Paesi Bassi
-
Paesi Bassi
Mamma ho fondato un’azienda
17 gennaio 2012De Groene Amsterdammer Amsterdam -
Paesi Bassi
Vietata la “droga” dei somali
11 gennaio 20121PresseuropPresseurop -
Portogallo
Le imprese fuggono nei Paesi Bassi
4 gennaio 2012PresseuropJornal de Negócios -
Paesi Bassi
Stop alla seconda centrale atomica
23 dicembre 20111PresseuropNRC Handelsblad -
20 dicembre 2011De Volkskrant Amsterdam
-
Paesi Bassi
Cos’hanno fatto per noi gli olandesi?
18 novembre 201113De Volkskrant Amsterdam -
Inquinamento
La guerra torna a galla
16 novembre 20112Trouw Amsterdam -
Editoriale
Tina è al timone
4 novembre 20112Presseurop -
Paesi Bassi
Il Cda si spacca sull’asilo
31 ottobre 2011PresseuropDe Volkskrant -
Eurozona
Ci siamo dimenticati di crescere
28 ottobre 20114Les Echos Parigi -
Editoriale
L'Europa tra due fuochi
28 ottobre 20112Presseurop -
Unione europea
Addio all’idea federale
21 ottobre 20115Le Figaro Parigi -
Paesi Bassi
Un paradiso per l’evasione fiscale
14 ottobre 2011PresseuropDe Volkskrant -
Paesi Bassi-Repubblica Ceca
Cannabis, droga o medicina?
6 ottobre 20111PresseuropDe Volkskrant -
28 settembre 2011PresseuropNRC Handelsblad
-
Editoriale
Frontiere malleabili
23 settembre 2011Presseurop -
Paesi Bassi
Wilders fa arrabbiare il governo
23 settembre 20111PresseuropDe Volkskrant -
Schengen
Un no che aiuta a crescere
22 settembre 20113De Volkskrant Amsterdam -
Romania-Paesi Bassi
La guerra dei tulipani
19 settembre 20119Adevărul Bucarest -
15 settembre 20114Polityka Varsavia
-
Paesi Bassi
Rotterdam guadagna terreno
14 settembre 20113Trouw Amsterdam -
Rassegna stampa
Euro, l’incubo diventa realtà
13 settembre 20115Presseurop -
9 settembre 20114PresseuropDe Volkskrant
-
Paesi Bassi
Gli hacker attaccano il fisco
6 settembre 2011PresseuropNRC Handelsblad -
31 agosto 2011PresseuropPresseurop
-
Università
Oxford addio
30 agosto 20114De Volkskrant Amsterdam -
19 agosto 20111PresseuropDe Volkskrant
-
Paesi Bassi
L’integrazione non è obbligatoria
17 agosto 20113PresseuropTrouw -
Polonia
La Vistola non è più un eldorado
2 agosto 2011NRC Handelsblad Rotterdam -
Paesi Bassi
Wilders prende le distanze da Breivik
27 luglio 2011PresseuropNRC Handelsblad -
Dopo la strage in Norvegia
Se il populismo tira troppo la corda
26 luglio 20116Trouw Amsterdam -
Norvegia
Anche Stieg Larsson si era sbagliato
25 luglio 20114Corriere della Sera Milano -
Paesi Bassi
Srebrenica, lo stato è colpevole
6 luglio 20112PresseuropTrouw -
Paesi Bassi
Geert Wilders, il nostro moderno Voltaire
27 giugno 201112Trouw Amsterdam -
Paesi Bassi
In marcia per salvare la cultura
27 giugno 2011PresseuropTrouw -
Paesi Bassi
Wilders assolto, vince la libertà d’espressione
24 giugno 2011Presseurop -
Energia
Il nucleare non è ancora morto
21 giugno 20111PresseuropLa Tribune -
Alimentazione
Chi ha paura del cetriolo assassino?
1 giugno 20112Presseurop -
Serbia
Mladic finalmente all'Aia
1 giugno 20111PresseuropNezavisne Novine -
Fantapolitica
Come sarà la prossima Europa?
30 maggio 20117Die Welt Berlino -
Ex Jugoslavia
L’arresto di Mladic non lava la vergogna
27 maggio 20111 -
Immigrazione
Multiculturalismo o declino
25 maggio 201114Trouw Amsterdam -
Paesi Bassi
Un altro amico imbarazzante per Rutte
24 maggio 2011PresseuropDe Volkskrant -
Paesi Bassi
La crisi greca fa traballare il governo
20 maggio 2011PresseuropNRC Handelsblad -
Processo Demjanjuk
Il boia di Sobibor condannato e libero
13 maggio 20113PresseuropTrouw -
Monarchia
C’è ancora bisogno dei re
6 maggio 20111Le Temps Ginevra -
Politica
Il Tea party sbarca in Europa
6 maggio 20114De Morgen Bruxelles -
Belgio-Paesi Bassi
Un esercito comune per ridurre i costi
5 maggio 20111PresseuropDe Standaard -
5 maggio 20112PresseuropLa Voix du Luxembourg
-
Paesi Bassi
Lo scandalo dei diplomifici
29 aprile 2011PresseuropDe Volkskrant
Sviluppano applicazioni per gli smartphone, commerciano in prodotti bio o assicurano supporto scolastico agli studenti: sempre più adolescenti diventano imprenditori, anche grazie a una fondazione specializzata.
Risparmiati finora dalla crisi, i Paesi Bassi guardano dall'alto in basso gli stati più indebitati e ne auspicano l'espulsione dalla zona euro. Ma il successo economico è assai effimero, come dimostra la storia recente del paese dei polder.
Dopo il 1945 gli alleati scaricarono in mare migliaia di tonnellate di armi chimiche. I fusti che le contengono potrebbero aprirsi da un momento all'altro, provocando una catastrofe ambientale.
L'accordo raggiunto dai diciassette leader dell'eurozona trascura un fattore fondamentale: la crescita. E altri due problemi sono ancora senza soluzione: l'assenza di una politica economica comune e le profonde disuguaglianze tra gli stati membri.
La crisi della zona euro ha sbloccato l’impasse dell’integrazione europea, da anni incagliata tra i problemi del consenso. Ma il metodo intergovernativo imposto da Berlino e Parigi non accontenta tutti.
L'adesione di Bulgaria e Romania allo spazio di libera circolazione è stata rimandata a causa del veto del governo olandese, preoccupato per la corruzione dei due paesi. Un modo efficace per tenere alta la pressione sul fenomeno.
In risposta all'opposizione dell'Aia al suo ingresso nell'area Schengen, Bucarest ha inasprito i controlli sull'importazione dei fiori olandesi. Una reazione che denota poca maturità in campo diplomatico.
La crisi sta accelerando la moltiplicazione dei lavoratori a tempo determinato e part-time. Una fascia sociale emarginata, che vive sulla soglia della povertà e favorisce l'ascesa dei movimenti xenofobi e antidemocratici.
Il più grande porto d’Europa sta soffocando per mancanza di spazio. Per rimediare i Paesi Bassi hanno lanciato un progetto colossale: costruire una barriera per strappare al mare l'equivalente di quattromila campi di calcio.
Iscrizioni più semplici, rette meno costose e corsi di laurea in inglese: tra i giovani britannici studiare all'estero è sempre più di moda. E i Paesi Bassi sono in cima alle preferenze.
A partire dagli anni novanta centinaia di agricoltori provenienti da tutta Europa, e in particolare dall'Olanda, si sono trasferiti in Polonia sfruttando i terreni a buon mercato. Ma ora Varsavia vuole favorire i piccoli coltivatori locali a scapito di quelli stranieri.
Malgrado Anders Breivik sia l’unico responsabile delle atrocità commesse in Norvegia, egli ha attinto le sue idee deliranti da un substrato populista. Questo la dice lunga sullo stato d’animo europeo, secondo uno storico olandese.
Fino al 22 luglio, la Norvegia si sentiva immune dall'estremismo. La galassia xenofoba, nazionalista e antislamica non aveva trovato forti espressioni politiche organizzate e soprattutto leader carismatici. Ma adesso l'imprevedibile è diventato realtà.
L'assoluzione del populista Geert Wilders apre una nuova fase politica in Europa. Ora che il multiculturalismo è in declino, sarà finalmente possibile criticare l'islam, osserva un intellettuale olandese.
Dopo aver contribuito ad alimentare la polemica, la stampa europea si interroga sulla psicosi seguita alle infezioni da Escherichia coli e sull'assenza di una politica comune d'emergenza.
Una federazione di ricche ed efficienti regioni industriali a nord, un'unione mediterranea finalmente libera dal rigore mitteleuropeo a sud. Per risolvere le incompatibilità strutturali in seno all'Ue le ipotesi alternative non mancano.
Se complessivamente la stampa europea ha accolto con soddisfazione l’arresto di Ratko Mladić, le reazioni differiscono in base al coinvolgimento dei vari paesi nel conflitto in ex Jugoslavia.
Un rapporto compilato da otto politici e intellettuali europei sostiene che senza l'afflusso di forze fresche dall'esterno il vecchio continente è destinato al tramonto. La società multiculturale, data per spacciata da molti, è l'unica possibile.
Il matrimonio reale britannico ha riportato le monarchie d'Europa sotto i riflettori. Nonostante le critiche, queste istituzioni potrebbero avere ancora un ruolo benefico come simboli d'unità in un'epoca di opposti nazionalismi.
L'avanzata dei partiti populisti nel vecchio continente sembra l'eco del successo del movimento conservatore statunitense. In realtà sono stati gli europei ad anticipare molti degli argomenti di Sarah Palin e compagni.