Energia
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Medio Oriente
La guerra all’Iran è già cominciata
26 gennaio 201211The New York Times New York -
Grecia
Un’iniezione di Germania
11 ottobre 20118Les Echos Parigi -
Editoriale
Dalla parte dei tecnocrati
2 settembre 20114Presseurop -
Energia
Una burocrazia poco illuminata
31 agosto 201113Dagens Nyheter Stoccolma -
23 maggio 20116Polityka Varsavia
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Editoriale
La politica estera Ue a secco
25 marzo 20111Presseurop -
8 marzo 20111PresseuropBild
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Spagna
I più illuminati d’Europa
4 marzo 2011PresseuropEl Periódico de Catalunya -
Nord Africa
L'Europa deve preoccuparsi?
21 febbraio 20111El País Madrid -
Polonia-Germania
Berlino e Varsavia unite sull’energia
3 febbraio 2011PresseuropGazeta Wyborcza -
14 luglio 20101Frankfurter Rundschau Francoforte
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Visioni d'Europa (3)
L'Europa nel 2034
1 gennaio 2010Fokus Stoccolma -
Ue-Russia
Mosca cerca amici in Europa
27 novembre 2009Presseurop -
Repubblica Ceca
Scintille sul mercato dell'elettricità
25 novembre 2009PresseuropLidové noviny -
6 novembre 2009PresseuropDagens Nyheter
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Energia
Verso una nuova crisi del gas
3 novembre 2009PresseuropLa Vanguardia -
Nucleare
Gdf-Suez umilia il governo belga
16 ottobre 2009PresseuropDe Morgen -
30 settembre 2009Die Zeit Amburgo
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Nord stream
I francesi soccorrono Gazprom
16 settembre 2009PresseuropDziennik Gazeta Prawna -
21 agosto 2009PresseuropTrouw
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South Stream
Berlusconi e la diplomazia degli abbracci
7 agosto 2009PresseuropCorriere della Sera -
17 luglio 2009PresseuropRzeczpospolita
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Concorrenza
La giustizia colpisce Eon e Gdf-Suez
9 luglio 2009PresseuropTrouw -
30 giugno 2009The Independent Londra
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Esteri
L'Iran imbarazza l'Europa
18 giugno 20091Presseurop -
3 giugno 2009PresseuropDer Standard
L'embargo imposto da Bruxelles sulle importazioni di petrolio iraniano è un duro colpo per Teheran. Le possibili reazioni della repubblica islamica sono varie, e un confronto militare non è da escludere.
Mentre continuano i negoziati con la troika e le proteste contro l'austerity, una delegazione tedesca è sbarcata ad Atene, portando investimenti e consulenze per dare una svolta teutonica a un'economia disastrata.
Dal primo settembre le lampadine superiori ai 40 watt non saranno più in commercio. Nei paesi del nord questa ennesima decisione presa dai funzionari di Bruxelles senza consultare i cittadini suscita diversi malumori.
In Svezia il business delle biomasse ricavate dalla spazzatura genera ingenti profitti. La materia prima è talmente ricercata che le imprese cominciano a rivolgersi all'estero a chi ne ha in abbondanza.
Terrorismo, immigrazione, economia: l’ondata di rivolte che sta sconvolgendo il mondo arabo presenta diverse incognite per gli interessi europei. Ma la maggior parte di queste preoccupazioni non sembra finora avere trovato fondamento.
La catastrofe ambientale nel golfo del Messico è una minaccia per l'intero pianeta. Per cambiare il nostro modello di sviluppo, dobbiamo riscoprire il sole e portare avanti una vera rivoluzione energetica, sostiene il sociologo tedesco Ulrich Beck.
Il saggista svedese Kjell Albin Abrahamsson immagina che tra 25 anni tutti i paesi europei saranno entrati nell'Unione – tranne la Turchia. Dotata di una politica energetica comune e di un'unica voce, l'Ue potrà finalmente giocare un ruolo di primo piano nella diplomazia internazionale.
Dopo le tensioni nate dal disfacimento dell’impero sovietico e nel periodo successivo all’11 settembre, tra Europa e Russia è giunta l’ora del riavvicinamento. Favorito dal relativo disinteresse degli Stati Uniti e dall’assenza di divergenze evidenti, si va costruendo con pragmatismo e spesso per iniziativa del Cremlino.
Per liberarsi dalla dipendenza dalla Russia, gli europei hanno bisogno della Turchia, dove passano gli oleodotti provenienti dal Medio Oriente. Ecco perché Die Zeit dubita che Bruxelles potrà tenere ancora a lungo Ankara lontano dall'Ue.
Nella periferia della città tedesca di Friburgo, un ex campo militare è stata trasformato in paradiso ecologico. Niente auto, abitazioni ecosostenibili e un profilo sociale omogeneo. L'Independent si chiede: è questa la società ideale?
Dopo una settimana di proteste contro la vittoria del presidente in carica Ahmadinejad alle elezioni in Iran, l'Unione europea indugia ancora su un basso profilo diplomatico. Secondo molti giornali, il motivo potrebbero essere gli interessi economici europei nella repubblica islamica.