Ex Jugoslavia
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Calcio: Due partite ad alta tensione
22 marzo 2013303PresseuropNépszabadság, Jutarnji List -
Banche: “La Croazia e la Slovenia vicine a una soluzione del contenzioso bancario”
31 gennaio 201320PresseuropNovi List -
Balcani: L’Aia riaccende l’odio tra Serbia e Croazia
3 dicembre 20121835 Tygodnik Powszechny Cracovia -
Croazia: Il proscioglimento di Gotovina e Markač riapre le ferite
19 novembre 2012572PresseuropNovi List, Jutarnji List, Poslovni Dnevnik & altri 2 -
Balcani: I moschettieri della nuova Serbia
6 marzo 2012852 Le Figaro Parigi -
Croazia: Un sì poco convinto
23 gennaio 2012992PresseuropNovi List, Slobodna Dalmacija, Jutarnji List -
Croazia: È ora di buttarsi
20 gennaio 201214715 Tportal Zagabria -
Unione europea: Finiremo come la Jugoslavia?
5 gennaio 201237167 Politika Belgrado -
Bosnia-Erzegovina: Sette rappresentanti e un pantano
10 agosto 2011262 Mladá Fronta DNES Praga -
Serbia: Mladic finalmente all'Aia
1 giugno 20111PresseuropNezavisne Novine -
Ex Jugoslavia: L’arresto di Mladic non lava la vergogna
27 maggio 20111071 Presseurop -
Serbia: Dopo Mladic, un nuovo inizio
27 maggio 201172 Nacional Zagreb -
Editoriale: Balkans blues
27 maggio 2011341Presseurop -
Personaggi: Paolo Rumiz, anima senza frontiere
22 aprile 20111491 Le Figaro Parigi -
Balcani: La Croazia fa i conti con la storia
20 aprile 2011563 Novi List Rijeka -
Srebrenica: Belgrado si scusa, l’Onu resta impunita
1 aprile 2010PresseuropTimpul -
Serbia: Viaggio nel paese della cuccagna
1 febbraio 2010Politika Belgrado -
Visioni d'Europa (3): L'Europa nel 2034
1 gennaio 201033 Fokus Stoccolma -
Polemica: Islanda e Balcani, due pesi e due misure?
31 luglio 20092 El País Madrid -
Crimini di Guerra: Karadzic, da boia a santone
27 luglio 2009PresseuropThe New York Times
L'assoluzione dei generali croati Gotovina e Markač dall'accusa di crimini di guerra durante ha riacceso il dibattito sulle responsabilità del conflitto degli anni novanta, mettendo a rischio la riconciliazione.
Secondo la stampa croata il proscioglimento dei generali Gotovina e Markač da parte del Tribunale penale internazionale per la ex Jugoslavia ha salvato l'onore del paese ma non risolve i dubbi sul passato recente. In Serbia invece la notizia è stata accolta molto male.
Dimenticare gli anni di Milošević ed entrare nell'Ue: è la missione di Vuk Jeremić, Božidar Đelić e Borislav Stefanović, tre giovani politici emergenti cresciuti all'ombra di Boris Tadić.
Il 22 gennaio i croati hanno votato a favore della ratifica del trattato di adesione all’Unione. Bruxelles può tirare un sospiro di sollievo, ma il tasso di astensione record desta più di una preoccupazione, commenta la stampa croata.
Il 22 gennaio i croati votano il referendum sull'adesione all'Unione europea. Di fronte alla crisi dell'euro dubbi e retaggi nazionalistici tornano a farsi sentire.
Visti da Belgrado, i problemi che attanagliano l'Ue assomigliano sinistramente a quelli che hanno innescato la dissoluzione della federazione creata da Tito. Come nei Balcani degli anni ottanta, gli squilibri interni e il deficit democratico stanno portando a una paralisi istituzionale.
Sedici anni dopo la fine della guerra, la Bosnia rimane uno stato diviso e sotto tutela internazionale. L'Alto rappresentante, che attualmente ricopre anche la carica di rappresentante speciale dell'Ue, svolge un ruolo essenziale nella gestione del paese. Ma la strada per l'Europa è ancora lunga.
Se complessivamente la stampa europea ha accolto con soddisfazione l’arresto di Ratko Mladić, le reazioni differiscono in base al coinvolgimento dei vari paesi nel conflitto in ex Jugoslavia.
Con l'arresto del responsabile delle atrocità di Srebrenica e Sarajevo, Belgrado ha voltato una pagina oscura della sua storia. Ma la strada verso la normalità è ancora lunga e passa anche per il Kosovo.
Viaggiatore, scrittore e giornalista. Italiano, tedesco e anche un po' slavo. Ha attraversato gli sconvolgimenti dell'Europa e li ha immortalati nei suoi personalissimi racconti.
Il 15 aprile Ante Gotovina è stato condannato per i crimini di guerra compiuti durante il conflitto degli anni novanta. Nonostante le reazioni indignate, il verdetto aiuta a fare chiarezza su un periodo controverso.
Dal 19 dicembre i serbi non hanno più bisogno del visto per recarsi nei paesi dell'Unione. Le impressioni di alcuni di loro dopo il primo viaggio in un mondo finora solo sognato.
Il saggista svedese Kjell Albin Abrahamsson immagina che tra 25 anni tutti i paesi europei saranno entrati nell'Unione - tranne la Turchia. Dotata di una politica energetica comune e di un'unica voce, l'Ue potrà finalmente giocare un ruolo di primo piano nella diplomazia internazionale.
L'entusiasmo con cui i Ventisette hanno accolto la domanda di adesione di Reykjavik contrasta con la prudenza – se non ostilità – con cui guardano alle repubbliche ex jugoslave e alla Turchia. L'Unione non si può permettere di privilegiare certi candidati a scapito di altri.