comunismo
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Polonia
La legge marziale fu un crimine
13 gennaio 2012PresseuropPolska The Times, Gazeta Wyborcza, Rzeczpospolita -
Economia
La crisi delle idee
10 gennaio 20128Financial Times Londra -
Germania
Abitavamo in piazza Lenin
4 gennaio 20124Gazeta Wyborcza Varsavia -
Repubblica Ceca
Libri da doppiofondo
27 dicembre 2011Lidové noviny Praga -
Repubblica Ceca
L’Europa non è solo shopping
20 dicembre 20116Lidové noviny Praga -
7 novembre 20113PresseuropSME
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Paesi baltici
Una storia a lieto fine
19 agosto 2011IQ The Economist Vilnius -
18 agosto 2011PresseuropRomânia libera
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Bulgaria
La memoria è meglio multicolore
8 luglio 20111Dnevnik Sofia -
Transnistria
Con le spalle a occidente
27 gennaio 2011euobserver.com Bruxelles -
Bulgaria
La diplomazia è un covo di spie
16 dicembre 2010PresseuropDnevnik -
Economia
I due volti del capitalismo europeo
23 novembre 2010Dilema Veche Bucarest -
REPUBBLICA CECA
La resistenza anticomunista riabilitata
5 agosto 2010PresseuropMladá Fronta DNES -
14 giugno 20101PresseuropRzeczpospolita
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Repubblica Ceca
Non tutti i russi sono cattivi
28 gennaio 2010Respekt Praga -
Romania
La rivoluzione confiscata
21 dicembre 2009România libera Bucarest -
Europa orientale
Radio Free Europe, la voce dei dissidenti
17 dicembre 20092Jurnalul Naţional Bucarest -
Romania
Una pagina difficile da voltare
4 dicembre 2009Libération Parigi -
Europa centro-orientale
A ciascuno la sua transizione
2 dicembre 2009Hospodářské noviny Praga -
Repubblica Ceca
Una generazione disillusa
28 ottobre 2009El País Madrid -
Romania
Nostalgici da spiaggia
15 ottobre 20091PresseuropAdevărul -
Anniversario
Il 23 agosto che divide europei e russi
21 agosto 2009Revista 22 Bucarest -
Anniversario
Il picnic che cambiò l'Europa
19 agosto 2009Presseurop -
Croazia
Goli Otok, un passato pesante
3 agosto 2009Trouw Amsterdam -
Repubblica ceca
Scuse in cambio di potere
27 luglio 2009PresseuropHospodářské noviny -
16 luglio 2009Presseurop
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29 giugno 20091Cafébabel.com Parigi
Il tracollo finanziario ha messo fine al monopolio ideologico dei sostenitori del libero mercato. Ma nessuna delle teorie economiche alternative sembra capace di affermarsi al suo posto.
Ventuno anni dopo la riunificazione molte vie e piazze dell'ex Ddr continuano a portare i grandi nomi del comunismo. Gli ex dissidenti si lamentano, ma le istituzioni sembrano indifferenti.
Ha pubblicato Václav Havel e tutti gli scrittori cecoslovacchi censurati. Sixty-Eight Publishers, fondata quarant'anni fa a Toronto da Zdena e Josef Škvorecký, è stata uno dei punti di riferimento degli anticomunisti dell'Europa dell'est.
A oltre vent'anni del "ritorno all'Europa" realizzato da Václav Havel, il dibattito tra sostenitori e avversari dell'Unione europea è ancora troppo superficiale. La società ceca non sembra aver capito cosa c'è in ballo.
Nell'agosto 1991 Lituania, Lettonia ed Estonia proclamarono la loro indipendenza dall'Unione sovietica. Due decenni dopo, nonostante alcuni problemi rimangano, la loro transizione verso l'occidente può considerarsi felicemente conclusa.
A metà giugno degli ignoti hanno travestito da supereroi i soldati sovietici di un monumento di Sofia. Il gesto ha irritato le autorità e sollevato la questione delle relazioni tra il potere, l'arte e la storia.
Nonostante la crescente integrazione europea della "madrepatria" moldava, i cittadini della repubblica separatista continuano a preferire il legame con Mosca e il passato sovietico. L'Europa, del resto, non ha fatto molto per farsi amare da queste parti.
L'economia di mercato vige ormai in tutto il continente. Ma a est il capitale continua a convivere con i retaggi dei regimi autoritari, dimostrando che il legame tra libertà economica e civile non è solido come si crede.
A quasi venti anni di distanza dal ritiro dell’Armata Rossa, i russi sono tornati a Praga. Oltre agli uomini d’affari legati al Cremlino, che preoccupano il governo, ci sono anche studenti e imprenditori in fuga dal loro paese.
Durante il comunismo Radio Free Europe era l'unico mezzo per informarsi su quello che succedeva in Europa e nel mondo. Alla vigilia del ventesimo anniversario della rivoluzione che ha portato alla caduta di Nicolae Ceausescu, i romeni rendono omaggio alla radio che era diventata l'incubo del regime.
Dopo il 1989, i paesi dell'ex blocco comunista hanno dovuto reinventarsi. Ognuno lo ha fatto a modo suo e con più o meno successo, come osserva il quotidiano ceco Hospodářské Noviny nella sua rassegna dei diversi modelli.
La controversa politica europea del presidente ceco è uno dei segni della crisi e del malcontento che affliggono il paese. Ma qualcosa di ben più grave si è radicato in Repubblica Ceca, “un capitalismo mafioso” che sta incancrenendo la società. L’analisi dell’ex presidente Václav Havel.
Il ruolo svolto da Mosca durante la seconda guerra mondiale continua a dividere russi ed europei. La data del 23 agosto ripropone nuovamente la controversia. L'Ue ha scelto di commemorare le vittime dello stalinismo e del nazismo nel giorno nel quale, nel 1939, venne firmato il patto Molotov-Ribbentrop. Secondo Mosca, l'Europa dimentica troppo in fretta i soldati russi che sono morti per sconfiggere il nazismo.
Il 19 agosto 1989 diverse migliaia di persone si diedero appuntamento nei pressi della città ungherese di Sopron, lungo il confine con l'Austria, per un "picnic paneuropeo". Organizzato dal partito ungherese dell'opposizione democratica e dal movimento europeista di Otto von Habsburg, in accordo con le autorità ungheresi, il picnic fu l'occasione per aprire la frontiera per tre ore ed è stato uno dei episodi chiave verso la caduta della cortina di ferro.
Campo di rieducazione di Tito per quarant'anni, l'isola croata di Goli Otok ospiterà presto un centro di documentazione e memoria. Per gli ex detenuti, il riconoscimento di ciò che hanno vissuto arriva al termine di una lunga battaglia, scrive il quotidiano olandese Trouw.
Le ragazze che sono nate a metà degli anni Ottanta nei paesi all’epoca comunista sono oggi delle giovani donne attorno ai 25 anni. Con consapevolezza sfruttano le possibilità che vengono loro offerte dal passaggio del loro paese al capitalismo, dall’allargamento europeo e dalla globalizzazione economica. Testimonianza di una generazione oltre il muro che vuole liberarsi dell’etichetta “comunista”.