Commissione europea
-
Unione europea
Vent’anni dopo Maastricht, l’eurocrazia mostra le rughe
6 febbraio 201210Le Temps Ginevra -
Ue-Ungheria
Il braccio di ferro è cominciato
18 gennaio 20128PresseuropMagyar Nemzet, Népszava, Népszabadság -
Editoriale
Eleggere la Commissione
16 dicembre 20113Presseurop -
Consiglio europeo
Van Rompuy e Barroso hanno un piano
7 dicembre 20113PresseuropEl País -
Chi ha paura della Germania? / 4
Il Nein che affonda l’Europa
24 novembre 201115Die Tageszeitung Berlino -
Eurozona
Gli eurobond ci salveranno
24 novembre 201110El Mundo Madrid -
23 novembre 20112PresseuropDe Morgen
-
22 novembre 20114PresseuropDe Volkskrant
-
Bilancio Ue
Anche Bruxelles tira la cinghia
21 novembre 20113PresseuropDziennik Gazeta Prawna -
Letteratura
Bruxelles finanzia il martirio di Kafka
4 novembre 2011PresseuropFrankfurter Allgemeine Zeitung -
Eurozona
Ci siamo dimenticati di crescere
28 ottobre 20114Les Echos Parigi -
Istituzioni
I rischi del decisionismo
17 ottobre 201115Gazeta Wyborcza Varsavia -
L'europeo della settimana
Guido Strack – il dispiacere dell’onestà
6 ottobre 201110Süddeutsche Zeitung Monaco -
Rassegna stampa
Una pallottola spuntata
29 settembre 20117Presseurop -
Editoriale
Dalla parte dei tecnocrati
2 settembre 20114Presseurop -
Energia
Una burocrazia poco illuminata
31 agosto 201113Dagens Nyheter Stoccolma -
Ripensare l’Europa/2
Basta con le porte chiuse
21 luglio 20113Spiked Londra -
20 luglio 20111PresseuropDnevnik
-
Editoriale
Il budget di Bruxelles e il mito di Icaro
1 luglio 20111Presseurop -
Budget europeo
Nuove regole per i fondi strutturali
28 giugno 20111PresseuropPúblico -
27 giugno 20119Dziennik Gazeta Prawna Varsavia
-
Crisi del debito
In cerca di un equilibrio
23 giugno 20112Le Monde Parigi -
Portogallo
Vivere con il Fmi
29 aprile 20111PresseuropJornal de Negócios -
Schengen
Riformare per non cambiare
28 aprile 20114Berliner Zeitung Berlino -
Bilancio Ue
Londra cerca alleati contro l’aumento
21 aprile 20111PresseuropThe Daily Telegraph -
Privacy
Regolamentazione o invadenza?
20 aprile 201113Der Standard Vienna -
Alimentazione
L’Europa in allerta nucleare
31 marzo 2011PresseuropSüddeutsche Zeitung -
Unione europea
Un Leviatano a Bruxelles
25 marzo 20116Frankfurter Allgemeine Zeitung Francoforte -
Europa 2020
Il cavallo di Troia del neoliberismo
1 marzo 2011Libération Parigi -
18 gennaio 2011Presseurop
-
Corte dei conti
Polemica sul controllo del bilancio Ue
11 gennaio 20111PresseuropDe Volkskrant -
Portogallo
Barroso rischia lo scandalo
21 dicembre 20101Presseuropi -
Consiglio europeo
Nebbia sul vertice Ue
16 dicembre 20102Süddeutsche Zeitung Monaco -
6 dicembre 20109Revue Politika Brno
-
Istituzioni
Austerity per tutti, ma non per gli eurocrati
25 novembre 20101PresseuropLe Figaro -
Irlanda
Pro e contro dell’intervento
22 novembre 20101Presseurop -
Portogallo
Bruxelles vuole la riforma del lavoro
5 novembre 2010Presseurop -
26 ottobre 2010PresseuropLes Echos
-
Editoriale
Potere al popolo
22 ottobre 2010Presseurop -
20 ottobre 2010PresseuropRomânia libera
-
Industria farmaceutica
La Commissione contro i farmaci generici
11 ottobre 20101PresseuropThe Guardian -
Istituzioni
Chi sta meglio dei commissari?
6 ottobre 20101Der Spiegel Amburgo -
30 settembre 20101PresseuropDie Presse
-
Commissione europea
Il doppio gioco dei commissari
24 settembre 2010PresseuropDe Volkskrant -
17 settembre 20102La Stampa Torino
-
Editoriale
Egoismi
17 settembre 2010Presseurop -
15 settembre 20105Presseurop
-
Istituzioni
Molta carne al fuoco per i Ventisette
1 settembre 2010PresseuropLa Voix du Luxembourg -
Istituzioni
La crisi ingrassa gli eurocrati
20 luglio 20102PresseuropDziennik Gazeta Prawna -
Agricoltura
Campo libero agli Ogm
14 luglio 2010Presseurop
Con il trattato firmato il 7 febbraio 1992 la Commissione europea otteneva nuovi poteri. Due decenni dopo il primato dell'economia sulla politica ha ridimensionato le loro ambizioni e la crisi ne ha fatto dei capri espiatori.
Dopo settimane di polemiche, la Commissione europea ha avviato una tripla procedura d'infrazione contro il governo ungherese. Chi cederà per primo, Budapest o Bruxelles?
Sola contro tutti, Angela Merkel ha detto no all'estensione del ruolo della Bce e alla creazione di titoli garantiti dall'intera eurozona. Ma anche in Germania sono sempre di più gli esperti che mettono in guardia sull'ossessione tedesca per la disciplina e l'ubbidienza che potrebbe far precipitare l'eurozona nel caos.
La Commissione europea ha avanzato la sua proposta sull'introduzione delle obbligazioni europee, considerate da molti l'unica soluzione alla crisi del debito. Ma la Germania e i suoi alleati non sono ancora d'accordo.
L'accordo raggiunto dai diciassette leader dell'eurozona trascura un fattore fondamentale: la crescita. E altri due problemi sono ancora senza soluzione: l'assenza di una politica economica comune e le profonde disuguaglianze tra gli stati membri.
Le proposte di riforma alle istituzioni dell'eurozona dovrebbero aumentare le sue capacità di reazione alle crisi, ma ridurranno il peso dei piccoli stati e finiranno per scavare un solco tra i paesi dell'euro e gli altri.
Quando un funzionario della Commissione europea ha notato qualcosa di strano nel suo ufficio, si è rivolto all'autorità antifrode dell'Ue. Risultato: l'indagine interna è stata insabbiata e la sua carriera distrutta. E non è affatto un caso isolato.
Nel suo discorso del 28 settembre al Parlamento europeo sullo stato dell'Unione, il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, ha cercato di difendere l'istituzione che rappresenta e ha avanzato proposte concrete per lasciarsi la crisi alle spalle. Ma la stampa sa bene che il suo raggio di azione è molto limitato.
Dal primo settembre le lampadine superiori ai 40 watt non saranno più in commercio. Nei paesi del nord questa ennesima decisione presa dai funzionari di Bruxelles senza consultare i cittadini suscita diversi malumori.
Abituati a lavorare dietro le quinte e al riparo dalle pressioni, i tecnocrati di Bruxelles non sono in grado di affrontare le sfide della crisi con autorevolezza e trasparenza. Per questo è necessario rivoluzionare il processo decisionale europeo.
L'accelerazione dell'integrazione europea durante la crisi costituisce il primo passo verso nuovi trasferimenti di sovranità nazionale in favore dell'Ue. E forse verso la nascita di un governo economico comune, osserva il giornalista di Dziennik Gazeta Prawna Andrzej Talaga
Mentre la stabilità della moneta unica continua a preoccupare, i leader dell'Ue si riuniscono a Bruxelles per elaborare un sistema capace di mettere al sicuro l'eurozona da altre crisi.
La modifica del trattato sulla libertà di circolazione chiesta da Francia e Italia sembra aver ottenuto il sostegno dell'Europa. Ma si tratta di una misura di facciata che non farà niente per risolvere i problemi legati all'immigrazione.
Molte disposizioni della Commissione europea condizionano la vita dei cittadini e contribuiscono a minare la loro fiducia. È il caso della conservazione dei dati personali, decisa senza alcuna trasparenza.
L'ultimo saggio dello scrittore tedesco Hans-Magnus Enzensberger critica l'elefantiaca burocrazia dell'Ue, che rischia di allontanare i cittadini dalla democrazia. Gli europei devono riprendersi la loro Unione.
Concepita con obiettivi socialdemocratici, la strategia di Lisbona è stata trasformata dalla Commissione europea in un programma thatcheriano. L'iniziativa che le succede conferma questa tendenza.
Il summit del 16 e 17 dicembre deve individuare gli strumenti per fermare la crisi dell'euro. Ma paesi membri e istituzioni sono divisi sulla strada da prendere. E la confusione aumenta ulteriormente il rischio di attacchi speculativi.
La Commissione europea vuole estendere il divieto di fumare a tutti i luoghi pubblici dei paesi membri. Un altro segno della sua presunzione di poter stabilire cos’è giusto o sbagliato per i cittadini dell’Unione, che cominciano a essere stanchi di queste ingerenze.
Ue, Bce e Fmi hanno messo in moto un piano di salvataggio il cui valore complessivo oscilla tra gli 80 e i 100 milioni di euro. È la scelta migliore per l'economia irlandese e l'intera zona euro? Corriere della Sera e Frankfurter Allgemeine Zeitung esprimono pareri contrastanti.
Bruxelles è spesso considerata un ospizio per politici in disgrazia, ma la realtà è ben diversa: stipendi dorati, benefici di ogni tipo e un futuro assicurato nei consigli d'amministrazione delle aziende più prestigiose.
La sfida di Sarkozy e Berlusconi alla Commissione europea non riguarda solo la questione dei nomadi. Sono in gioco la preminenza dei principi comunitari su quelli nazionali e la stessa ragion d'essere dell'Unione.
Il 14 settembre la Commissione europea ha annunciato che potrebbe avviare una procedura di infrazione contro la Francia a causa delle espulsioni dei rom. La stampa europea applaude questa prova di fermezza.
Per sbloccare l'impasse sul divieto di coltivazioni Ogm in Europa, la Commissione di Bruxelles propone di delegare ogni decisione ai singoli paesi membri. Una strategia che di fatto punta a promuovere il ricorso alle colture transgeniche, scrive la stampa europea.