Allargamento
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Ue-Serbia: Vista corta
14 gennaio 201353 Danas Belgrado -
Serbia: Morto e sepolto?
4 ottobre 201230 Danas Belgrado -
Euromiti (5/10): L’Ue, un club ancora selettivo
27 luglio 20124913 De Groene Amsterdammer Amsterdam -
Editoriale: Un boomerang made in UE
9 marzo 20125020Presseurop -
Serbia: Incoronazione
1 marzo 201224 Danas Belgrado -
Croazia: È ora di buttarsi
20 gennaio 201214715 Tportal Zagabria -
Croazia: Sulla soglia
20 gennaio 201292 Le Vif/L’Express Bruxelles -
Idee: Oltre la Pax Europaea
19 gennaio 201218667 De Morgen Bruxelles -
Ue-Turchia: Non vendiamo la pelle di Bruxelles
13 dicembre 201110316 Milliyet Istanbul -
Unione europea: Fantasie d’allargamento
13 ottobre 2011853 Dagens Nyheter Stoccolma -
Ue-Ucraina: Via libera all’accordo di associazione
26 settembre 201117PresseuropRzeczpospolita -
Allargamento: Buoni consigli
29 giugno 201140 Le Vif/L’Express Bruxelles -
Croazia: La strada verso l’Europa è ancora lunga
13 giugno 2011751 Novi List Rijeka -
Turchia: Né a ovest né a est, ma in alto
10 giugno 20112345 El País Madrid -
Croazia: Il papa prega per l’adesione
6 giugno 2011PresseuropVečernji list -
Serbia: Mladić arrestato, via libera per l’Europa?
26 maggio 201158 Politika Belgrado -
Polonia: Tusk presenta il semestre di presidenza Ue
11 maggio 2011281PresseuropRzeczpospolita -
Allargamento: La Tunisia merita un posto nell’Ue
30 marzo 20111725PresseuropLibération -
Turchia-Ue: Una scaramuccia, non un addio
4 marzo 20111064 The Guardian Londra -
Turchia: A muso duro
2 marzo 20112203 Frankfurter Rundschau Francoforte -
Nord Africa: La nuova frontiera d’Europa
1 marzo 20111894 La Stampa Torino -
Turchia-Ue: Il piano Pelanda
26 ottobre 2010PresseuropBlog -
Serbia: Il braccio violento della jugonostalgia
13 ottobre 201067 Il Sole-24 Ore Milano -
Balcani: Né dentro, né fuori
30 settembre 201024 Adevărul Bucarest -
Allargamento: Chi fermerà la Turchia?
28 settembre 20102535 Die Presse Vienna -
Germania: Westerwelle apre alla Turchia
23 settembre 20101PresseuropThe Wall Street Journal Europe -
Referendum: La Turchia va avanti da sola
13 settembre 20102583 Zaman Istanbul -
Editoriale: Il voto turco
13 settembre 201012Presseurop -
Editoriale: Europa à la carte
20 agosto 201017Presseurop -
Cittadinanza: L’Europa si allarga sottobanco
16 agosto 2010892 Le Figaro Parigi -
Islanda: Gli sgombri minacciano l’adesione
10 agosto 201020Presseuropeuobserver.com -
Hassan Bleibel, Al-Mustaqbal (Beyrouth): Cavallino di Troia
30 luglio 201015 -
Diplomazia: Cameron gioca la carta turca
28 luglio 2010192 Presseurop -
Europa centro-orientale: All’est niente di buono
21 giugno 20102 El País Madrid -
Islanda: Reykjavik volta le spalle all’Unione
17 giugno 2010PresseuropLe Figaro -
Ucraina-Russia: Il flirt Mosca-Kiev preoccupa l’Europa
28 aprile 201015 Presseurop -
Ucraina: Lezioni da Sebastopoli
26 aprile 2010PresseuropBlog -
Armenia-Turchia: Stop al riavvicinamento
23 aprile 2010PresseuropZaman -
Turchia: Ankara tende una mano ai curdi
9 aprile 2010PresseuropDie Presse -
Germania-Turchia: Dialogo tra sordi
29 marzo 2010PresseuropDie Tageszeitung -
Turchia: Così vicina, così lontana
25 marzo 2010241 Le Soir Bruxelles -
Editoriale: Turchia, l'eterna fidanzata
26 febbraio 201012Presseurop -
Turchia: L’Europa esporta giustizia
19 febbraio 2010261 Trouw Amsterdam -
Moneta unica: L’uscita dalla crisi è a est
18 febbraio 2010231 Handelsblatt Düsseldorf -
Balcani: Kosovo, il vicino problematico
17 febbraio 2010181 The Guardian Londra -
Elezioni: L'Ucraina vira a est
8 febbraio 2010PresseuropGazeta Wyborcza -
Serbia: Viaggio nel paese della cuccagna
1 febbraio 2010Politika Belgrado -
Hachfeld, Neues Deutschland (Berlino): Spiacente, niente da fare
26 gennaio 2010 -
Moldavia: Primi passi verso l'Unione
13 gennaio 2010PresseuropTimpul -
Islanda: Prima i cittadini delle banche
6 gennaio 2010PresseuropThe Times
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Ne fanno già parte ventisette paesi e altri bussano alla porta: l’Ue si è allargata a stati troppo diversi tra loro? Ciò potrebbe compromettere il modo in cui è amministrata? A questa domanda risponde Groene Amsterdammer, che così prosegue la sua analisi degli euromiti.
Il 22 gennaio i croati votano il referendum sull'adesione all'Unione europea. Di fronte alla crisi dell'euro dubbi e retaggi nazionalistici tornano a farsi sentire.
Per giustificare scomode concessioni all'integrazione europea, i leader continuano ad agitare lo spettro del ritorno alle guerre dei secoli scorsi. È ora di rivolgersi ai cittadini con argomenti più attuali.
Mentre l'eurozona sprofonda nella crisi, l'economia turca continua a prosperare. Politici e commentatori ne approfittano per sfogare dovuto ad anni di ostracismo. Ma l'eccesso di sicurezza è sempre controproducente.
Presentando il suo rapporto annuale, il commissario all'allargamento Štefan Füle ha dichiarato che tutto va secondo i piani. Come se l'Ue non fosse in crisi esistenziale e i candidati all'adesione non avessero i loro problemi.
Il 10 giugno Zagabria ha ottenuto il via libera per l'adesione all'Ue, prevista per il primo luglio 2013. Ma come dimostra l'aggressione contro il Gay pride di Spalato, il paese ha ancora molto da lavorare.
Il paese che va alle urne il 12 giugno non è più il vicino povero e arretrato che Bruxelles ha snobbato per anni, ma una potenza affermata che rappresenta per la regione un modello ben più attraente di un'Europa in declino.
Nonostante le recenti accuse del premier turco Erdoğan e l'apparente raffreddamento del suo interesse per l'Unione, il destino di Ankara è ancora legato a quello dell'Europa. Secoli di storia e interessi economici non lasciano alternativa.
Durante la sua visita in Germania, il premier turco Recep Tayyip Erdogan ha abbandonato i tradizionali toni deferenti. Grazie alla sua ascesa economica e geopolitica, il suo paese non si fa più guardare dall'alto in basso dall'Europa.
Trent'anni fa nessuno avrebbe previsto il processo che ha portato i membri del Patto di Varsavia nell'Ue. Ora che un terremoto simile investe i paesi arabi, Bruxelles deve offrire loro la stessa opportunità di rafforzare le neonate democrazie.
Mentre Belgrado si prepara a sottoporre la sua candidatura all'ingresso nell'Unione europea, gli ultranazionalisti ostili all'occidentalizzazione rispondono alzando il livello dello scontro, come dimostrano gli incidenti di Belgrado e Genova.
Caos, "polveriera sud-orientale", "culla dell'Europa" o "eredi di Bisanzio", l'identità dei Balcani è così eterogenea che l'Unione fa fatica a definirli e a trovare un modo adeguato per dialogare con i paesi che ne fanno parte.
All'assemblea generale dell'Onu il vicepremier turco Ali Babacan ha previsto per il suo paese un ruolo da protagonista in Europa. Esaminando i dati economici e demografici è difficile dargli torto, con buona pace di Francia e Germania.
La vittoria del sì nella consultazione sulla riforma della costituzione è un passo decisivo verso la transizione democratica e liberale del paese. Ma l'ingresso nell'Ue non è più il motore di questo processo epocale.
Grazie alla politica di naturalizzazione di alcuni stati membri, presto milioni di moldavi, macedoni, serbi, ucraini e turchi potrebbero ottenere un passaporto europeo. Ed è solo l'inizio.
Il premier britannico ha stupito tutti con il forte sostegno offerto all'ingresso della Turchia nell'Ue. Mentre la stampa d'oltremanica applaude la sua presa di posizione, i giornali europei e turchi si mostrano molto più scettici sulla possibilità di un suo effetto concreto.
Avrebbero dovuto essere il nuovo motore dell'Unione europea. Invece a vent'anni dalla caduta del muro di Berlino i paesi dell'ex blocco sovietico continuano ad arrancare tra crisi economica e instabilità politica.
L'Ucraina prolunga la concessione della base di Sebastopoli alla flotta russa del Mar Nero in cambio di uno sconto sul prezzo del gas: l'accordo è visto con sospetto dalla stampa europea, che vede il paese allontanarsi dall'Unione.
Libertà di religione, parità di diritti, violazioni dei diritti dell’uomo: sempre più turchi chiedono e ottengono giustizia rivolgendosi al Corte Europea per i Diritti dell’Uomo. Un fenomeno che esaspera i giuristi, ma che poco alla volta sta cambiando la società.
Anche se indebolita dalla crisi della Grecia, l’Unione monetaria deve continuare a espandersi. Per uscire dallo stallo è il momento di integrare le economie più dinamiche dell’Unione: quelle dei paesi dell’Europa orientale.
A due anni dalla dichiarazione di indipendenza del Kosovo, l’Unione europea è ancora incapace di elaborare una politica coerente per i Balcani occidentali. Il rischio non è solo di far naufragare l’ingresso della Serbia nell’Ue, ma anche di destabilizzare la regione.
Dal 19 dicembre i serbi non hanno più bisogno del visto per recarsi nei paesi dell'Unione. Le impressioni di alcuni di loro dopo il primo viaggio in un mondo finora solo sognato.