Giovani
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Paesi Bassi
Mamma ho fondato un’azienda
17 gennaio 2012De Groene Amsterdammer Amsterdam -
Regno Unito
Le rivolte di agosto “colpa della polizia”
5 dicembre 20111PresseuropThe Guardian -
15 settembre 20114Polityka Varsavia
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26 agosto 20112Der Spiegel Amburgo
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Giovani
La violenza dei viziati
25 agosto 201110Die Welt Berlino -
Rivolte sociali
I banchieri della strada
11 agosto 20115Der Standard Vienna -
4 luglio 20111PresseuropEvenimentul Zilei
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27 giugno 2011PresseuropPolitiken
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America latina
Il ritorno degli spagnoli
24 giugno 20112El País Madrid -
13 giugno 2011PresseuropABC
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Polonia
Chi ha bisogno dei giovani?
7 giugno 20113The Guardian Londra -
26 maggio 20111PresseuropTa Nea
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24 maggio 20115Politiken Copenhagen
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24 maggio 2011Le Temps Ginevra
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18 maggio 20113PresseuropCorriere della Sera
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16 maggio 2011PresseuropEl País
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29 aprile 20112Wprost Varsavia
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27 aprile 20113El País Madrid
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15 marzo 2011Kathimerini Atene
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Bulgaria
Il ritorno del figliol prodigo
3 marzo 20111Tema Sofia -
Portogallo
I giovani non vedono futuro
14 febbraio 20112Público Lisbona -
Editoriale
La lezione della Tunisia
21 gennaio 20111Presseurop -
Portogallo
Sono i migliori che se ne vanno
25 novembre 2010Público Lisbona -
Demografia
Sangue nuovo per l’Europa
6 agosto 20102La Stampa Torino -
Portogallo
Una generazione a rischio
20 gennaio 20101Público Lisbona -
Repubblica Ceca
I giovani si appropriano della democrazia
30 novembre 2009Respekt Praga -
Sociologia
Varcando la linea d'ombra
30 ottobre 2009Cafébabel.com Parigi -
Turismo
Sole, mare, alcol
20 luglio 2009Der Spiegel Amburgo -
Precariato
Grecia, il futuro è dei curati-camerieri
20 luglio 2009PresseuropTa Nea -
Crisi economica
Lasciando la Spagna
10 luglio 2009Cafébabel.com Parigi -
Germania
I figli della crisi
15 giugno 2009PresseuropDer Spiegel
Sviluppano applicazioni per gli smartphone, commerciano in prodotti bio o assicurano supporto scolastico agli studenti: sempre più adolescenti diventano imprenditori, anche grazie a una fondazione specializzata.
La crisi sta accelerando la moltiplicazione dei lavoratori a tempo determinato e part-time. Una fascia sociale emarginata, che vive sulla soglia della povertà e favorisce l'ascesa dei movimenti xenofobi e antidemocratici.
Ad Amburgo e Berlino quest'anno sono già state incendiate centinaia di vetture. Se un tempo il fenomeno sembrava una forma di lotta sociale, oggi i bersagli sono sempre più indiscriminati.
In tutta Europa si moltiplicano i movimenti di protesta giovanili. A Londra gli emarginati hanno seminato la devastazione. Le nuove generazioni non vogliono rendersi conto che i tempi sono cambiati.
L’Europa salva le piazze finanziarie ma non i giovani. Tre diritti fondamentali come istruzione, lavoro e casa restano loro preclusi. Allora si ribellano, ispirandosi al modello dei più grandi: arraffa quel che puoi e scappa.
Di fronte all'altissimo tasso di disoccupazione e alla mancanza di prospettive in patria, molti giovani spagnoli cercano fortuna nelle ex colonie in pieno boom economico.
Nonostante il boom economico, lo stato polacco non è ancora riuscito a risolvere le carenze dell'assistenza sociale e bilanciare gli squilibri di un mercato del lavoro ostile ai neolaureati. Che emigrano in massa nell'indifferenza generale.
Esasperati dalla crisi, gli spagnoli hanno punito il governo alle amministrative e dato vita a grandi manifestazioni di protesta. I veri responsabili dello stallo del paese però non sono a Madrid, ma a Bruxelles e Berlino.
Alla vigilia dell'apertura del mercato del lavoro di Germania e Austria ai lavoratori dell'Europa centrale e orientale, gli esperti temono un nuovo esodo. Ma per le autorità è un modo come un altro di affrontare la disoccupazione.
Disoccupazione, precariato, nessuna garanzia per il futuro: la gioventù spagnola è stata colpita in pieno dalla crisi economica, eppure non dà segni di protesta. In un paese privo di tradizione politica, l'apatia è l'unica risposta.
Nonostante la ridiscussione dei termini del bailout, i greci sono sempre più pessimisti sul futuro. Per uscire dallo stallo servono le forze delle nuove generazioni, attualmente vittime dell'immobilismo della società.
La fuga dei cervelli è un problema molto sentito in Bulgaria. Ma come dimostra l'esperienza di un'associazione di giovani, oggi un periodo all'estero può essere un trampolino per il successo in patria.
Mentre i "baby boomers" continuano a difendere i propri "diritti acquisiti", i loro figli non hanno prospettive e devono accontentarsi di condizioni sempre più precarie. Senza un'apertura generazionale il paese rischia la frattura.
Tra i portoghesi che hanno manifestato contro le misure di austerity del governo ci sono moltissimi giovani laureati. Stretti tra precarietà e disoccupazione, per molti di loro l'unica via d'uscita è l'emigrazione. Una fuga di cervelli che rischia di costare cara a un paese già arretrato.
L'invecchiamento della popolazione europea non comporta solo l'aumento delle pensioni, ma anche la diminuzione dei giovani motivati e competenti che servono a mandare avanti l'economia. Per questo bisogna creare le condizioni per attrarre più forze fresche.
In Gran Bretagna la chiamano "generazione perduta" – i giovani tra 16 e 25 anni che entrano in un mercato del lavoro devastato dalla crisi e incontrano enormi difficoltà a trovare un impiego. Ma anche in Portogallo il problema si aggrava, avverte Público.
Come si vive l’ingresso nel mondo del lavoro in Europa? La sociologa Cécile Van de Velde, maître de conférences all’Ecole des hautes études en sciences sociales (Ehess) di Paris, ha studiato questo passaggio tra l’università e il lavoro, in Spagna, Francia, Regno Unito e Danimarca.
Ogni anno decine di migliaia di diplomati tedeschi partono per festeggiare la fine della scuola sulle spiagge dell'Europa meridionale. Una manna e una maledizione per le città che ospitano questi soggiorni iperalcolici. Reportage dalla Costa Brava spagnola.
Il tasso di disoccupazione giovanile della Spagna, giunto al 35.4%, è uno dei più alti dell'Unione Europea. Tre spagnoli su dieci, tra quelli con meno di venticinque anni, non hanno un lavoro. Molti di loro hanno deciso di lasciare il loro paese per cercare fortuna all'estero.