Euroscetticismo
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Regno Unito
Scontro Cameron-Clegg sul no all’Europa
13 dicembre 20113PresseuropThe Independent -
Regno Unito
Come le isole Cayman, ma senza il sole
12 dicembre 201117The Independent Londra -
Consiglio europeo
Il Regno Unito torna all’isolamento
9 dicembre 20118PresseuropThe Guardian -
Rassegna stampa
L’onda euroscettica travolge Cameron
25 ottobre 20116Presseurop -
Politica
Sulle spalle dei nani
10 ottobre 20112De Volkskrant Amsterdam -
Democrazia
Bruxelles non ci sente
24 agosto 20116The New York Times New York -
Informazione
La banalità degli euroscettici
19 agosto 201116Die Zeit Amburgo -
Editoriale
Test democratico
22 aprile 20112Presseurop -
Regno Unito
La crociata degli euroscettici
25 novembre 20107PresseuropDaily Express -
Editoriale
Buon anno comunque
4 gennaio 2010Presseurop -
Visioni d'Europa (2)
Addio, Europa crudele
29 dicembre 20097The Daily Telegraph Londra -
Post 1989
Unione o conformismo?
11 novembre 20093The Observer Londra -
Gran Bretagna
Il bluff della sovranità
6 novembre 2009The Guardian Londra -
Dopo Lisbona
La Gran Bretagna "castrata" dai Tories
5 novembre 2009PresseuropThe Guardian -
7 ottobre 2009
Obbedendo alle richieste della City di Londra, David Cameron ha cercato di fare del Regno Unito un paradiso fiscale all'interno dell'Ue. Dopo l'ovvio rifiuto da parte del resto d'Europa, il paese ha perso la possibilità di dire la sua sulla futura gestione politica ed economica dell'Unione.
Il 24 ottobre il parlamento britannico ha respinto una mozione che chiedeva un referendum sulla permanenza della Gran Bretagna nell’Unione europea. Il voto ha spaccato in due il partito conservatore del primo ministro. La stampa britannica, anch’essa con opinioni molto diverse sull’argomento, ammette che le relazioni tra Londra e l’Europa non saranno più le stesse
I leader europei di oggi sono spesso sottoposti a paragoni inclementi con i loro predecessori. Ma sono i tempi a essere cambiati: la politica conta meno e lo spazio di manovra è azzerato dalle divisioni.
Su una cosa gli euroscettici hanno ragione: l'Ue non ascolta i suoi cittadini. La risposta alla crisi dell'euro non fa che confermare la tendenza a prendere tutte le decisioni a porte chiuse e a renderne conto soltanto alle elite dei tencocrati.
Perché ogni articolo a favore dell'Europa suscita una valanga di commenti infuriati? Per capirlo, un giornalista ha incontrato un lettore particolarmente arrabbiato.
Secondo Henry Porter dell'Observer, a vent'anni dalla caduta del muro le promesse implicite in quell'evento non sono state mantenute. Anche perché l'UE cerca sempre più di “standardizzare abitudini e comportamenti”.
Da anni gli euroscettici del Partito conservatore britannico ammoniscono che il trattato di Lisbona segna la fine della sovranità nazionale. Quando si tratta di alta finanza o di relazioni con gli Stati Uniti, però, sono sempre pronti a mettere da parte i timori, scrive Seuman Milne sul Guardian.