Debito pubblico
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Grecia
Atene va in pensione
9 febbraio 20127To Vima Atene -
Grecia
Atene scherza col fuoco
7 febbraio 2012143El Mundo Madrid -
Portogallo
Tirare la cinghia con stile
6 febbraio 201214Jornal de Negócios Lisbona -
6 febbraio 20122PresseuropTo Ethnos
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3 febbraio 20128PresseuropHandelsblatt
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Editoriale
Il nuovo ordine
3 febbraio 201221Presseurop -
Eurozona
Pericolo greco per la Bce
2 febbraio 20128De Tijd Anversa -
Consiglio europeo
Don Chisciotte a Bruxelles
31 gennaio 201248El País Madrid -
Eurozona
La Germania occupa il bilancio
30 gennaio 201261PresseuropPúblico, Le Monde, Ta Nea & altri 2 -
27 gennaio 2012119The Times Londra
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Democrazia
Dieci pensieri su un mondo assurdo
27 gennaio 201224Süddeutsche Zeitung Monaco -
Euro
La trappola greca
24 gennaio 201214Süddeutsche Zeitung Monaco -
23 gennaio 2012Kommersant Mosca
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23 gennaio 20124PresseuropFinancial Times
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Eurozona
Un colpo annunciato
16 gennaio 201215PresseuropCorriere della Sera, Hospodárske Noviny, Die Presse & altri 2 -
Eurozona
La Francia in serie B
16 gennaio 201211Le Monde Parigi -
13 gennaio 2012L'Espresso Roma
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Economia
Le regole valgono per tutti
6 gennaio 201252Die Zeit Amburgo -
14 dicembre 201121Die Zeit Amburgo
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Italia
Monti presenta il conto
5 dicembre 20111PresseuropLa Repubblica -
5 dicembre 2011Daily Nation Nairobi
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2 dicembre 2011NRC Handelsblad Rotterdam
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Crisi del debito
La disciplina dal volto umano
2 dicembre 201164La Repubblica Roma -
1 dicembre 2011The Daily Telegraph Londra
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30 novembre 2011Le Temps Ginevra
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Debito pubblico
I cittadini scendono in campo
29 novembre 20114PresseuropPresseurop -
23 novembre 20112PresseuropDe Morgen
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14 novembre 20119România libera Bucarest
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Crisi del debito
L’euro ostaggio dell’ideologia
14 novembre 20117Le Monde Parigi -
11 novembre 2011De Volkskrant Amsterdam
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Crisi del debito
L’Europa contro la gente?
11 novembre 201123The Economist Londra -
Francia
Il debito comincia a fare paura
11 novembre 20118PresseuropLe Monde -
9 novembre 2011The Daily Telegraph Londra
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Crisi dell’euro
Lezioni dall’America latina
9 novembre 201111El País Madrid -
3 novembre 2011NRC Handelsblad Rotterdam
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Germania
La dominatrice fragile
3 novembre 20118Die Zeit Amburgo -
2 novembre 2011L'Hebdo Losanna
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Eurozona
Lo schiaffo di Papandreou
2 novembre 20118Le Figaro Parigi -
Unione europea
Verso una zona non-euro
2 novembre 20112PresseuropAdevărul -
Rassegna stampa
Jean-Claude Trichet, un bilancio in chiaroscuro
31 ottobre 2011Presseurop -
31 ottobre 2011International Herald Tribune Paris
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Ue-Cina
Pechino non è il messia
31 ottobre 20113PresseuropDie Presse -
Crisi del debito
Aspettando l’altra Grecia
21 ottobre 20115The Guardian Londra -
Editoriale
Un autunno decisivo
21 ottobre 2011Presseurop -
20 ottobre 2011Le Monde Parigi
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Finanza
Gioco a perdere
20 ottobre 20118Frankfurter Rundschau Francoforte -
Grecia
Quattro giorni d’inferno
20 ottobre 20111Eleftherotypia Atene -
Rassegna stampa
Le agenzie tornano alla carica
19 ottobre 201116Presseurop -
19 ottobre 2011De Volkskrant Amsterdam
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Grecia
Ritorno alla terra
19 ottobre 20114The Independent Londra
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Per scongiurare il rischio di uscire dall'euro, il governo greco ha approvato nuove misure d'austerity alla vigilia della riunione dell'Eurogruppo. La classe politica del paese è ormai con le spalle al muro.
Da quasi due anni il governo greco finge di piegarsi alle richieste di partner e creditori, che fingono di credere alle sue promesse. Ma questa farsa potrebbe presto finire nella tragedia del default.
Sotto la pressione dell'austerity i portoghesi hanno dovuto cambiare le loro abitudini di consumo. La necessità aguzza l'ingegno, stimola la curiosità e porta qualche sorpresa.
Il default di Atene non è ancora scongiurato. Una simile eventualità getterebbe nel baratro la Banca centrale europea, che detiene enormi quantità di bond greci.
Le misure adottate al vertice del 30 gennaio servono solo a riparare gli errori dei summit precedenti. Lo stimolo alla crescita esiste solo sulla carta, per mascherare la fissazione del'austerity.
I 130 miliardi del secondo piano di salvataggio per la Grecia in cambio del controllo da parte del commissario europeo al bilancio: secondo la stampa europea la proposta di Berlino, rivelata alla vigilia del Consiglio europeo del 30 gennaio, è l'ennesimo attentato alla sovranità nazionale.
La vera minaccia alla sopravvivenza dell'unione monetaria non sono i debiti dei paesi mediterranei, ma l'intransigenza di Berlino. Il resto d'Europa dovrebbe allearsi per sbarazzarsene.
Ogni giorno l'ideologia dominante ci presenta come normalità la soppressione della democrazia, la svendita dei beni comuni e i soprusi contro la collettività. Dobbiamo ricominciare a porci domande semplici.
Ad Atene la guerra di nervi fra il governo e i creditori privati entra nella fase finale. Per ricevere i suoi 130 miliardi di aiuti, la Grecia deve fornire la prova delle sue riforme. Ma la buona volontà non basta.
Secondo la stampa europea l'abbassamento del rating di nove paesi dell'eurozona da parte di Standard&Poor's conferma ciò che i mercati e i politici sapevano da tempo: le difficoltà dell'eurozona sono innanzitutto dovute alle differenze tra gli stati membri.
Il declassamento del debito francese da parte di Standard & Poor's ha indebolito Nicolas Sarkozy, ma i problemi toccheranno anche a chi gli succederà. E l'Europa è sempre più spaccata tra nord e sud.
Nelle economie di mercato chi commette un errore deve pagarne le conseguenze. Eppure dall'inizio della crisi del debito le banche hanno ricevuto enormi somme per rimediare ai propri investimenti sbagliati. Una misura ingiusta e immorale che mina le fondamenta del capitalismo.
Dietro la facciata della solidarietà e dell'impegno europeista, ogni paese ha i suoi vizi privati che rifiuta categoricamente di ammettere o affrontare. È proprio l'indulgenza verso queste mancanze che rischia di far sprofondare il progetto europeo.
Ormai da ogni parte la Germania è accusata di eccessiva rigidità e volontà di dominio. Ma il rigore tedesco è l'unica alternativa viabile al modello cinese. L'Europa farebbe meglio a collaborare.
Il futuro dell'Ue non dipende dall'identità europea che Bruxelles sbandiera continuamente, ma dalle regole e dalla capacità di rispettarle. La creazione di gruppi di stati in base alla competitività e alla disciplina sembra una scelta obbligata.
Per mettere fine alla crisi del debito sarebbe sufficiente che la Bce accettasse il ruolo di prestatore di ultima istanza per i membri dell'eurozona. Ma questa strada è bloccata dalla Germania, attanagliata da uno storico terrore dell'inflazione.
Al G20 di Cannes l'asse franco-tedesco ha aumentato le pressioni sul resto dell'eurozona, provocando la caduta di Papandreou e Berlusconi. Ma i salvatori autoeletti dovrebbero chiedersi se i cittadini europei hanno davvero voglia di essere salvati.
Detta l’agenda dei summit europei, ne stabilisce le regole, fa aspettare un continente intero e finisce sempre per imporre la propria volontà. Con la crisi dell’euro la Germania si trova sola alla guida dell’Unione. Ma è davvero all’altezza del ruolo?
La decisione del premier greco di sottoporre l’approvazione del piano di salvataggio a un referendum è un’inaccettabile affronto alla pazienza dei partner europei. Ora il futuro dell’euro è di nuovo appeso a un filo.
Il presidente della Banca centrale europea lascia un'istituzione divenuta essenziale per garantire un futuro alla moneta unica. Dopo otto anni di mandato, la stampa europea non ha un giudizio concorde sul suo operato.
Dopo due giorni di scioperi e scontri nelle strade, il paese è ormai spaccato tra le elite politico-economiche che sostengono l’austerity e la maggioranza dei cittadini. Ma il futuro è nelle mani di questi ultimi.
Dimenticando il fondamento della propria legittimità, la politica europea cerca di combattere l'attacco dei mercati con le sue stesse armi. Una battaglia persa in partenza.
Tra lo sciopero generale e il vertice europeo in programma per domenica, il governo di Atene sta vivendo uno dei suoi periodi più difficili. Ma rischi e responsabilità sono enormi anche per il resto d'Europa.
A pochi giorni da un vertice che si annuncia decisivo per la zona euro, le agenzie di rating hanno nel mirino il debito sovrano di Spagna e Francia e delle banche italiane. La stampa europea si interroga su questo attacco, mentre Bruxelles cerca delle contromisure.
Mentre il paese è paralizzato dall'ennesimo sciopero generale, sull'isola di Nasso sempre più abitanti sono costretti a riprendere le attività tradizionali come agricoltura e allevamento per provvedere alle proprie necessità.