forze nuove.
Da una parte l'economia tedesca, in espansione ma a corto di manodopera qualificata. Dall'altra le migliaia di laureati spagnoli senza impiego né prospettive. Sembra un matrimonio perfetto, ma le cose potrebbero non andare così lisce.
Tra i portoghesi che hanno manifestato contro le misure di austerity del governo ci sono moltissimi giovani laureati. Stretti tra precarietà e disoccupazione, per molti di loro l'unica via d'uscita è l'emigrazione. Una fuga di cervelli che rischia di costare cara a un paese già arretrato.