FMI
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Eurozona: Il mostro a tre teste
22 maggio 2013367 Le Monde Parigi -
Grecia: Gli errori dell’Fmi
25 aprile 201315529 I Kathimerini Atene -
Eurozona: “L’Fmi lancia l’allarme per il fallimento europeo di fronte alla crisi”
15 aprile 201320723PresseuropEl País -
Economia: La troika si spacca sull’austerity
29 gennaio 201313413PresseuropFrankfurter Rundschau -
Economia: San Precario, patrono d’Europa
15 gennaio 201385817 NRC Handelsblad Amsterdam -
Spagna: L’Fmi chiede clemenza per Madrid
12 ottobre 201214719PresseuropEl País -
Grecia: Abbiamo la fiamma
6 agosto 201227 To Ethnos Atene -
Grecia: La colpa è di Atene
31 maggio 201216337 Coulisses de Bruxelles Bruxelles -
Euro: La trappola greca
24 gennaio 201210814 Süddeutsche Zeitung Monaco -
Grecia: Aiuti europei
23 gennaio 201240 Kommersant Mosca -
Editoriale: Il prezzo del rigore
20 gennaio 2012432Presseurop -
Ungheria: Orbán verso il capolinea
20 gennaio 20121049 Respekt Praga -
Ungheria: Tocca all’Ue raddrizzare Budapest
4 gennaio 201226439 Le Monde Parigi -
Ungheria: Con Viktor Orbán ce la vediamo noi
3 gennaio 20121999 Heti Világgazdaság Budapest -
Crisi dell’euro: Londra dice no anche all’Fmi
20 dicembre 2011414PresseuropPresseurop -
Ungheria: Ue e Fmi sbattono la porta
19 dicembre 201147PresseuropNépszabadság -
Ungheria: Un’offerta che non si può rifiutare
25 novembre 201119827 Magyar Nemzet Budapest -
Ungheria: O l’Fmi o Viktor Orbán
17 novembre 2011741PresseuropHírszerzö -
Debito: Legami familiari
6 settembre 201128 Het Parool Amsterdam -
Grecia: Sul filo del rasoio
6 settembre 201110813 To Ethnos Atene -
Somalia: Carestia: cosa può fare l’Europa
16 agosto 20111543 ABC Madrid -
Grecia: Il voto più delicato
29 giugno 2011201 Eleftherotypia Atene -
Idee: Verso un’Unione sovrana
27 giugno 20111239 Dziennik Gazeta Prawna Varsavia -
Editoriale: Fuori due
7 giugno 201123Presseurop -
Portogallo: Il Psd vince, l’Fmi governa
6 giugno 2011932 Público Lisbona -
Grecia: Salvataggio?
3 giugno 201139 Le Vif/L’Express Bruxelles -
Opinioni: Diamo una scossa all’Europa
2 giugno 20111966 Hospodářské noviny Praga -
Portogallo: A fondo con la Grecia
27 maggio 201149PresseuropJornal de Negócios -
Crisi economica: Cinque giorni di fuoco
23 maggio 2011PresseuropLa Tribune -
Editoriale: Tenere duro
20 maggio 201115Presseurop -
Economia: L’Fmi deve restare europeo
20 maggio 2011694 Le Figaro Parigi -
Dominique Strauss-Kahn: A fondo
19 maggio 201118 De Volkskrant Amsterdam -
Crisi del debito: Ultimo avvertimento per Atene
19 maggio 2011PresseuropFinancial Times Deutschland, Financial Times Deutschland -
Scandalo Strauss-Kahn: L’etica torna di moda?
18 maggio 2011PresseuropLa Croix -
Irlanda: Verso la bancarotta
17 maggio 20112254 The Irish Times Dublino -
Portogallo: Bailout sì, ma dopo le elezioni
17 maggio 2011Presseuropi -
Dominique Strauss-Kahn: Porcelli
16 maggio 201138 La Vanguardia Barcellona -
Dominique Strauss-Kahn: Addio al regista della crisi
16 maggio 2011213 La Repubblica Roma -
Francia: Il campione della “gauche” cede ai suoi demoni
16 maggio 2011255PresseuropPresseurop -
Grecia: Senza Strauss-Kahn Atene è più sola
16 maggio 2011882 Eleftherotypia Atene -
Grecia: Basta con l’accanimento terapeutico
11 maggio 20111PresseuropHandelsblatt -
Crisi del debito: Il salvataggio inutile
5 maggio 201150 Der Standard Vienna -
Portogallo: Tre miliardi sulle spalle dei cittadini
5 maggio 2011Presseuropi -
Portogallo: Un anno da vivere austeramente
4 maggio 2011302 Jornal de Negócios Lisbona -
Portogallo: Vivere con il Fmi
29 aprile 20111PresseuropJornal de Negócios -
Grecia: “Debtocracy”, processo alla crisi
26 aprile 20114151 To Vima Atene -
Portogallo: Un paese ai raggi x
20 aprile 2011Presseuropi -
Grecia: Un paese a rotoli
18 aprile 20111131 To Vima Atene -
Portogallo: Il Fmi vede nero dopo il bailout
12 aprile 2011PresseuropPúblico -
Portogallo: Un’offerta che non si può rifiutare
8 aprile 20112461 The Guardian Londra
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La troika formata da Fmi, Banca mondiale e Commissione europea gestisce la crisi dell’eurozona da più di tre anni. Ma i conflitti tra differenti metodi e priorità sono sempre più profondi.
Il 23 aprile 2010 George Papandreou chiese aiuto al Fondo per salvare il paese dal fallimento. Tre anni dopo gli errori di valutazione e le pressioni politiche che ne hanno condizionato l’intervento continuano a pesare sul risanamento.
I greci non sono gli unici in Europa a dover fare i conti con l’austerity, ma si sentono vittime di un complotto tedesco. Dopo anni di aiuti sprecati l’Ue deve costringerli a mettere finalmente mano alle riforme.
Ad Atene la guerra di nervi fra il governo e i creditori privati entra nella fase finale. Per ricevere i suoi 130 miliardi di aiuti, la Grecia deve fornire la prova delle sue riforme. Ma la buona volontà non basta.
Oltre alle pressioni dell'Unione europea, il governo ungherese deve fronteggiare anche una situazione economica in rapido peggioramento. Neanche la sua ampia maggioranza parlamentare potrebbe bastare a salvarlo.
Di fronte alla deriva autoritaria e nazionalista del governo di Viktor Orbán l’Europa non può rimanere indifferente. Una comunità di valori democratici condivisi ha l’obbligo di intervenire per tutelarli.
L’opposizione alle riforme del governo conservatore continua a crescere. Ma gli ungheresi devono diffidare della sponda offerta dall’occidente, che strumentalizza le critiche per imporre le proprie ricette. Serve un’alternativa che rispetti la sovranità.
Dopo aver respinto l'intervento del Fondo monetario internazionale, il governo ungherese ha dovuto fare marcia indietro in seguito a una serie di attacchi speculativi. Ancora una volta la finanza ha avuto la meglio sulla politica.
Le speranze che il piano di rigore imposto ad Atene con il bailout del 21 luglio scorso rimettesse in sesto le finanze del paese si stanno rivelando vane. Il governo è impotente, e lo stesso sentimento si diffonde tra i cittadini.
Il tempo delle belle parole è finito: la situazione nel corno d'Africa è drammatica. L'Unione europea deve intervenire e aiutare un paese martoriato da decenni di guerre civili.
Tra il 29 e il 30 giugno il parlamento greco è chiamato ad approvare il piano di austerità chiesto dall'Fmi e dall'Ue. La tensione nel paese è altissima: una situazione senza precedenti da quando in Grecia è tornata la democrazia, scrive Eleftherotypia
L'accelerazione dell'integrazione europea durante la crisi costituisce il primo passo verso nuovi trasferimenti di sovranità nazionale in favore dell'Ue. E forse verso la nascita di un governo economico comune, osserva il giornalista di Dziennik Gazeta Prawna Andrzej Talaga
L'opposizione conservatrice ha conquistato la maggioranza assoluta alle elezioni del 5 giugno, ma non potrà fare altro che mettere in atto il programma di austerity che è costato il posto a José Socrates.
La crisi del debito non è un problema dei singoli stati, ma il sintomo che l'intero sistema è arrivato a una contraddizione insanabile. Schemi e concetti precedenti alla globalizzazione non bastano più: la scelta è tra una soluzione collettiva o una rovina generale.
Con l'eurozona a rischio di collasso, l'Europa non può rinunciare alla direzione del Fondo monetario internazionale a beneficio dei paesi emergenti. Christine Lagarde è il candidato più qualificato per succedere a Dominique Strauss-Kahn.
Il bailout di Ue e Fmi non serviva a salvare il paese, ma a lanciare un avvertimento alla Spagna. Entro il 2014 il debito del governo irlandese avrà raggiunto i 250 miliardi di euro, e a quel punto il default sarà inevitabile.
L'arresto del direttore dell'Fmi priva l'Europa di un alleato chiave sulla scena internazionale, che aveva costruito la sua immagine sulla svolta interventista impressa a un organismo considerato il bastione del neoliberismo.
Mentre il governo si appresta a negoziare un nuovo prestito per uscire dalla crisi, l'assenza di Dominique Strauss-Kahn dall'Fmi suscita inquietudine, perché il direttore era tra quelli che avevano capito meglio il problema greco.
A differenza di Grecia e Irlanda, i problemi del Portogallo dipendono quasi tutti dall'adozione dell'euro. Applicare la stessa disastrosa ricetta di austerity non servirà: bisogna ripensare l'intero sistema.
Il governo è riuscito a ottenere tempo e clemenza dalla missione di Fmi, Bce e Ue. Ma ora il paese dovrà dimostrarsi degno della fiducia e rimboccarsi le maniche per uscire dalla crisi del debito.
Un documentario prodotto e diffuso tramite internet cerca di capire come è stato accumulato l'enorme debito pubblico del paese e punta il dito contro i responsabili. Dopo il suo inaspettato successo, il dibattito è esploso.
Il governo di Atene sembra orientato verso la ristrutturazione del debito pubblico, nonostante la reazione di Ue e Fmi potrebbe essere molto dura. Intanto la coesione sociale diminuisce a vista d'occhio.
Ieri greci e irlandesi, oggi i portoghesi: i cittadini dei paesi europei oggetto degli interventi di Ue e Fmi scoprono a loro spese di aver accettato un abbraccio mortale.