Banca mondiale
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Somalia
Carestia: cosa può fare l’Europa
16 agosto 20113ABC Madrid -
Europa centro-orientale
La Banca mondiale vede nero
4 dicembre 2009PresseuropDziennik Gazeta Prawna -
Cina-Ue
Gli affari di Pechino in Europa
23 settembre 20091Handelsblatt Düsseldorf -
Linguaggio
È ora di parlare chiaro
15 settembre 20091The Independent Londra -
Energie rinnovabili
Il sole e i fiumi dell'Africa aiuteranno l'Europa?
25 agosto 2009The Independent Londra
Il tempo delle belle parole è finito: la situazione nel corno d'Africa è drammatica. L'Unione europea deve intervenire e aiutare un paese martoriato da decenni di guerre civili.
La penetrazione delle aziende cinesi in Africa e in America Latina ha garantito l’accesso alle preziose materie prime dei due continenti. Ora i cinesi vogliono far valere il loro know-how in materia di grandi infrastrutture a condizioni imbattibili, alla faccia delle riforme finanziarie negoziate tra i Ventisette e il Fmi.
Espressioni come “cambiamento climatico”, “commercio equo” e “mortalità infantile” sono entrate ormai a far parte del lessico di tutte le lingue europee. Sull’Independent, Johann Hari sostiene che simili espressioni nascondono fini politici che plasmano poco alla volta il nostro modo di pensare. E afferma che è giunta l’ora di eliminarle una volta per tutte.
Nelle scorse settimane sono stati lanciati due grandi progetti per la produzione di energia. Uno si propone di creare la più grande azienda al mondo per produzione di energia solare, l'altra vuole creare la più grande diga del pianeta per l'energia idroelettrica. Sebbene entrambi i progetti siano collocati in Africa, il loro obiettivo è esportare energia elettrica in Europa. L'Independent valuta i pro e i contro dei due ambiziosi progetti che, secondo molti critici, rievocano i furti di risorse di stampo coloniale.