Emigrazione
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Spagna
La crisi è anche demografica
17 gennaio 2012PresseuropEl Mundo -
Polonia
Gli emigrati non torneranno
6 gennaio 2012PresseuropTygodnik Powszechny -
Emigrazione
L’esodo dei greci in Australia
22 dicembre 201115The Guardian Londra -
19 ottobre 201116De Volkskrant Amsterdam
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Lavoro
È ora di muoversi
20 settembre 201112Dagens Nyheter Stoccolma -
Bulgaria
La stagione degli emigrati
20 luglio 20114E-vestnik Sofia -
29 aprile 20112Wprost Varsavia
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Estonia
Indietro non si torna
21 aprile 20112Eesti Päevaleht Tallinn -
Bulgaria
Il ritorno del figliol prodigo
3 marzo 20111Tema Sofia -
Germania-Spagna
Un incontro di lavoro
24 gennaio 20112La Vanguardia Barcellona -
Portogallo
Sono i migliori che se ne vanno
25 novembre 2010Público Lisbona -
Repubblica Ceca
La fuga dei dottori
2 novembre 2010PresseuropMladá Fronta DNES -
Portogallo
L’Angola, nuovo eldorado dei giovani
22 ottobre 2010Libération Parigi -
Ungheria
Un paese senza futuro
28 settembre 2010Magyar Nemzet Budapest -
Polonia
Un altro esodo di lavoratori
27 settembre 2010PresseuropGazeta Wyborcza -
22 settembre 2010PresseuropThe Irish Times
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Ungheria
Verso il crollo demografico
15 luglio 2010PresseuropNépszabadság -
Emigrazione
Gli irlandesi ricominciano a emigrare
14 luglio 2010PresseuropThe Irish Times -
Emigrazione
L'erba dei vicini è più verde
17 febbraio 20102Newsweek Polska Varsavia
Per i giovani dei paesi europei più colpiti dalla crisi economica, l'altro emisfero è una terra promessa piena delle opportunità che mancano in patria. E Melbourne si trova a rivivere il boom migratorio del dopoguerra.
Nonostante la crisi e la disoccupazione, nei paesi mediterranei l'emigrazione verso il resto d'Europa è ancora limitata. Colpa della scarsa apertura del mercato, che perpetua gli squilibri e preclude enormi potenzialità di sviluppo.
Negli Stati Uniti spostarsi per cercare lavoro è normale. In Europa invece è un sacrificio accettabile solo in casi estremi. Anche per questo l'unione monetaria è ancora così imperfetta.
Ogni estate migliaia di espatriati tornano al paese di origine e cercano di rimettersi in contatto con amici e parenti. Ma gli anni e la distanza rendono questo rituale sempre più penoso.
Alla vigilia dell'apertura del mercato del lavoro di Germania e Austria ai lavoratori dell'Europa centrale e orientale, gli esperti temono un nuovo esodo. Ma per le autorità è un modo come un altro di affrontare la disoccupazione.
Il governo di Tallinn ha lanciato una campagna per convincere gli emigrati più qualificati a tornare in patria. Ma a dispetto degli investimenti, le reazioni oscillano tra l'indifferenza e l'indignazione.
La fuga dei cervelli è un problema molto sentito in Bulgaria. Ma come dimostra l'esperienza di un'associazione di giovani, oggi un periodo all'estero può essere un trampolino per il successo in patria.
Da una parte l'economia tedesca, in espansione ma a corto di manodopera qualificata. Dall'altra le migliaia di laureati spagnoli senza impiego né prospettive. Sembra un matrimonio perfetto, ma le cose potrebbero non andare così lisce.
Tra i portoghesi che hanno manifestato contro le misure di austerity del governo ci sono moltissimi giovani laureati. Stretti tra precarietà e disoccupazione, per molti di loro l'unica via d'uscita è l'emigrazione. Una fuga di cervelli che rischia di costare cara a un paese già arretrato.
Da tre anni migliaia di portoghesi scappano dalla crisi per tentare l'avventura nella loro ex colonia africana in pieno sviluppo. Un esodo che ricorda quello degli anni Sessanta.
Minato dalla crisi e dalla corruzione, il paese non è più in grado di offrire le condizioni per farsi una vita ai suoi giovani, a cui non resta che emigrare in massa. A vent'anni dalla caduta del comunismo, i conti della transizione sono profondamente in rosso.
Sempre più tedeschi, britannici e olandesi scelgono di emigrare verso altri continenti in cerca di una vita migliore. Un esodo che minaccia il futuro economico e sociale dei loro paesi d'origine.