Debito
-
Spagna: I debiti del calcio spagnolo sotto la lente di Bruxelles
8 marzo 201340PresseuropEl País -
Debito: Trista figura
30 marzo 2012172 24 heures Losanna -
Spagna: Il bilancio più duro
30 marzo 20121406PresseuropEl País -
Spagna: Il rischio della crisi a L
28 marzo 201241550 El País Madrid -
Economia: La Grecia è il nostro futuro
28 marzo 2012129101 Hospodářské noviny Praga -
Grecia: La promessa
27 marzo 201222 National Post Toronto -
Bilancio: Perché Apple non gestisce l’Europa?
20 marzo 2012114PresseuropHospodářské noviny -
Grecia: Salto in alto
14 marzo 201247 I Kathimerini Atene -
Ungheria: Arrivano le sanzioni
14 marzo 201259PresseuropNépszabadság -
Grecia: La spada di Damocle
12 marzo 201242 Süddeutsche Zeitung Monaco -
Grecia: Ultimi dubbi sul taglio del debito
7 marzo 2012213PresseuropTa Nea, Les Echos -
Paesi Bassi: L’Aia assaggia la sua stessa medicina
2 marzo 20126225PresseuropDe Volkskrant, NRC Handelsblad, Trouw -
Eurozona: La solidarietà conviene
24 febbraio 201233186 Financial Times Londra -
Grecia: Il bailout salva solo le banche
22 febbraio 201223924PresseuropDie Tageszeitung -
Grecia: Taglio radicale
21 febbraio 201269 -
Grecia: Non si può più sbagliare
21 febbraio 20125510 To Ethnos Atene -
Grecia: Neanche la troika crede al bailout
21 febbraio 201233911PresseuropFinancial Times -
Crisi dell'euro: Il mondo sulle spalle di Monti
10 febbraio 2012953PresseuropTime -
Grecia: Atene va in pensione
9 febbraio 20129342 To Vima Atene -
Grecia: Atene scherza col fuoco
7 febbraio 2012156175 El Mundo Madrid -
Portogallo: Tirare la cinghia con stile
6 febbraio 201218114 Jornal de Negócios Lisbona -
Grecia: Patto tra i partiti contro il fallimento
6 febbraio 2012272PresseuropTo Ethnos -
Ue-Cina: Merkel a Pechino ottiene solo promesse
3 febbraio 20121238PresseuropHandelsblatt -
Editoriale: Il nuovo ordine
3 febbraio 20125921Presseurop -
Eurozona: Pericolo greco per la Bce
2 febbraio 2012939 De Tijd Anversa -
Consiglio europeo: Don Chisciotte a Bruxelles
31 gennaio 201211948 El País Madrid -
Eurozona: La Germania occupa il bilancio
30 gennaio 201210161PresseuropPúblico, Le Monde, Ta Nea & altri 2 -
Eurozona: Salviamo l’euro, cacciamo la Germania
27 gennaio 2012686120 The Times Londra -
Democrazia: Dieci pensieri su un mondo assurdo
27 gennaio 2012162524 Süddeutsche Zeitung Monaco -
Euro: La trappola greca
24 gennaio 201210814 Süddeutsche Zeitung Monaco -
Grecia: Aiuti europei
23 gennaio 201240 Kommersant Mosca -
Eurozona: Un colpo annunciato
16 gennaio 20126515PresseuropCorriere della Sera, Hospodárske Noviny, Die Presse & altri 3 -
Eurozona: La Francia in serie B
16 gennaio 20125211 Le Monde Parigi -
Eurozona: Sempre più giù
13 gennaio 201266 L'Espresso Roma -
Economia: Le regole valgono per tutti
6 gennaio 201237552 Die Zeit Amburgo -
Idee: I sette peccati degli europei (1/2)
14 dicembre 201149921 Die Zeit Amburgo -
Economia: Storia di un titolo di stato
5 dicembre 2011PresseuropBlog -
Crisi dell'euro: Buoni consigli
5 dicembre 201148 Daily Nation Nairobi -
Crisi del debito: Euro Jima
2 dicembre 201184 NRC Handelsblad Amsterdam -
Crisi del debito: La disciplina dal volto umano
2 dicembre 201120864 La Repubblica Roma -
Crisi del debito: Il calendario dell’avvento
1 dicembre 2011124 The Daily Telegraph Londra -
Eurozona: Tutti insieme
30 novembre 2011146 Le Temps Ginevra -
Debito: Il piano di Nouriel Roubini per l’Italia
30 novembre 2011PresseuropBlog -
Debito pubblico: I cittadini scendono in campo
29 novembre 2011744PresseuropPresseurop -
Idee: L’Europa a tre velocità
14 novembre 20111959 România libera Bucarest -
Crisi del debito: L’euro ostaggio dell’ideologia
14 novembre 20113147 Le Monde Parigi -
Eurozona: Luce in fondo al tunnel
11 novembre 201139 De Volkskrant Amsterdam -
Crisi del debito: L’Europa contro la gente?
11 novembre 201143123 The Economist Londra -
Arte: Leonardo a Londra
9 novembre 201154 The Daily Telegraph Londra -
Crisi dell’euro: Lezioni dall’America latina
9 novembre 201142511 El País Madrid
- 1 di 4
- next
Nonostante le riforme avviate dal nuovo governo, nel breve termine il paese non sembra capace di risolvere i suoi enormi problemi. La prospettiva di un lungo stallo si fa sempre più inquietante.
L’interdipendenza sviluppata dai paesi europei nel dopoguerra ci ha salvato dai conflitti. Ma ora servono regole comuni sul bilancio, altrimenti prima o poi seguiremo tutti la sorte di Atene.
La convergenza che ha reso possibile la costruzione dell'Unione europea si basa sull'interesse concreto di tutti i suoi membri. Per uscire dalla crisi bisogna riscoprire questo principio.
L'Eurogruppo ha finalmente approvato un secondo piano di salvataggio e la cancellazione di parte del debito. Per il paese potrebbe essere l’ultima possibilità, ma bisognerà puntare anche sullo sviluppo.
Per scongiurare il rischio di uscire dall'euro, il governo greco ha approvato nuove misure d'austerity alla vigilia della riunione dell'Eurogruppo. La classe politica del paese è ormai con le spalle al muro.
Da quasi due anni il governo greco finge di piegarsi alle richieste di partner e creditori, che fingono di credere alle sue promesse. Ma questa farsa potrebbe presto finire nella tragedia del default.
Sotto la pressione dell'austerity i portoghesi hanno dovuto cambiare le loro abitudini di consumo. La necessità aguzza l'ingegno, stimola la curiosità e porta qualche sorpresa.
Il default di Atene non è ancora scongiurato. Una simile eventualità getterebbe nel baratro la Banca centrale europea, che detiene enormi quantità di bond greci.
Le misure adottate al vertice del 30 gennaio servono solo a riparare gli errori dei summit precedenti. Lo stimolo alla crescita esiste solo sulla carta, per mascherare la fissazione del'austerity.
I 130 miliardi del secondo piano di salvataggio per la Grecia in cambio del controllo da parte del commissario europeo al bilancio: secondo la stampa europea la proposta di Berlino, rivelata alla vigilia del Consiglio europeo del 30 gennaio, è l'ennesimo attentato alla sovranità nazionale.
La vera minaccia alla sopravvivenza dell'unione monetaria non sono i debiti dei paesi mediterranei, ma l'intransigenza di Berlino. Il resto d'Europa dovrebbe allearsi per sbarazzarsene.
Ogni giorno l'ideologia dominante ci presenta come normalità la soppressione della democrazia, la svendita dei beni comuni e i soprusi contro la collettività. Dobbiamo ricominciare a porci domande semplici.
Ad Atene la guerra di nervi fra il governo e i creditori privati entra nella fase finale. Per ricevere i suoi 130 miliardi di aiuti, la Grecia deve fornire la prova delle sue riforme. Ma la buona volontà non basta.
Secondo la stampa europea l'abbassamento del rating di nove paesi dell'eurozona da parte di Standard&Poor's conferma ciò che i mercati e i politici sapevano da tempo: le difficoltà dell'eurozona sono innanzitutto dovute alle differenze tra gli stati membri.
Il declassamento del debito francese da parte di Standard & Poor's ha indebolito Nicolas Sarkozy, ma i problemi toccheranno anche a chi gli succederà. E l'Europa è sempre più spaccata tra nord e sud.
Nelle economie di mercato chi commette un errore deve pagarne le conseguenze. Eppure dall'inizio della crisi del debito le banche hanno ricevuto enormi somme per rimediare ai propri investimenti sbagliati. Una misura ingiusta e immorale che mina le fondamenta del capitalismo.
Dietro la facciata della solidarietà e dell'impegno europeista, ogni paese ha i suoi vizi privati che rifiuta categoricamente di ammettere o affrontare. È proprio l'indulgenza verso queste mancanze che rischia di far sprofondare il progetto europeo.
Ormai da ogni parte la Germania è accusata di eccessiva rigidità e volontà di dominio. Ma il rigore tedesco è l'unica alternativa viabile al modello cinese. L'Europa farebbe meglio a collaborare.
Il futuro dell'Ue non dipende dall'identità europea che Bruxelles sbandiera continuamente, ma dalle regole e dalla capacità di rispettarle. La creazione di gruppi di stati in base alla competitività e alla disciplina sembra una scelta obbligata.
Per mettere fine alla crisi del debito sarebbe sufficiente che la Bce accettasse il ruolo di prestatore di ultima istanza per i membri dell'eurozona. Ma questa strada è bloccata dalla Germania, attanagliata da uno storico terrore dell'inflazione.
Al G20 di Cannes l'asse franco-tedesco ha aumentato le pressioni sul resto dell'eurozona, provocando la caduta di Papandreou e Berlusconi. Ma i salvatori autoeletti dovrebbero chiedersi se i cittadini europei hanno davvero voglia di essere salvati.