Allargamento
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Croazia
È ora di buttarsi
20 gennaio 201215Tportal Zagabria -
20 gennaio 2012Le Vif/L’Express Bruxelles
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19 gennaio 201267De Morgen Bruxelles
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Ue-Turchia
Non vendiamo la pelle di Bruxelles
13 dicembre 201116Milliyet Istanbul -
Unione europea
Fantasie d’allargamento
13 ottobre 20113Dagens Nyheter Stoccolma -
Ue-Ucraina
Via libera all’accordo di associazione
26 settembre 2011PresseuropRzeczpospolita -
23 settembre 20112PresseuropVečernji list
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Turchia
Niente Europa, niente drammi
21 settembre 201111PresseuropFrankfurter Rundschau -
29 giugno 2011Le Vif/L’Express Bruxelles
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13 giugno 20111Novi List Rijeka
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Turchia
Né a ovest né a est, ma in alto
10 giugno 20115El País Madrid -
Croazia
Il papa prega per l’adesione
6 giugno 2011PresseuropVečernji list -
26 maggio 2011Politika Belgrado
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11 maggio 20111PresseuropRzeczpospolita
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Allargamento
La Tunisia merita un posto nell’Ue
30 marzo 20115PresseuropLibération -
Turchia-Ue
Una scaramuccia, non un addio
4 marzo 20114The Guardian Londra -
Turchia
A muso duro
2 marzo 20113Frankfurter Rundschau Francoforte -
Nord Africa
La nuova frontiera d’Europa
1 marzo 20114La Stampa Torino -
13 ottobre 2010Il Sole-24 Ore Milano
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Balcani
Né dentro, né fuori
30 settembre 2010Adevărul Bucarest -
Allargamento
Chi fermerà la Turchia?
28 settembre 20105Die Presse Vienna -
Germania
Westerwelle apre alla Turchia
23 settembre 20101PresseuropThe Wall Street Journal Europe -
Referendum
La Turchia va avanti da sola
13 settembre 20103Zaman Istanbul -
Editoriale
Il voto turco
13 settembre 2010Presseurop -
Editoriale
Europa à la carte
20 agosto 2010Presseurop -
Cittadinanza
L’Europa si allarga sottobanco
16 agosto 20102Le Figaro Parigi -
10 agosto 2010Presseuropeuobserver.com
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30 luglio 2010
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Diplomazia
Cameron gioca la carta turca
28 luglio 20102Presseurop -
Europa centro-orientale
All’est niente di buono
21 giugno 20102El País Madrid -
17 giugno 2010PresseuropLe Figaro
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Ucraina-Russia
Il flirt Mosca-Kiev preoccupa l’Europa
28 aprile 2010Presseurop -
Armenia-Turchia
Stop al riavvicinamento
23 aprile 2010PresseuropZaman -
Turchia
Ankara tende una mano ai curdi
9 aprile 2010PresseuropDie Presse -
Germania-Turchia
Dialogo tra sordi
29 marzo 2010PresseuropDie Tageszeitung -
Turchia
Così vicina, così lontana
25 marzo 20101Le Soir Bruxelles -
Editoriale
Turchia, l'eterna fidanzata
26 febbraio 2010Presseurop -
Turchia
L’Europa esporta giustizia
19 febbraio 20101Trouw Amsterdam -
Moneta unica
L’uscita dalla crisi è a est
18 febbraio 20101Handelsblatt Düsseldorf -
Balcani
Kosovo, il vicino problematico
17 febbraio 20101The Guardian Londra -
Elezioni
L'Ucraina vira a est
8 febbraio 2010PresseuropGazeta Wyborcza -
1 febbraio 2010Politika Belgrado
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26 gennaio 2010
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Moldavia
Primi passi verso l'Unione
13 gennaio 2010PresseuropTimpul -
Islanda
Prima i cittadini delle banche
6 gennaio 2010PresseuropThe Times -
Allargamento
Una tegola bulgara per la Turchia
5 gennaio 2010Presseuropeuobserver.com -
Visioni d'Europa (3)
L'Europa nel 2034
1 gennaio 2010Fokus Stoccolma -
Serbia
Belgrado candidata all'Ue
22 dicembre 2009PresseuropPolitika -
Editoriale
A est niente di nuovo
11 dicembre 2009Presseurop -
Immigrazione
Una popolazione in movimento
11 dicembre 2009Polityka Varsavia
Il 22 gennaio i croati votano il referendum sull'adesione all'Unione europea. Di fronte alla crisi dell'euro dubbi e retaggi nazionalistici tornano a farsi sentire.
Per giustificare scomode concessioni all'integrazione europea, i leader continuano ad agitare lo spettro del ritorno alle guerre dei secoli scorsi. È ora di rivolgersi ai cittadini con argomenti più attuali.
Mentre l'eurozona sprofonda nella crisi, l'economia turca continua a prosperare. Politici e commentatori ne approfittano per sfogare dovuto ad anni di ostracismo. Ma l'eccesso di sicurezza è sempre controproducente.
Presentando il suo rapporto annuale, il commissario all'allargamento Štefan Füle ha dichiarato che tutto va secondo i piani. Come se l'Ue non fosse in crisi esistenziale e i candidati all'adesione non avessero i loro problemi.
Il 10 giugno Zagabria ha ottenuto il via libera per l'adesione all'Ue, prevista per il primo luglio 2013. Ma come dimostra l'aggressione contro il Gay pride di Spalato, il paese ha ancora molto da lavorare.
Il paese che va alle urne il 12 giugno non è più il vicino povero e arretrato che Bruxelles ha snobbato per anni, ma una potenza affermata che rappresenta per la regione un modello ben più attraente di un'Europa in declino.
Nonostante le recenti accuse del premier turco Erdoğan e l'apparente raffreddamento del suo interesse per l'Unione, il destino di Ankara è ancora legato a quello dell'Europa. Secoli di storia e interessi economici non lasciano alternativa.
Durante la sua visita in Germania, il premier turco Recep Tayyip Erdogan ha abbandonato i tradizionali toni deferenti. Grazie alla sua ascesa economica e geopolitica, il suo paese non si fa più guardare dall'alto in basso dall'Europa.
Trent'anni fa nessuno avrebbe previsto il processo che ha portato i membri del Patto di Varsavia nell'Ue. Ora che un terremoto simile investe i paesi arabi, Bruxelles deve offrire loro la stessa opportunità di rafforzare le neonate democrazie.
Mentre Belgrado si prepara a sottoporre la sua candidatura all'ingresso nell'Unione europea, gli ultranazionalisti ostili all'occidentalizzazione rispondono alzando il livello dello scontro, come dimostrano gli incidenti di Belgrado e Genova.
Caos, "polveriera sud-orientale", "culla dell'Europa" o "eredi di Bisanzio", l'identità dei Balcani è così eterogenea che l'Unione fa fatica a definirli e a trovare un modo adeguato per dialogare con i paesi che ne fanno parte.
All'assemblea generale dell'Onu il vicepremier turco Ali Babacan ha previsto per il suo paese un ruolo da protagonista in Europa. Esaminando i dati economici e demografici è difficile dargli torto, con buona pace di Francia e Germania.
La vittoria del sì nella consultazione sulla riforma della costituzione è un passo decisivo verso la transizione democratica e liberale del paese. Ma l'ingresso nell'Ue non è più il motore di questo processo epocale.
Grazie alla politica di naturalizzazione di alcuni stati membri, presto milioni di moldavi, macedoni, serbi, ucraini e turchi potrebbero ottenere un passaporto europeo. Ed è solo l'inizio.
Il premier britannico ha stupito tutti con il forte sostegno offerto all'ingresso della Turchia nell'Ue. Mentre la stampa d'oltremanica applaude la sua presa di posizione, i giornali europei e turchi si mostrano molto più scettici sulla possibilità di un suo effetto concreto.
Avrebbero dovuto essere il nuovo motore dell'Unione europea. Invece a vent'anni dalla caduta del muro di Berlino i paesi dell'ex blocco sovietico continuano ad arrancare tra crisi economica e instabilità politica.
L'Ucraina prolunga la concessione della base di Sebastopoli alla flotta russa del Mar Nero in cambio di uno sconto sul prezzo del gas: l'accordo è visto con sospetto dalla stampa europea, che vede il paese allontanarsi dall'Unione.
Libertà di religione, parità di diritti, violazioni dei diritti dell’uomo: sempre più turchi chiedono e ottengono giustizia rivolgendosi al Corte Europea per i Diritti dell’Uomo. Un fenomeno che esaspera i giuristi, ma che poco alla volta sta cambiando la società.
Anche se indebolita dalla crisi della Grecia, l’Unione monetaria deve continuare a espandersi. Per uscire dallo stallo è il momento di integrare le economie più dinamiche dell’Unione: quelle dei paesi dell’Europa orientale.
A due anni dalla dichiarazione di indipendenza del Kosovo, l’Unione europea è ancora incapace di elaborare una politica coerente per i Balcani occidentali. Il rischio non è solo di far naufragare l’ingresso della Serbia nell’Ue, ma anche di destabilizzare la regione.
Dal 19 dicembre i serbi non hanno più bisogno del visto per recarsi nei paesi dell'Unione. Le impressioni di alcuni di loro dopo il primo viaggio in un mondo finora solo sognato.
Il saggista svedese Kjell Albin Abrahamsson immagina che tra 25 anni tutti i paesi europei saranno entrati nell'Unione – tranne la Turchia. Dotata di una politica energetica comune e di un'unica voce, l'Ue potrà finalmente giocare un ruolo di primo piano nella diplomazia internazionale.
L’immigrazione, sia dai paesi dell’Unione europea che dal resto del mondo, è al centro dei dibattiti in tutto il continente: a lungo termine, però, l’Europa non potrà farne a meno, a patto di stabilire inseme le giuste condizioni, osserva il settimanale polacco Polityka.